Manifattura Tabacchi: tutto esaurito per l’ultima visita, oltre 700 persone prenotate

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Oltre settecento persone prenotate. L’apertura straordinaria dell’ex Manifattura Tabacchi, una cittadella nella città che vive a contatto con i lucchesi da quasi 200 anni, si è rivelata un successo senza precedenti. Tutto esaurito in due giorni e un flusso incessante di cittadini che vogliono visitare la fabbrica per l’ultima volta, prima che parta l’opera di ristrutturazione. Lunedì 23, infatti, i lavori di demolizione di alcune zone interne alla vecchia industria entreranno nel vivo e quella che è stata la Manifattura fino ad oggi cambierà definitivamente.

Così per la giornata di oggi e di domani il portone principale di via Vittorio Emanuele resterà aperto, per volontà di Clip Comunicare (www.clipcomunicare.it), la giovane azienda di comunicazione, insediata nel Polo Tecnologico Lucchese, che ha avuto l’idea di pensare e organizzare, in collaborazione con il Comune di Lucca, l’iniziativa. Un modo semplice di far riappropriare la città di un bellissimo esempio di archeologia industriale, uno dei simboli più importanti dell’identità culturale e sociale della storia di Lucca e dei lucchesi.

A rivivere sono i chiostri, le storie raccontate intorno alla grande magnolia che sorge proprio nel centro della Manifattura, uno squarcio di verde in mezzo all’odore di tabacco. E ancora la fruga, la zona dove i dipendenti, prima di tornare a casa, venivano controllati per accertarsi che nessuno avesse portato via sigari e sigarette. Una pratica lontana, che, però, in tempo di guerra diventava l’unico modo per sopravvivere alla fame, con la rivendita del tabacco al mercato nero. Poi la sala mensa, con le celle frigorifero ancora visibili, il reparto essiccazione, i laboratori dove le sigaraie impastavano il tabacco, il reparto dedicato alla profumazione delle sigarette e le zone silenti, dove ci si ritrovava nella pausa per fumare in serenità. Personaggi, vicende, aneddoti che prendono vita nelle parole degli accompagnatori d’eccezione: sono loro a riempire di volti e storie i corridoi e gli stanzoni decadenti dell’ex Manifattura. Ci saranno Paolo Folcarelli e Luciano Bracciali, dipendenti storici; Simonetta Simonetti e Domenico Bertuccelli, figli di sigaraie, cresciuti nell’asilo nido e nella scuola materna che sorgevano all’interno della vecchia fabbrica per permettere alle madri di lavorare vicino ai propri bambini. Poi Sirio Dianda, anche lui ex lavoratore, che accompagnerà i visitatori insieme a Antonella Giusti e Mauro Gemignani. E ancora Berta Berti, Daniele Maffei, Massimo Simonelli e due sigaraie storiche: Sandra Micheli e Silvia Rita Paolinelli, splendida novantenne, che arrotolavano i sigari con delicatezza e velocità, diventando vere e proprie colonne portanti della Manifattura insieme a tutte le altre centinaia di sigaraie. Se oggi il Toscano è uno dei prodotti italiani più conosciuti al mondo lo si deve proprio a loro.

Spazi finalmente percorribili che svelano gli ambienti dove hanno lavorato generazioni di lucchesi e dove si sono consumate lotte per l’emancipazione del lavoro femminile e tante battaglie sui diritti dei lavoratori.

L’iniziativa avrà anche una copertura su tutti i principali social network con l’hashtag #lanostramanifattura.

La storia della Manifattura Tabacchi di Lucca

Lontane origini militari: aveva questa caratteristica la zona della Cittadella, dove nel secondo decennio del quattordicesimo secolo era stata costruita una fortezza per volontà di Castruccio Castracani. Fortificazione che poi fu abbattuta con la caduta della sua signoria, lasciando che i locali venissero utilizzati all’inizio del Cinquecento come magazzino dell’Offizio sopra l’Abbondanza, la magistratura cittadina che si occupava dei rifornimenti per fronteggiare le annate di carestia.

Bisogna arrivare all’Ottocento per vedere attribuita a quei luoghi la funzione che poi hanno ricoperto per anni e anni. Precisamente al 7 luglio 1815, quando il locale della Cittadella fu adibito a fabbrica dei tabacchi. L’altra parte del sito era invece stato occupata dal 1513 da un convento femminile domenicano, che portò avanti la propria funzione per 300 anni, fino a quando Elisa Baciocchi ne ordinò l’espropriazione e il trasferimento delle monache nel monastero dell’Angelo.  Alla fine del 1807 l’ex-convento divenne la sede dell’Istituto Elisa, una nuova istituzione educativa che faceva parte di un ambizioso disegno di riorganizzazione complessiva della pubblica istruzione. Solo nel 1892 il fabbricato venne acquistato dal Ministero delle Finanze e accorpato alla contigua fabbrica del tabacco.

Nel primo decennio del ‘900 nello stabilimento lavoravano 111 operai e 1.400 donne con l’aiuto di 45 macchine operatrici. La manifattura, in questo periodo, aveva inoltre potenziato le proprie risorse energetiche con l’installazione di motori a vapore che andavano ad aggiungersi a quelli idraulici mossi dal condotto pubblico. Tra gli anni Venti e Trenta le strutture dell’intero sito manifatturiero vennero sottoposte a significativi restauri e a un ampliamento con la costruzione di un nuovo edificio affacciato su Piazzale Verdi. Dopo l’accrescimento degli spazi lavorativi, si installarono nuovi macchinari e un impianto idroelettrico (anno 1933). A quell’epoca erano impiegati nella Manifattura 3.000 operai che ogni anno trasformavano circa 2.000 tonnellate di tabacco in spuntature, sigari Toscani e sigarette.

“L’accrescersi della produzione richiese, negli anni Quaranta, l’approntamento di una centrale termica a olio pesante a supporto dell’energia idrica del canale, nonché la realizzazione di nuovi edifici per accogliere le officine e i servizi per il personale: il dopolavoro, l’asilo nido, la cucina interna e la cassa di maternità.
Mentre il cantiere inizia il suo lavoro – dichiara il sindaco Alessandro Tambellini – l’amministrazione comunale va avanti nella definizione delle funzioni che all’ex Manifattura potranno trovare una giusta collocazione. A questo proposito da alcuni mesi è in corso un confronto con vari soggetti che hanno dimostrato interesse a portare la loro sede in questo luogo e nel contempo stiamo ragionando sulla opportunità di trasferire qui anche una parte dei servizi comunali. Senza entrare nei dettagli, per i quali i tempi non sono ancora maturi, possiamo però dire che le ipotesi su cui stiamo lavorando sono in linea con l’idea di base che è quella di trasformare la ex fabbrica di tabacchi in fabbrica di cultura e luogo di aggregazione per la città”.

 

 

Fonte: Ufficio Stampa

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