Convegno sulla disabilità, contestazione di Vita Indipendente in plenaria

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Dipoi, Fish, Fand e Coordinamento della salute mentale, chiedono alla Regione Toscana che d’ora in avanti un rappresentante dell’Associazione Vita Indipendente della Toscana “venga formalmente invitato a partecipare ai tavoli tecnici regionali, su un piano di parità con le altre associazioni rappresentative. Altrimenti chiediamo alla Regione che non li consideri più un interlocutore”. Le quattro associazioni infatti, anche alla luce della contestazione andata in scena oggi alla Conferenza nazionale sulla disabilità a Firenze, ritengono che “non sia più accettabile la partecipazione di questo soggetto associativo solo attraverso azioni di provocazione e disturbo in occasioni pubbliche, così da catturare l’attenzione dei media e imporre una modalità di relazione conflittuale e poco costruttiva che non porta a nulla, se non alla rappresentazione corporativa dell’interesse di pochi”. Per i quattro soggetti l’Avi ha tenuto “un atteggiamento deliberatamente provocatorio e arrogante”, rivendicando risorse solo per la ristretta tipologia di persone disabili che rappresenta e ignorando le esigenze delle persone con disabilità psichica, intellettiva e con problemi di salute mentale”.

Contestazione in plenaria

Fuori programma alla Conferenza nazionale sulle politiche della disabilità in corso a Firenze: un gruppo di disabili in sedia a rotelle, legati all’Associazione Vita Indipendente, ha interrotto i lavori della sessione plenaria, lamentando come il tema della vita indipendente non fosse stato ancora preso in esame dagli interventi della mattina, e attaccando le politiche del governo sulla questione. Il tema, secondo quanto ha riferito il direttore generale per l’inclusione del Ministero del Welfare, Raffaele Tangorra, sarà comunque oggetto di una sessione della conferenza oggi pomeriggio. Dopo la contestazione, i disabili hanno incontrato il sottosegretario Franca Biondelli per un confronto.

Dall’Associazione arrivano anche critiche alle politiche della Regione Toscana sul tema. “Il punto chiave della vita indipendente – si legge, in un volantino – e che a decidere in materia devono essere i disabili che la fanno. Invece, agli incontri sulla vita indipendente, la Regione Toscana invita questi ultimi solo all’ultimo momento, rendendo impossibile con questo e in altri modi, in concreto, l’effettiva partecipazione dei veri disabili gravi. E dimostrando cosi una forza che si fonda solo sull’arroganza”. Per l’associazione, “vita indipendente non è ‘cohousing’ né nuove strutture residenziali. Per la vita indipendente, solo il singolo disabile può decidere quali assistenti vanno bene per lui, o lei, e come istruirli. Quindi, ammettere solo gli assistenti personali accreditati dalla Regione è uno dei modi per trasformare la vita indipendente in una prigione”. L’associazione chiede dunque l’approvazione della propria proposta di legge regionale, e un aumento dei fondi per la vita indipendente, “prendendo le risorse dall’evasione fiscale e dalle ‘grandi opere’.

Fonte: ANSA

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