Inchiesta latte in polvere, archiviata la posizione di Bernardini: le prove a suo carico “prive di riscontri”

Roberto Bernardini (foto gonews.it)
Roberto Bernardini (foto gonews.it)

È stato archiviato il procedimento penale che vedeva coinvolto il Direttore dell’unità operativa di Pediatria dell’ospedale San Giuseppe di Empoli, Dott. Bernardini, per la vicenda dello scandalo del latte in polvere. Le motivazioni sono state date dagli avvocati del medico attraverso una nota: “La magistratura fiorentina – si legge –  ha riconosciuto che l’ipotesi accusatoria era fondata su intercettazioni telefoniche del tutto prive di riscontri”. Ricordiamo che alla chiusura delle indagini il nome di Bernardini non figurava tra gli indagati e che il medico era già stato reintegrato al suo posto di lavoro.

Sarebbe stata quindi l’insussistenza di prove accusatorie a far cadere le accuse. Il nome di Bernardini è venuto fuori da intercettazioni telefoniche tra rappresentanti di alcune case farmaceutiche che, ascoltati dagli inquirenti, avrebbero escluso il coinvolgimento di Bernardini in attività illecite e avrebbero chiarito la posizione del Direttore di Pediatria.

Il Dott. Bernardini avrebbe anche spiegato ai magistrati come la richiesta di contributi per una rivista di immunologia e allergologia pediatrica, “fosse stata inoltrata indistintamente a tutte le aziende operanti nel settore (come consuetudine)“.

 

Di seguito la nota dei due avvocati Antonio Cariello e Lorenzo Zilletti.

Si conclude con un’archiviazione la vicenda processuale del Dott. Bernardini.

         Nei giorni passati il Gip di Firenze, Dott. Alessandro Moneti, in accoglimento della richiesta del sostituto procuratore della Repubblica di Firenze, Dott. Leopoldo De Gregorio, ha decretato l’archiviazione del procedimento che vedeva indagato per l’ipotesi di corruzione, il Direttore dell’unità operativa di Pediatria del Nuovo Ospedale San Giuseppe di Empoli.

         La magistratura fiorentina, investita per competenza territoriale da quella pisana originariamente titolare dell’indagine, ha riconosciuto che l’ipotesi accusatoria era fondata su intercettazioni telefoniche del tutto prive di riscontri.

         Il nome del Dott. Bernardini, mai direttamente intercettato, affiorò infatti in alcune conversazioni telefoniche intercorse tra rappresentanti di case farmaceutiche.

         Questi ultimi, interrogati dagli inquirenti, hanno categoricamente escluso qualsiasi coinvolgimento del Dott. Bernardini in attività illecite, spiegando in maniera convincente il senso delle frasi pronunciate al telefono.

         Il Dott. Bernardini, dal canto suo, ha spiegato ai magistrati come la richiesta di contributi, per una rivista di immunologia e allergologia pediatrica della quale era direttore scientifico pro tempore, fosse stata inoltrata indistintamente a tutte le aziende operanti nel settore (come consuetudine).

         Ogni ombra è stata, inoltre, diradata circa il modesto sostegno che una società farmaceutica aveva erogato per l’organizzazione di un convegno scientifico: nessun prodotto di quell’azienda venne mai infatti acquistato presso l’Ospedale di Empoli.

         Il PM si è quindi convinto della trasparenza dell’operato del medico e il Gip ha posto la parola fine alla vicenda giudiziaria.

Avv. Antonio Cariello

Avv. Lorenzo Zilletti

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