Aeroporto di Peretola, Sgherri: “Ci sono le condizioni per stralciare la variante”

Monica Sgherri
Monica Sgherri

"Siamo d'accordo con l'integrazione dei due scali, ma comprendiamo le ragioni di Sat nel valutare una marcia indietro"


Monica Sgherri interviene in merito alla nuova pista di Peretola e al dibattito intorno alla sua lunghezza:

“Sulla vicenda della nuova pista aeroportuale fiorentina, il presidente di Enac Riggio, ribadisce che “alle istituzioni spettano le scelte strategiche e ad Enac le prescrizioni tecniche”, e il direttore generale Cardi stranamente e tardivamente precisa che all’epoca Enac si era espressa solo sull’orientamento della pista e non sulla sua lunghezza!  Questo rimette completamente in discussione i presupposti di tutto il dibattito svolto  fino ad oggi e a rischio lo stesso progetto di sistema integrato aeroportuale toscano fra gli scali di Pisa e Firenze, che, come ricorda il sottosegretario D’Angelis costituisce “un modello per tutta l’Italia. Ha scalato la serie A per tutti e due gli aeroporti evitando il rischio del declassamento di Pisa e Firenze a scali marginali”.

Pur nelle generali contrarietà alla nuova pista, dell’integrazione tra i due scali siamo sempre stati convinti sostenitori.

Il sistema aeroportuale toscano è una scelta obbligata, visti gli indirizzi delle direttive europee in corso di approvazione che individuano in due aeroporti a questa  distanza (come nel caso di Firenze  e Pisa) un unico sistema aeroportuale; e, non secondario, obbligata visto che non saranno ammessi aiuti  di Stato per aeroporti, o sistemi aeroportuali, con meno di 5 milioni di passeggeri.

 Tuttavia, davanti alle nuove prescrizioni, che portato a  2400 mentri la pista fiorentina, comprendiamo le ragioni di SAT nel valutare marcia indietro dal progetto di holding, se, come appare evidente, questo si risolvesse soltanto in una operazione di facciata dietro la quale si celerebbe di fatto una concorrenza diretta tra Pisa e Firenze. Tanto più che la società pisana a differenza di Adf ha le spalle per far fronte autonomamente agli  investimenti del piano industriale, come ha già dimostrato. Condizione che non ha Firenze. D’altra parte, laddove la pista restasse di 2000 metri sono annunciate osservazioni tecniche tali da mettere di fatto veramente a rischio le sostenibilità economiche per Adf per realizzare il progetto; sostenibilità che, lo ribadiamo, a nostro avviso non ci sono comunque

I nuovi vincoli posti su Firenze e il rischio di una crescente competizione tra i due aeroporti rischiano di vanificare tutto l’impegno regionale per la creazione del sistema integrato aeroportuale nell’ambito del quale, proprio per ottenere un vero risparmio gestionale e sviluppo dei servizi, andava programmato nel tempo lo spostamento di voli da uno scalo all’altro con una ristrutturazione vera della mission di Firenze. Perché altrimenti cosa vuol dire city airport se velivoli e rotte sono sostanzialmente le stesse? ! E se di concorrenza, anziché di integrazione si torna a parlare, sparirebbe qualunque barlume di interesse pubblico, presupposto per la Regione Toscana per approvare una variante: è chiaro che la crescita di passeggeri in uno scalo a scapito dell’altro significa saldo zero dei benefici per la Toscana, quindi un opera faraonica per nessun risultato aggiuntivo

Alla luce dei nuovi elementi, il dibattito sulla variante al PIT così come tutta la valutazione dell’impatto economico elaborata dall’Irpet e non ultimo l’impatto ambientale, risulta del tutto superato ed inadeguato. 

Ci sono le condizioni, sulla questione pista, per stralciare la variante.”

Fonte: Toscana Consiglio Regionale

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