Antonio Natali sul Pontormo: "Una mostra per la gente di Empoli, con un catalogo snello e accessibile. Venite a vedere"

L'inaugurazione della mostra a Pontorme di Empoli: da sinistra Antonio Natali, la curatrice della mostra Cristina Gelli e il sindaco di Empoli Luciana Cappelli
L'inaugurazione della mostra a Pontorme di Empoli: da sinistra Antonio Natali, la curatrice della mostra Cristina Gelli e il sindaco di Empoli Luciana Cappelli

 

Carenze divulgative all’interno della mostra dedicata al Pontormo, in corso a Empoli fra la casa dell’artista a Pontorme e la chiesa di San Michele Arcangelo fino al 2 marzo. Le ha segnalate una giovane storica dell’arte statunitense , Alexandra Korey, sul blog che lei cura e che si prefigge di rendere l’arte accessibile.

Una ragazza che visita le mostre e le recensisce. Quella su Jacopo Carrucci e 'il suo seguito', ovvero gli artisti che nelle loro produzioni hanno mostrato di essere stati influenzati dall'artista nato a Pontorme, evidentemente non ha accolto il suo favore. Lei lo ha scritto, gonews.it ha ripreso quella che al momento è una voce fuori dal coro. Infatti finora l'evento culturale era stato ben accolto dalla critica, in molti avevano apprezzato, semmai non c'erano stati i numeri che si potevano attendere. Ma il tempo è ancora molto, manca ancora un mese e mezzo al termine. E lo stesso Antonio Natali, direttore della Collana Città degli Uffizi, di cui la mostra fa parte, ha sottolineato recentemente a mezzo stampa che i 1600 biglietti staccati erano un po' pochini e che gli empolesi avrebbero dovuto e devono rendersi conto della ricchezza e dell'importanza della mostra.

Natali conferma tutto questo e si presta anche, pur non conoscendo chi sia la critica d'arte Alexandra Korey, a commentare e rispondere a distanza ai suoi 'appunti': "Tutto si può dire, tutto si può fare, sopratutto sulla 'rete'. Al parere della signorina vorrei contrapporre quello di Mina Gregori, che è stata a visitare la mostra a dicembre e che è rimasta entusiasta. Aggiungo che dal punto di vista didattico abbiamo cercato di tenere basso il prezzo del catalogo. Io tendo sempre a fare cataloghi maneggevoli e alla portata di tutti, non che bisogna avere lo sherpa per andare in giro per la mostra".

Il catalogo della mostra in questione ha un costo di 20 euro, in effetti un prezzo sicuramente minore rispetto ad altre esposizioni.

"Accanto a ogni opera si trova una didascalia e una breve spiegazione - aggiunge il professor Natali -. Mi sembra di aver inteso che lo spirito della mostra era fare un censimento di chi ha desunto dal Pontormo alcune influenze e direi che l'obiettivo è stato pienamente raggiunto. Labili rapporti col Pontormo? Così dice la signorina? Beh, per il Cigoli hanno parlato i suoi contemporanei, Naldini è un’artista che parte da Pontormo, Macchietti e l'Empoli idem. Sono tutti legati a questa zona. Quella organizzata dal Comune di Empoli è una mostra, come tante altre a livello locale, che cerca di far maturare la coscienza storica dei cittadini. E a loro mi rivolgo dicendo che forse questa è l'occasione di andare a vedere di persona se quello che dice questa giovane è la realtà delle cose".

"Vorrei anche dire - prosegue Natali - che l'impegno del Comune va sottolineato e che è apprezzabile. Dunque mi sembra che le didascalie siano esaurienti e che il catalogo sia volutamente a una cifra accessibile, i giovani storici dell’arte di Empoli hanno fatto un buon lavoro battendo le chiese dell’area per la ricerca. Non è giusto deprezzare così questa mostra"-

A proposito di Antonio Natali, il professore sarà proprio questo venerdì 17 gennaio, alle 18, nella chiesa di San Michele Arcangelo proprio per una conferenza immerso nelle opere su 'I testimoni della luce. Andrea del Sarto e Jacopo Pontormo'.

“Finalmente ‘La città degli Uffizi’ tocca Empoli. Da tempo se ne ragionava; ma le condizioni sono maturate solo in quest’anno 2013”, ha sottolineato Antonio Natali. “L’occasione è stata offerta dalla mostra che sarà aperta l’anno venturo a palazzo Strozzi, titolata Pontormo e Rosso. Divergenti vie della ‘maniera’. L’esposizione empolese, con poche opere – però sapientemente selezionate –, riesce a dar conto sia delle virtù magistrali del Pontormo che dell’influenza a gittata lunga esercitata dalla sua espressione nei luoghi intorno al suo natio. Di nuovo un’Amministrazione comunale prende animo e coraggiosamente forza la mano alla crisi per un’impresa culturale volta all’educazione e alla maturazione della coscienza storica della gente. In questo caso: di Pontorme e d’Empoli”

 

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