Ovazione per Riccardo Muti al nuovo teatro dell’Opera

Riccardo Muti in consiglio comunale a Firenze
Riccardo Muti in consiglio comunale a Firenze

Applausi non solo per la direzione del concerto sold-out da settimane, ma anche per le parole che Riccardo Muti ha rivolto al pubblico del nuovo teatro dell’Opera di Firenze, prima del bis sul podio della “sua” Orchestra Cherubini. Dieci minuti di discorso nel quale si sono avvicendati i ricordi di Muti per Firenze e per il Maggio musicale fiorentino nel quale debutto’ nel 1968, ma anche parole critiche sulla scarsa valorizzazione dei giovani e per alcuni allestimenti che Muti non ha esitato a definire “porcherie che vengono da oltre le Alpi”.

“Sono cambiato negli anni, ma ho sempre lo stesso spirito che Firenze mi ha dato”, ha detto aggiungendo poi che “la mia attività sta volgendo al termine”: è stato l’unico buhh della serata da un pubblico che non pare rassegnato a immaginarlo giù dal podio.

“Prima si studiava – ha detto Muti – oggi c’è chi ha definito la direzione d’orchestra come la passione del metro quadrato. Se uno non ha voce dirige, se non sa suonare dirige…”. Muti ha insistito più volte sulla necessità di valorizzare i giovani.

“Sono passati vari anni prima che la stampa ufficiale e anche lo Stato si accorgesse di questa orchestra – ha detto riferendosi alla ‘Cherubini’ – Se ne è accorta prima Salisburgo… Noi abbiamo ancora la malattia di piegare il ginocchio allo straniero. E’ veramente ignobile che in Italia dimentichiamo i nostri giovani”, chiamando invece altre compagnie solo perchè straniere. Muti ha anche criticato alcuni allestimenti operistici definendoli “porcherie che vengono da noi da oltre le Alpi”. Critico anche con la Traviata scaligera: “L’ho vista per soli dieci minuti e mi sono arrabbiato”.

Fonte: ANSA

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