VolterraTeatro festeggia il trentennale nel nome di ‘Città Ideale’ e ‘Utopia’

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Legando i cinquecento anni dalla pubblicazione di Utopia di Thomas More alla sua trentesima edizione, il Festival VolterraTeatro 2016 propone una riflessione sulla ‘Città Ideale’ e sull”Utopia’. Dal 25 al 31 luglio 2016 nei territori di Volterra, Pomarance, Castelnuovo e Montecatini Val di Cecina, Armando Punzo con Carte Blanche, secondo un innovativo modello di startup gestionale unico nel panorama culturale italiano, associano per la prima volta l’associazione culturale giovanile e studentesca VaiOltre!, i cui membri affiancano il team professionale di Carte Blanche, in collaborazione anche con Accademia dei Riuniti-Teatro Persio Flacco.

Proseguendo in un discorso avviato cinque anni fa con Mercuzio non vuole morire, progetto che ha segnato l’inizio di un nuovo modo di concepire la relazione tra il festival e la città, VolterraTeatro si propone anche quest’anno come laboratorio sull’uomo, come punto di partenza per un progetto di civiltà, un concorso di idee, un’azione costitutiva. Un vero e proprio laboratorio creativo il cui cuore pulsante della Città Ideale sarà il Teatro, il teatro Persio Flacco di Volterra; come afferma Armando Punzo «il teatro come architettura concreta di uno spazio impalpabile, spazio dentro l’uomo che è contro la logica del quotidiano, da coltivare, da far crescere».

Un luogo sempre aperto, crocevia culturale della città, abitato dalla musica e dai libri, dai teatranti, dai poeti, dagli organizzatori, dagli spettatori, adulti giovani e bambini, dai giornalisti, dai passanti. Non solo palcoscenico per gli spettacoli, quindi, ma luogo di aggregazione e di incontro, base operativa degli organizzatori del festival e delle associazioni coinvolte, salotto letterario e temporary bookshop.

“Il teatro di Punzo diventa parte della quotidianità, con cui si confonde – ha affermato stamani la vicepresidente e assessora alla cultura Monica Barni alla presentazione del festival nell’inconsueta scena della stazione di Santa Maria Novella a fare da sfondo -. Un approccio ad un tema importante che sottolinea la vitalità di questa compagnia mai soddisfatta e sempre attenta alla ricerca , che oggi sceglie di muoversi insieme a tanti giovani per crescere ancora. La Regione ha impostato da tempo parte del suo impegno nella cultura sulle reti; VolterraTeatro dimostra che funzionano se coinvolgono davvero territori e cittadini”.

Accanto alla presentazione del nuovo lavoro della Compagnia della Fortezza, saranno ospiti al festival Archivio Zeta, Roberto Latini, Massimiliano Civica, Gli Omini, Teatro delle Ariette, Mario Perniola, Marino Sinibaldi, Adriana Follieri/Manovalanza, Graziano Graziani, Ginetta Maria Fino e Giuseppe Mainieri, IsoleComprese Teatro, Andrea Salvadori, Marzio Del Testa, poeti e artisti dell’Associazione Ultima Frontiera, Nadia Giannoni, Cristina Valenti, Rosanna Massarenti, Fabio Francione, tutti con articolati progetti teatrali, performativi, poetici, musicali ed editoriali, fortemente collegati al tema della Città Ideale.

LE PAROLE DEL SINDACO

Il compito di una Amministrazione Pubblica è quello di amministrare le risorse nell’interesse dei cittadini, e decidere che la cultura rappresenti un punto fermo di quell’interesse rappresenta una precisa scelta di campo. Il Festival VolterraTeatro, che fin dalla fondazione è stato finanziato e sostenuto in primo luogo dal Comune di Volterra, si pone esattamente nel solco di questa scelta. Il trentennale del Festival rappresenta per noi l’occasione per fare un punto sul valore culturale di una manifestazione artistica tra le più longeve e prestigiose non solo italiane ma europee. L’occasione per interrogarsi sulla fisionomia di un festival che sempre di più negli anni si è caratterizzato e distinto per un ostinato investimento sulla città, ponendosi come mission imprescindibile la crescita culturale di tutta la comunità.

Negli anni il festival è riuscito a trovare sempre nuove forme di evoluzione, andando progressivamente nella direzione di un coinvolgimento grandissimo delle persone comuni in progetti articolati, inclusivi e di altissimo profilo, non soltanto durante il festival, ma nel corso di tutto l’anno. Una formula che ha confermato la vocazione della direzione artistica di Armando Punzo, cui il festival è affidato da circa vent’anni, a lavorare con l’obiettivo di favorire lo sviluppo di cultura durevole sul territorio. Ai nastri di partenza di questa trentesima edizione, come Sindaco di Volterra non posso che augurare buon compleanno a un festival che – ne siamo certi, anche quest’anno, rappresenterà uno dei momenti più alti della nostra convivenza civile.

SPETTACOLI, CREAZIONI COLLETTIVE, POESIA, CONCERTI, HAPPENINGS MUSICALI

FORTEZZA MEDICEA, VOLTERRA
DAL 25 AL 29 LUGLIO ORE 15.00

TEATRO FLORENTIA, LARDERELLO
30 LUGLIO ORE 21.00

COMPAGNIA DELLA FORTEZZA
DOPO LA TEMPESTA. L’OPERA SEGRETA DI SHAKESPEARE | creazione originale per VT | anteprima nazionale


regia e drammaturgia Armando Punzo

musiche originali e sound design Andrea Salvadori

scene Alessandro Marzetti, Silvia Bertoni, Armando Punzo

costumi Emanuela Dall’Aglio

aiuto regia Laura Cleri

movimenti Pascale Piscina

assistente alla regia Alice Toccacieli

video Lavinia Baroni in collaborazione con VaiOltre!

aiuto scenografo Yuri Punzo

collaborazione drammaturgica Giacomo Trinci, Lidia Riviello

collaborazione artistica Adriana Follieri, Daniela Mangiacavallo, Pier Nello Manoni, Marco Mario Gino Eugenio Marzi, Debora Mattiello, Francesco Nappi, Marta Panciera, Luisa Raimondi, Francesca Tisano, Carolina Truzzi

assistenti stagisti Marta Fasulo, Gabriella Indolfi, Azzurra Lochi, Eleonora Risso, Edoardo Trentini

foto di scena Stefano Vaja

organizzazione generale Cinzia de Felice

coordinamento Domenico Netti

amministrazione Isabella Brogi

curatrice Rossella Menna

collaborazione amministrativa Giulia Bigazzi

direzione tecnica Carlo Gattai

light designer Andrea Berselli

suono Alessio Lombardi

con Armando Punzo

e gli attori della Compagnia della Fortezza Salvatore Altieri, Sebastiano Amodei, Vincenzo Aquino, Mohammad Arshad, Andrey Ayala, Saverio Barbera, Nikolin Bishkashi, Pellumb Brhama, Rosario Campana, Maxwell Caratti, Roberto Cecchetti, Ivan Chepiga, Giuliano Costantini, Ismet Cuka, Pierluigi Cutaia, Gianluigi De Pau, Luigi Di Giovanni, Amar Papa Diouf, Oktavian Dumitru, Nicola Esposito, Mohammed Essalmi, Vincenzo Fagone, Alban Filipi, Pasquale Florio, Heros Gobbi, Arian Jonic, Ibrahima Kandji, Nasser Kermeni, Kujtim Kodra, Giuseppe Lamacchia, Carmelo Dino Lentinello, Hai Tzen Lin, Matteo Macchiarelli, Domenico Maggio, Antonino Mammino, Massimo Marigliano, Paolo Marino, Gianluca Matera, Gaspare Mejri, Edmond Parubi, Bledar Peskura, Marian Petru, Ciprian Putanu, Hamadi Rezeg, Vincenzo Rubino, Tip Saiw Sai, Alvaro Sapana, Mario Serban, Vitaly Skripeliov, Lucian Tarara, Massimo Torre, Fabio Valentino, Alessandro Ventriglia, Sinan Wang, Tony Waychey, Qin Hai Weng

e con Elisa Betti, Eva Cherici, Gillo Conti Bernini, Giulia Guastalegname, Francesca Tisano

e i giovanissimi Gregorio Mariottini, Marco Piras, Andrea Taddeus Punzo de Felice, Tommaso Vaja

Si ringraziano di cuore Mariya Vovk, Luca Marrocco e Giancarlo Baronti per il prezioso aiuto dato ognuno a suo modo al nostro lavoro.

Un pensiero e un ringraziamento che dureranno per sempre a Renzo Graziani grazie al quale tutto ciò ha avuto inizio e a Franco Quadri, Piera Rolandi e Don Vincenzo Guttadaura per l’amicizia, l’attenzione e il sostegno datoci negli anni.

produzione VolterraTeatro/Carte Blanche

con il sostegno di MiBACT Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Regione Toscana, Provincia di Pisa, Comune di Volterra, Comune di Pomarance, Comune di Castelnuovo V.C., Comune di Montecatini V.C., Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra, Ministero della Giustizia C.R. Volterra

in collaborazione con la Rassegna Fra Terra e Cielo

e con il sostegno di Enel Green Power

Quattrocento anni dalla morte di William Shakespeare, secoli di esercizi sulla sua opera, di traduzioni, trasposizioni, di diatribe filologiche, di regie critiche, di adattamenti monologanti, di letture psicanalitiche, postmoderniste, destrutturaliste; “tradire per rispettare”, “ridurre per enfatizzare”: secoli di teatro come corpo a corpo ossequioso, sempre e comunque, con quell’affresco perfetto dell’umanità che il massimo autore inglese ha consegnato nei suoi testi, un travasare perpetuo da una forma all’altra un essere umano che si immagina scritto per sempre nelle pieghe meravigliosamente complesse di quei personaggi.

Con Dopo la tempesta. L’opera segreta di Shakespeare, Armando Punzo prova invece a mandare definitivamente all’aria ogni forma, ogni esercizio, dispositivo, e a dare vita a uno spettacolo liquido, un’opera monumentale che si confronti con tutto Shakespeare e con l’eredità filosofica che rappresenta. Un’opera totale che stravolga il canone occidentale di cui anche l’autore inglese è stato inventore, che stravolga il tempo, lo spazio, il ritmo, per mettere in discussione l’uomo, la sua forma rigida, la sua storia ingessata: l’apoteosi di quella utopia della libertà di poter sempre riscrivere tutto, anche quello che sembra impossibile da cambiare e da reinventare.

Di buchi neri, d’altronde, è disseminata l’opera di Shakespeare. Dentro quei testi Punzo cerca allora con la Compagnia della Fortezza il grande testo segreto, l’antidoto, il mistero che si nasconde nello spazio vuoto tra le parole, nelle maglie degli indugi di Macbeth e dei dubbi di Amleto. Tra quei fatti, tra quelle azioni e parole che vogliono rappresentare l’uomo c’è infatti uno spazio infinito da indagare, interrogare, che promette altro.

Shakespeare ci consegna un’umanità persa nelle sue trame, inconsapevole di questa condizione e impossibilitata a trovare una via d’uscita. Se il Bardo è uno tra gli autori più rappresentativi del canone occidentale e ci ha creati per quello che siamo, vale la pena mettere tutto in discussione.

Di Shakespeare non mi interessa il soggetto, ma la sua ombra. Dei suoi personaggi e intrighi che copiano la vita e le danno concretezza, mi interessa il non detto, il mancante, l’aspirazione a un’altra esistenza.

L’ombra è l’altra faccia della medaglia, è il negato, il personaggio mancato da riscrivere per sottrazione, è il soggetto invisibile.

I suoi uomini sono rozzi, ancora totalmente in preda all’essere umano ai suoi primordi.

È superato.

Il suo errore è stato un errore drammaturgico. Ha posto in evidenza, ha dato forma a ciò che lui stesso voleva negare. Gli è mancata quella forza creativa che lo portasse a guardare oltre l’esistente, oltre quello che sembrava l’esistente.

Non ha avuto fiducia, non ha saputo creare un altro uomo che sentiva forte in sé, ma che non aveva ancora forma.

I suoi spiriti sono il timido tentativo di dare vita a possibilità ancora inespresse, in-esistenti, non ancora osservabili nell’uomo, ma che in qualche modo avvertiva.

Shakespeare, per essere troppo fedele alla realtà oggettiva dell’uomo, si è smarrito come poeta dell’Altro.

Shakespeare nel tentare una geografia dell’uomo è diventato quella geografia. La geografia dell’uomo.

Non bisogna fermarsi a questo formatore e governatore di anime.

Il teatro che ne rispetta la forma ne tradisce lo spirito.

Tradire la forma che Shakespeare ci ha consegnato è l’unica possibilità che ci è data.

Abbiamo bisogno di un Attore in Rivolta che si faccia autore di nuova vita, che non si presti, per nessuna ragione al mondo, a ri-rappresentare ciò che non ama o non dovrebbe amare: l’uomo immerso in se stesso, sprofondato nella sua esistenza che sua non è, l’uomo nella sua ordinaria follia animale, istintuale e sociale.

Mostrare, mostrare e mostrare, copiare, duplicare, rappresentare e quando creare, ricreare daccapo, essere, essere altro?

La mia passione è sciogliere nodi, districare le trame.

La vertigine di fronte al salto nell’ignoto di un uomo che vuole perdere le (sue?) strutture di riferimento, le (sue?) iconografie, i (suoi?) simboli…

Non agire la vita. Sospenderla.

Personaggi come fuori scena, in attesa, ascoltano echi lontani della vita che li vorrebbe attirare a sé, risucchiarli in una vertigine insostenibile.

Vogliamo immaginare che Shakespeare nello scrivere tutta la sua opera abbia nascosto un altro testo, un metatesto, che non è visibile agli occhi di chi è attratto dalle sue storie. È un antidoto, un testo antidoto alla superficialità della vita descritta e vissuta dai personaggi. Come degli archeologi, cerchiamo tra le sue parole per far emergere dalla polvere questo nuovo testo. Il suo testo più improbabile e importante.

In una foresta di statue morte e potenti, si aggira uno spirito che vuole essere liberato.

La voce solitaria di una tromba all’inizio di un concerto è chiara, e limpida la sua melodia. Le nostre voci saranno corrotte, confuse. Saremo di fronte ad uno sconcerto. Lì vige una ferrea

coerenza, qui l’incoerenza, l’illogicità, l’impossibile, lo straripamento dagli argini.

Come Dèi che guardano dall’alto la follia degli uomini.

Il delirio di onnipotenza di Shakespeare

E il mio sogno di impotenza

Armando Punzo

 

Incontri, presentazioni di libri, tavole rotonde, convegni

Fortezza medicea, volterra – 25 luglio 2016 ore 17.00

NESSUNO HA Il DIRITTO DI CHIAMARSI AMORE | incontri nella Fortezza

Nadia Giannoni incontra il pubblico per la presentazione del suo ultimo romanzo (Robin edizioni 2014). C’è una strana alchimia quando due persone si incontrano: battiti di ciglia, palpiti di cuore, una promessa e via. Sembra si chiami amore. Poi d’improvviso basta un nonnulla, una disattenzione, una mala parola, uno schiaffo, un pugno, un livido e… zac!, una coltellata nel punto esatto dove si rompono i pensieri. Dove si rompe una vita. E allora, possiamo ancora continuare a chiamare tutto questo amore? Quell’agognato sentimento per cui si sono scalate montagne, trascorse notti insonni, moltiplicate rose rosse… insomma, l’amore che fine fa? Incroci di vite, dati, fatti e controversie, si muovono in un’altalena psicologia/giustizia, che rende il romanzo brillante, avvincente e non di meno toccante.

Fortezza medicea, volterra – 26 luglio 2016 ore 17.00

GERUSALEMME LIBERATA IN CARCERE, DOSSIER 2014-2015 | incontri nella Fortezza
Cristina Valenti, direttore responsabile della rivista e Armando Punzo, regista e fondatore della Compagnia della Fortezza, presentano il terzo numero dei Quaderni di Teatro Carcere, la Rivista annuale del Coordinamento Teatro Carcere Emilia Romagna. Sei registi hanno lavorato per due anni in sei istituti penali dell’Emilia Romagna sulla Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso. Il dossier 2014-2015 raccoglie i materiali dell’intero percorso: approfondimenti critici, interviste, diari di bordo, testi, immagini.

TEATRO PERSIO FLACCO, VOLTERRA – 26 LUGLIO ORE 19.30

IL GIOVEDÌ DI AUGUSTO | aperitivo con l’autore

Rosanna Massarenti incontra il pubblico per la presentazione del volume, curato con Andrea Bassoli, che ripercorre i venticinque anni del salotto letterario milanese di Augusto Bianchi Rizzi (Melampo 2015). Il racconto di una casa che settimanalmente per venticinque anni ha visto svolgersi oltre 700 incontri aperti alla città e dedicati alla cultura, alle arti, alla politica, alla società.

Fortezza medicea, volterra – 27 luglio 2016 ore 17.00

L’UTOPIA DELLA COMUNICAZIONE | incontri nella Fortezza

incontro con Mario Perniola – filosofo, saggista e scrittore e Marino Sinibaldi – direttore RAI Radio3, coordinato da Giorgio Zanchini – giornalista e conduttore Radio RAI. Tre esperti di linguaggio discutono di uno dei temi più spinosi del dibattito sulla società contemporanea: la comunicazione, quel mito del villaggio globale di cui parla il sociologo e antropologo francese Philippe Breton nel saggio che dà il titolo all’incontro.

 

MOSTRE E INSTALLAZIONI

LOGGE DI PALAZZO PRETORIO, VOLTERRA – DAL 25/31 LUGLIO

30 ANNI DI VOLTERRATEATRO

mostra/installazione a cura di Carte Blanche


I TEATRI DELL’IMPOSSIBILE
mostra fotografica di Stefano Vaja

LUZ UTÒPIA

installazione di cristallo e luce a cura dei maestri soffiatori di Collevilca

Nel 1987 nasceva il Festival VolterraTeatro. Nel trentennale dalla fondazione di uno dei più longevi festival teatrali italiani, una doppia mostra ne ripercorre la storia tratteggiando i caratteri della sua evoluzione, attraverso l’iconografia che ne racchiude simbolicamente, anno per anno, lo spirito. Accanto ai trenta manifesti storici, riuniti per la prima volta in una mostra dedicata, Stefano Vaja espone i suoi scatti più significativi degli anni di direzione artistica di Armando Punzo intitolati fin dall’inizio ai Teatri dell’Impossibile. A coronamento preziosissimo e simbolico della mostra, nel centro della gallery campeggia un suggestivo uovo di cristallo luminoso, simbolo proprio della trentesima edizione intitolata alla Città Ideale, realizzato appositamente dai maestri soffiatori di Collevilca, grazie a una prestigiosa collaborazione con il Consorzio del Cristallo di Colle Val d’Elsa.

TEATRO PERSIO FLACCO, VOLTERRA – 25/31 LUGLIO

RIFLESSI DI MONDI POSSIBILI

installazione multimediale a cura di Manola Del Testa e ALP Animation Lights Project

concept di Manola Del Testa

videoproiezioni di Max Pinucci, Elena degli Innocenti

Riflessi, riflessi di mondi possibili, tutto accade dentro la riflessione, idee di mondi ideali a loro volta riflessi, visione possibili, ma… quanto potranno essere reali? I riflessi cambiano, le visioni cambiano: si dividono, si deformano, si moltiplicano, riflettono quel cambiamento di sè e dei possibili modi essere città ideale.

Qualcosa di grande sta per accadere e dentro il teatro ogni mondo è possibile!

Leggerezza, eleganza, perseveranza nelle idee. La trasparenza è anche questo: il disegno e il fluire nella scoperta di nuovi orizzonti, tenacia come sinfonia. Leggevo dell’armonia di una sfera alla quale l’ottimismo ha smussato gli spigoli e della sapienza il cui movimento, come acqua, modella il tempo: Luce e Arte, insieme, sono frammento di infinito. Superano i limiti, danno slancio ai pensieri… all’incalzare di nuove Possibilità.

Manus

ARTE (RI)COSTITUENTE
esposizione di opere grafiche e pittoriche sulla Costituzione Italiana

a cura di Ultima Frontiera

opere di Sergio Borghesi, Ciriaco Campus, Giuseppangela Campus, Patrizia Cerella, Alessio Ciampini, Valentina Cioni, Manola Del Testa, Paolo Fidanzi, Ilio Fiengo, Ginetta Maria Fino, Valdo Frasconi, Ennio Furiesi, Costanza Furiesi, Ivo Lombardi, Lorena Luxardo, Susanna Manghetti, Giuliano Mannucci, Alessio Marolda, Paolo Netto, Stefania Ometto, Ina Ripari, Benvenuto Saba, Santini Del Prete, Luca Serasini, Luciano Sozzi, Sara Togoli


La nostra Costituzione può essere considerata un vero e proprio poema civile visto che racconta le aspirazioni della parte migliore del nostro popolo ed è in sintonia con i caratteri più avanzati della nostra vicenda storica. Nell’ambito dell’evento poetico performativo Arte (Ri)costituente alcuni artisti hanno realizzato delle opere ispirate ai principi fondamentali della nostra convivenza civile.

VEDO ANCORA LA BELLEZZA DEGLI ALBERI NELLE CASSETTE
mostra dei libri d’artista di Ginetta Maria Fino

Erano alberi.
Sacrificati sono diventati cassette.
Ne ho fatto libretti, non vivi com’erano gli alberi.
Sono Altro.
Sono.
Contano ancora qualcosa.
A brevi tratti indecifrabili
Come l’urlo inespresso o l’indicibile.

Mi ripeto all’infinito.
Tento di trattenere la vita
Nella sua magnifica bellezza
Anche se violata.
Che siano pulcini malati
Rondoni infreddoliti precipitati
Gattini abbandonati
Coniglietti orfani.
Persone.
Sono.
E conta.

Sono.
Vita.
Oltre.

Ginetta Maria Fino

 

 

LABORATORI

TEATRO PERSIO FLACCO, VOLTERRA

25/28 LUGLIO
CARNIVAL OF LIGHT

master/laboratorio ritmico di percussioni d’insieme

condotto da Marzio Del Testa

in collaborazione con Quartiere Tamburi

Il laboratorio prevede incursioni nel minimalismo e nella musica industriale con una particolare attenzione alla tribalità e alla primordialità della percussione, alle dinamiche e alle svariate possibilità timbriche e rumoristiche che i tamburi nascondono. Il laboratorio di percussioni d’insieme basa le fondamenta sul lavoro decennale del progetto Quartiere Tamburi ideato e diretto da Marzio Del Testa insieme a Iago Bruchi con Riccardo Chiti, Lorenzo Bavoni, Lucio Passeroni, Marco Balducci, Alessio Marolda, Alessandro Gangitano, Leo Pecorini, Nicola Perlini, Francesco Bruchi, Giovanni Buselli, Sebastiano Greppi.

Il laboratorio vedrà il suo esito finale il 28 luglio alle 19.30 (con raduno dei musicisti con strumenti percussivi alle 17.00) con un grande happening musicale intitolato Drums For Utopia condotto sempre da Marzio Del Testa in collaborazione con Quartiere Tamburi.

Marzio Del Testa, oltre a essere un batterista/percussionista attivo da diversi anni nel circuito musicale, è stato uno dei primi utenti Handsonic in Italia, ormai impiegando da molti anni le percussioni Roland all’interno del proprio Kit. A quella didattica e sperimentale, affianca un’intensa attività live distinguendosi sia per flessibilità stilistica che per la propria spiccata personalità musicale: dal Rock al Folk, passando per la World Music e l’Elettronica, ha maturato una concezione estremamente libera nell’impiego dei propri strumenti, che lo ha portato ad accostare suoni acustici a devices elettroniche in eventi live, sonorizzazioni e registrazioni.

La partecipazione al laboratorio è a numero chiuso e non è richiesta una particolare capacità tecnica esperienza, è necessario essere muniti di un paio di bacchette e un qualsiasi strumento che emetta un suono.

Quota di partecipazione: 90 euro comprensiva di copertura assicurativa. Sono previste facilitazioni presso strutture ricettive della zona. Le domande di partecipazione devono essere inviate all’indirizzo mail laboratori@volterrateatro.it.

Info: laboratori@volterrateatro.it / 335.8384927 / 0588.80392

SCADENZA ISCRIZIONI: 19 LUGLIO

26/28 LUGLIO

VEDO ANCORA LA BELLEZZA DEGLI ALBERI NELLE CASSETTE

laboratorio creativo per bambini e adulti
a cura di Ginetta Maria Fino

Osservo, ascolto e raccolgo cassette gettate, ossa di molluschi, papaveri, radici alla deriva, cespugli di fiori scoprendo gesti e parole. Racconti.

Intreccio i miei giorni con loro e tornano fra le mie mani le gesta del bisnonno vice-capobrigante di Michele Caruso, le ballerine papaverine che danzavano sulle rive del Lot, il mare che risuona nella montagna quando soffia il vento. La Vita è più di una magnifica Fiaba, io ne racconto frammenti.

Partecipazione libera e gratuita

29/30 LUGLIO
PAINT YOUR MUSIC

atelier musicale/artistico

a cura di Rocco Bertini, Martin Boschetti, Lucio Passeroni, Cosimo Persio Simoncini / VaiOltre!

Musica e pittura parlano la stessa lingua dirompente, senza usare le parole. Con l’atelier musicale/artistico Paint your music i giovani musicisti di VaiOltre! coinvolgono per due mattine giovani e giovanissimi nella realizzazione di opere improvvisate al ritmo di musica. La musica detterà suggestioni e pensieri, e le tele non più bianche conserveranno tracce figurative dell’energia e delle idee che si scatenano grazie all’ispirazione che giunge da un linguaggio “gemello”.

Partecipazione libera e gratuita

Fonte: Toscana Notizia

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