Giani: "Alla scoperta del vero legame tra Leonardo e Firenze"

Eugenio Giani
Eugenio Giani

“Il fatto che un team di eminenti studiosi, provenienti da accademie diverse e da differenti parti del mondo, si sia unito nel comune obiettivo di approfondire gli studi di uno dei massimi geni è un fatto positivo e molto importante. Come presidente del Consiglio regionale della Toscana sono lieto di ospitare nella nostra sede un convegno che mostri lo stato dell’arte sulla conoscenza di Leonardo Da Vinci”. Lo ha dichiarato Eugenio Giani, che questa mattina è intervenuto al convegno internazionale “Leonardo da Vinci Project”, meeting cui hanno preso parte studiosi da varie parti del mondo. Al centro dell’attenzione, nella sala Gonfalone di palazzo Panciatichi, la scoperta dei rapporti del grande talento e della sua famiglia con Firenze. “La mia speranza da fiorentino e da toscano – ha aggiunto Giani - è che tutto questo sia utile a tratteggiare un ritratto di Leonardo il più possibile fedele alla realtà, facendo emergere il vero legame che egli ebbe con Firenze, a partire dalle proprietà della sua famiglia in città. Sul piano scientifico è di grande importanza la possibilità di poter creare, attraverso nuove ricerche e tecnologie moderne, una nuova visione della vita del genio di Leonardo a partire proprio dallo studio del Dna”.

In primo piano dunque, nei giorni dell’anniversario della morte dell’artista e scienziato (1519), il progetto illustrato da Jesse Ausubel, vice Presidente della “Richard Lounsbery Foundation”. Nel 1914 un gruppo internazionale di specialisti si è attivato per individuare definitivamente i presunti resti di Leonardo, presso il castello di Amboise, a sud ovest di Parigi. L’obiettivo è quello di comparare il Dna dell’artista, che ancora deve essere trovato, con il Dna del padre di Leonardo e di diversi suoi stretti parenti i cui resti sono sepolti a Firenze. Il progetto, che riunisce esperti di Francia, Spagna, Italia, Stati Uniti e Canada, procede su vari fronti: la tomba di famiglia di Leonardo, a Firenze; i resti presunti di Laonardo presso il castello di Amboise, e a Milano, dove ci potrebbero essere i resti della madre di Leonardo, Caterina. Lo studio non trascurerà il confronto anche con eventuali tracce genetiche ottenute dalle opere d’arte di Leonardo, nonché da suoi eventuali discendenti nella zona di Vinci, dove è nato.

Tra gli interventi al convegno anche la lezione di Alessandro Vezzosi, studioso, fondatore e direttore del Museo Ideale Leonardo da Vinci (“Tracciando la genealogia di Leonardo, fino ai discendenti in vita”), e la relazione di David Caramelli, professore di Antropologia presso il Dipartimento di Biologia, Unità di Antropologia/Paleogenetica dell’Università di Firenze su “Analisi del DNA dei familiari di Leonardo”.

Fonte: Toscana Consiglio Regionale

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