Fortezza da Basso: ricorso al Ministero contro la chiusura della ciclabile

foto di archivio
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FIAB FirenzeInBici ONLUS ha deciso di ricorrere al Ministero dei Trasporti impugnando il provvedimento dirigenziale che ha imposto la chiusura dello snodo ciclabile della Fortezza da Basso disposto dall’Amministrazione Comunale. Si tratta di una scelta ponderata, fatta nel pieno rispetto delle finalità sociali dell’associazione tra cui ricordiamo la promozione dell’uso della bicicletta come mezzo di trasporto urbano e di tutte le forme di mobilità dolce e non meno importante il miglioramento delle condizioni ambientali e di qualità della vita.

La città di Firenze ha deciso, a differenza di tante altre realtà, di continuare ad investire in un polo fieristico nelle immediate vicinanze della stazione e del centro storico, patrimonio UNESCO e ciò, in occasione dei grandi eventi fieristici, mette inevitabilmente sotto stress tutto il sistema viario e di mobilità nell’area della Fortezza da Basso. E’ quindi fondamentale che l’amministrazione comunale si impegni concretamente per offrire soluzioni sostenibili che valorizzino al massimo la fiera di Fiera di Firenze all’interno del suo particolare tessuto urbano dimostrando una sensibilità fino ad oggi totalmente disattesa nei fatti.

Nel corso degli anni l’Associazione FIAB FirenzeInBici ONLUS, anche insieme con l’associazione Città Ciclabile Onlus – che appoggia il ricorso – , ha più volte denunciato la miopia e la pericolosità di tali provvedimenti chiedendo ripetutamente un tavolo di confronto al fine di prevedere percorsi alternativi in occasione di grandi eventi in fortezza o di grandi cantierizzazioni. Non ultima una richiesta inviata alla direzione mobilità nei primi giorni del dicembre 2016. Salvo rare eccezioni tali richieste sono state ignorate ed il provvedimento dirigenziale impugnato è solo l’ultimo esempio di una lunga serie.

“I percorsi ciclabili e pedonali intorno alla Fortezza – spiega il Presidente di FIAB FirenzeInBici Alessandro Cosci – costituiscono lo snodo fondamentale della rete ciclabile cittadina. La loro prolungata e sconsiderata interruzione, senza fornire valide alternative né adeguata segnalazione, crea condizioni di estremo pericolo: l’unica soluzione legale lasciata al coraggio dei singoli è quella di immettersi nei viali di circonvallazione esponendo ad inutili e gravi rischi non solo pedoni e ciclisti ma anche i conducenti dei veicoli a motore in zone delicate e soggette a continue modifiche alla viabilità per i numerosi cantieri. In questo modo il comune disincentiva l’uso delle due ruote proprio nel momento in cui, a causa dei lavori della tramvia, sarebbe indispensabile alleggerire il traffico veicolare a beneficio di tutti i cittadini. Inoltre i pedoni che arrivano dalla zona del Romito o da viale Belfiore si trovano la strada sbarrata e la brutta sorpresa di dover percorrere un tragitto 500 metri più lungo a causa di 50 metri di interruzione: si può facilmente immaginare quale sia il danno per le persone anziane e per le persone con disabilità”.

“Il tutto – aggiunge Cosci – ha avuto inizio ad una sola giornata dalla fine dei provvedimenti sulle limitazioni del traffico veicolare a causa degli elevati valori delle polveri sottili, ulteriore dimostrazione del fatto che questa amministrazione non crede nelle forme di mobilità nuova come vero punto di forza nella lotta all’inquinamento in città”.

“Riteniamo che tale provvedimento sia quindi ampiamente illegittimo e discorde con gli indirizzi politici e le dichiarazioni dell’amministrazione comunale in tema di mobilità. La nostra azione è rivolta non solo a tutelare gli utenti più deboli della strada -conclude il presidente di FirenzeInBici – ma anche l’immagine della nostra città. Pensiamo che la Fortezza sia sede di appuntamenti straordinari e preziosi e con il ricorso di oggi diamo il nostro contributo affinché Firenze sia in grado di accogliere i visitatori della fiera con un volto più moderno e attento alla sostenibilità; l’esatto contrario quindi di quanto previsto da un provvedimento che ha come effetto quello di sostituire percorsi ciclabili e pedali con parcheggi ed aree di transito temporanee per veicoli a motore”.

Fonte: FIAB FirenzeInBici ONLUS

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