Il nostro patrono Sant'Andrea, fra storia, tradizioni ed attualità

un'immagine di Sant'Andrea
un'immagine di Sant'Andrea

Il 30 novembre, per noi empolesi, è una giornata particolare. Si festeggia infatti il nostro patrono, Sant'Andrea a cui è intitolata la Collegiata di piazza Farinata, ed è quindi una giornata di festa e dal sapore particolare. Ad onor del vero domani a festeggiare non saremo i soli. Il discepolo di Gesù nato a Betsaida nell'anno 6 avanti Cristo e morto proprio il 30 novembre dell'anno 60, oltre ad essere venerato anche dalla tradizione ortodossa in quanto il 'primo chiamato', è infatti santo patrono anche in Scozia, Russia, Romania, Ucraina, Grecia e di almeno un centinaio di città italiane e una decina straniere.
Di Andrea si sa che era il fratello di Pietro apostolo e figlio, stando al Nuovo Testamento, di Giona o Giovanni. Era nato in Galilea, a Betsaida, e sulle rive del suo lago faceva il pescatore come il fratello. Era stato discepolo di Giovanni il Battista e poi di Gesù ed anzi, stando ai testi sacri, oltre ad occupare la stessa casa a Cafarnao, fu il primo a riconoscere in Lui il Messia facendolo conoscere anche a Pietro. Naturalmente ricostruire storicamente la sua figura non è facile, prova ne sia che, mentre nei Vangeli è indicato come uno dei discepoli più vicini a Gesù, negli Atti degli Apostoli si trova citato solo marginalmente. Di lui si parla anche nelle 'Origini' di Eusebio di Cesarea dove si capisce che ebbe, per usare un termine moderno, anche un ruolo 'internazionale'. Si legge infatti che aveva viaggiato in Asia Minore ed in Scozia (domani lassù sarà festa nazionale), lungo il Mar Nero, sul Volga e sul Kiev, mentre in un altro testo si trova che aveva passato ben 20 anni nei territori dei Daco-Romani, in pratica nell'attuale Romania. Per questo egli è divenuto santo patrono anche della Romania e della Russia. Secondo la tradizione fu anche il fondatore della sede episcopale di Bisanzio di cui pure è santo patrono. Morì martirizzato per crocifissione a Patrasso in Grecia. Da alcuni testi apocrifi si sa che venne legato e non inchiodato su una croce latina (simile a quella dove Cristo era stato crocifisso), ma la tradizione vuole invece che sia stato crocifisso su una croce detta 'decussata' (a forma di 'X') e per questo comunemente conosciuta con il nome di croce di Sant'Andrea. Si dice infine che, come il fratello Pietro volle farsi crocifiggere a testa in giù per non morire nello stesso modo di Gesù, anche lui scelse una croce diversa per lo stesso motivo.
Dai cenni storici passiamo ora all'attualità. E'un'usanza tutta empolese, ad esempio, approfittare del giorno di festa per andare a Firenze a fare le prime compere in vista del Natale, così come si suol dire sul tempo che farà <Sant'Andrea pescatore, o gran freddo o gran mollore>. Ed è soprattutto il giorno nel quale il Comune consegna la massima onoreficenza cittadina, vale a dire il Sant'Andrea d'oro che domani alle 16.30 al cinema La Perla sarà assegnato alle associazioni che fanno parte del sistema Protezione civile. Fra i riti tutti empolesi, c'è poi anche quello della consegna durante la messa in Collegiata da parte dell'amministrazione comunale di una cera per le celebrazioni liturgiche, un atto che simboleggia unità di intenti fra la chiesa ed il governo cittadino e che ha origini molto antiche. Nel suo libro ‘Guida di Empoli illustrata’ del 1906, il Proposto di Empoli Monsignor Gennaro Bucchi scriveva già: <Nel giorno della festa di questo santo veniva fatta l'offerta dal Comune, dalle milizie e dalle Arti della lana, speziali, fondachi, rigattieri e sarti, merciai, velettai e cappellai, legnaiuoli, muratori e pizzacagnoli, fabbri e maniscalchi, cuoiai e calzolai, tessitori e battilana, osti e beccai, fornai e panattieri, uccellatori e navicellai>. Da un documento del XVIII secolo emerge poi come il Comune continuò a stanziare annualmente la spesa per 6 libbre di cera da donare alla Chiesa della Collegiata.
Sperando di avervi fatto cosa gradita nel buttare giù queste poche righe, non resta che fare un sincero augurio di buon Sant'Andrea a Empoli ed a tutti gli empolesi.

Marco Mainardi

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