Comitato 'Famiglia Scuola Educazione' sul film 'Bent': "La strage nazista è solo un pretesto per parlare di altro"


Inviamo il presente comunicato convinti della necessità di una stampa libera e onesta, di una comunicazione (pubblica) responsabile e non distorta, lontana da logiche di parte (o partitiche), che non si riduca a una superficiale e faziosa operazione di “taglia e cuci”.

Abbiamo letto con una certa delusione gli articoli che commentavano le nostre riserve sullo spettacolo "Bent", espresse col comunicato del 23 gennaio scorso. Innanzitutto ci teniamo a precisare che il Comitato Famiglia Scuola Educazione è apolitico, apartitico e aconfessionale. La nostra azione è tesa a tutelare i minorenni e l’innegabile ruolo delle famiglie nel percorso educativo.

E’ necessaria una lettura attenta delle nostre argomentazioni, altrimenti si rischia di travisarne il senso e di colpire proprio quella cultura del dialogo e il pluralismo che intendiamo promuovere.

Come abbiamo espresso chiaramente nel nostro testo, letto forse un po' in fretta, ma sicuramente con qualche pregiudizio, anche noi denunciamo con forza le crudeli atrocità commesse nel periodo storico in oggetto, fatti storici che hanno calpestato la dignità umana di troppi esseri umani. La tragicità di quegli innegabili fatti storici ancora oggi grida giustizia e mostra come sia indispensabile ricordare quanto successo, coinvolgendo anche le giovani generazioni. A scanso di equivoci lo ribadiamo. Non ci opponiamo pertanto alla rappresentazione di uno spettacolo che invita alla riflessione. La nostra è essenzialmente una rivendicazione che attiene agli aspetti educativi e all’opportunità di somministrare ai ragazzi progetti che possano mettere in difficoltà differenti sensibilità, troppo spesso tutelate solo sulla carta.

Lamentiamo la modalità con cui l’amministrazione comunale ha ritenuto opportuno proporre quel tipo di spettacolo a dei minorenni senza un’attenta valutazione che coinvolga adeguatamente i genitori.

La trama di Bent appare chiaramente un pretesto per parlare d’altro, per affrontare temi di indubbia attualità con modalità, però, che non condividiamo: la questione identitaria, la richiesta di riconoscimento (del singolo e della collettività), la negazione dell’omossessualità, la stigmatizzazione e il marchio sociale, argomenti tutti su cui studenti minorenni certamente si possono confrontare, ma in un contesto non ideologizzato e concretamente rispettoso di tutti i convincimenti personali e familiari.

Oltretutto l’ amministrazione comunale aveva proposto lo stesso spettacolo nella giornata dedicata all’orgoglio lgbtqi. Chiaramente il messaggio che si vuol far passare alle scuole è altro rispetto alle celebrazioni dell’Eccidio nazista.

Su una cosa concordiamo, sulla necessità di un cambiamento di approccio anche (e soprattutto) da parte dell’assessorato ai servizi educativi. C’è bisogno sempre di costruire un dialogo e formare i nostri ragazzi, non certo però invocando una battaglia di civiltà o promuovendo una distorta informazione. Come anche lo spettacolo Bent dimostra, le battaglie ideologiche, di qualunque natura, mietono vittime.

 

Comitato "Famiglia Scuola Educazione" - Pisa http://www.infogender.it/2015/04/comitato-famiglia-scuola-educazione.html

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