Il ‘Giorno della Memoria’ tra commozione, arte e chi ha visto. Cinema La Perla strapieno di studenti per Pamela Villoresi

 

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Pamela Villoresi

Questa mattina era lì con ‘noi’, Tosca Lepori, al cinema La Perla, per celebrare con gli oltre cinquecento studenti delle scuole di Empoli il ‘Giorno della Memoria’ insieme ad una splendida Pamela Villoresi che ha interpretato quel libro intitolato ‘Io ho visto’ di Pier Vittorio Buffa, che raccoglie trenta storie tra cui anche la sua. Era il 23 agosto 1944 e Tosca Lepori aveva cinque anni.

Tosca era al Padule di Fucecchio, centosettantasette morti; perse la mamma, il fratellino, una zia ed i nonni. I nonni mentre bruciavano, si muovevano. La mia mamma muore senza un lamento. Loro mirano alla testa, mirano bene. La mia mamma mi ha salvata nascondendomi in quel tronco vuoto e mettendo il suo corpo tra me e i mitra dei tedeschi. Il villaggio brucia come un cerino. Le ho sognate per anni, le mosche, tante mosche. A me piacerebbe trovare un momento felice nella mia vita, ma proprio, non ci riesco. «Io non posso perdonare – ha detto Tosca, rispondendo alla domanda di Federico, uno studente  – mi hanno distrutto la vita. E’ più forte di me, non sono capace di perdonare».

Testimoni di un orrore che li ha segnati per tutta la vita, sopravvissuti alle stragi nazifasciste della ‘terza guerra’ contro la popolazione civile, perché coperti dal corpo della madre o creduti morti o salvati da un soldato che in silenzio se n’è andato, senza dire una parola. Trenta storie racchiuse nel libro di Buffa, Io ho visto, introdotto da Mario Lancisi, inviato de Il Tirreno che ha coordinato tutta la mattinata. Sul palco Giorgia, Niccolò, Luisa, Gloria hanno introdotto alcune di quelle storie del libro dando parola a Pamela Villoresi che come ha detto lei ai ragazzi «non è possibile interpretarle. Ci metto un po’ di tecnica – ha detto Pamela – però è un viaggio nel loro dolore e lo faccio perché quanto è accaduto non accada mai più».

L’odore della polvere da sparo, quello del sangue, il frastuono degli spari mescolati con le urla li ricordano ancora ‘quei’ sopravvissuti, i lucidi e grandissimi stivali neri, quelli del tenente del plotone di esecuzione, bellissimi, un dolore con cui vivere per settant’anni, metabolizzandolo ma mai fino in fondo, l’ingiustizia e la certezza di essere vittime di una doppia ingiustizia, pensare e sognare le urla, le grida forti o l’attimo che stai per morire e quel forte battito del cuore che ha paura, tanta paura.

Il libro di Pier Vittorio Buffa è ‘fatto’ a due mani, insieme a sua moglie. «Unlavoro scritto da giornalista quale sono  ma fatto in punta di piedi. Sono arrivatoalle persone con delicatezza – ha detto lo scrittore – attraverso amici per sapere se c’era la volontà di raccontare. Un lavoro difficile ed impegnativo senzaintervistare. Ho fatto questo viaggio di dolore con mia moglie come una coppia di sessantenni. La memoria – prosegue Buffa – è il sale della nostra vita senza il quale la nostra comunità non può vivere. Questi momenti servono per sapere, conoscere, condividere il passato comune perché siamo noi, siamo l’Italia».

Eleonora Caponi, assessore alle politiche formative ed educative del Comune, ha chiuso la mattinata con un plauso commosso rivolto a tutti i presenti, sottolineando l’importanza del progetto ‘Investire in democrazia’ che viene portato avanti da tanti anni dal Comune di Empoli e dalle scuole che credono che ‘ricordare è un dovere’ e che si conclude con il viaggio ai campi di sterminio nel mese di maggio. Ma quando cala il sipario e si spengono le luci del cinema La Perla, una canzone colpisce ‘dentro’ e tutti applaudono.

Luca Bussoletti cantautore romano, ha scritto ‘Sussidiario di un vecchio bambino’ dopo aver letto alcuni capitoli del libro ‘Io ho visto’ che è possibile ascoltare su www.iohovisto.it.

Fonte: Comune di Empoli – Ufficio Stampa

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