Bonelli e Zanella eletti portavoce nazionali dei Verdi

Angelo Bonelli
Angelo Bonelli

'Parità di genere' per la prima volta anche al vertice di un partito in Italia. Protagonisti i Verdi che alla 32/ma Assemblea nazionale, chiusa oggi a Chianciano Terme (Siena), hanno rieletto Angelo Bonelli come portavoce affiancandogli però, con uguali funzioni, Luana Zanella. Insieme i coportavoce dovranno rilanciare un partito che pur guardando al centrosinistra, vuole restare autonomo e cercare consensi tra ''i 6 milioni di italiani che vivono in terreni contaminati'' convinti, dicono, ''che ci sia davvero bisogno di una svolta ecologista''. Anche per questo non si schierano con nessuno dei candidati alla guida del Pd, un partito che deve recuperare ''una proposta programmatica che parli di ecologia, dei temi dell'equità sociale come quello del trasporto pubblico esploso in questi giorni a Genova'' aggiunge Bonelli.

Puntano a creare una coalizione che ''tenga conto delle nostre proposte politiche'' spiega Zanella. Lei ''da donna'', si augura solo che nel Pd vinca il candidato ''più amico delle donne''. Piuttosto, ''consapevoli'' dei loro limiti, guardano a ''unire'', fin dalle prossime europee e amministrative, movimenti ambientalisti come Green Italia e quello che sembra intenzionato a guidare Sergio Marini, ex presidente della Coldiretti. Assicurano di non temere la concorrenza di Grillo e del Movimento 5 stelle, perchè ''noi vogliamo governare i processi - dice Bonelli -, mentre Grillo si candida a fare una testimonianza forte ma come vediamo in Parlamento non riesce a incidere come, invece, accade in Germania dove i Verdi hanno costruito alleanze che hanno portato quel Paese fuori dal nucleare, o in Francia dov'è stata approvata una legge sul consumo del suolo''. Tra le differenze ricordano in particolare la loro battaglia per ''l'abolizione della legge sull'immigrazione clandestina: noi ci candidiamo a governare in Italia con progetti chiari''.

Zanella e Bonelli la battaglia interna al Sole che ride l'hanno vinta con il 72% dei voti dei 324 delegati. Alla seconda mozione, per la quale erano candidati Giampaolo Cesaretti ed Elisa Scarano, è andato il 28% dei voti. Con questi ultimi si era schierato, alla fine, anche l'ex ministro Alfonso Pecoraro Scanio, che qualcuno aveva indicato come possibile candidato. In realtà, assicura lui, a Chianciano è venuto solo per chiedere ai Verdi unità e far approvare, cosa che è successa, la mozione contro la svendita a un privato dell'Isola di Budelli, nell'arcipelago della Maddalena, in Sardegna. Un altro tema, comunque, unisce tutti i delegati: è il giudizio sull'ex Premier Silvio Berlusconi che, spiega Bonelli, anche con le ultime affermazioni dimostra di ''non avere una visione democratica''.

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