Olimpiadi di Italiano, in gara 15mila studenti. La finale si terrà nel capoluogo

Cristina Giachi
Cristina Giachi

Parteciperanno anche le scuole italiane all'estero. L’assessora Giachi: "Lingua strumento essenziale delle politiche di cittadinanza"


«In Italia c’è un rischio, quello di produrre una generazione di analfabeti cosiddetti funzionali, non del tutto analfabeti ma privi delle capacità fondamentali di scrittura e lettura. Ben vengano, dunque, iniziative come questa che servono per motivare i ragazzi ad apprendere l'uso consapevole della lingua italiana».

Lo ha sottolineato l’assessora all’educazione Cristina Giachi intervenuta, questa mattina a Roma, alla presentazione della quarta edizione delle Olimpiadi di Italiano. Da giovedì 15mila studenti delle scuole superiori si cimenteranno con la gara selettiva di istituto. Seguiranno il 13 marzo le prove interprovinciali.
La finale si svolgerà a Firenze il 12 aprile.

A partire dalla seconda prova, alle Olimpiadi parteciperanno anche le scuole italiane all’estero: ha già aderito18 istituti tra le quali scuole di Madrid, Casablanca, Parigi, Praga, Barcellona, Bruxelles, Sofia, Bratislava, Cairo e Asmara.
La finale, a cui parteciperanno 60 studenti delle scuole italiane e 8 ragazzi di scuole straniere, si terrà a Firenze nell'ambito dell'iniziativa culturale ‘Giornate della lingua italiana’: i ragazzi affronteranno quesiti a risposta chiusa e prove aperte di scrittura.
«L’inflazione di parole straniere – ha aggiunto – lo strano italiano che scrivono i nostri ragazzi e le nostre ragazze che hanno trasformato in lingua i loro sms e le loro comunicazioni in rete rischiano di far precipitare tanti giovani in nuove forme di analfabetismo».
«Per i giovani cittadini stranieri la lingua è il primo strumento di integrazione e diffondendone la conoscenza si favorisce il senso di appartenenza e di pongono le basi dell'eguaglianza. Inoltre, un giovane privo della conoscenza matura della lingua – ha concluso Cristina Giachi – riuscirà con difficoltà ad orientarsi nella complessità del mondo d’oggi e a trovare un lavoro qualificato. Un popolo male alfabetizzato pone le basi per la rovina di uno stato, molto più di un crollo della borsa. Per il nostro futuro è vitale migliorare l’italiano dei giovani, sono loro che tra poco diventeranno classe dirigente del Paese».

Fonte: Comune di Firenze - Ufficio Stampa

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