Progetto Sds per migranti, Cascina vota contro: “Prima gli italiani in difficoltà”

L'ingresso principale del municipio di Cascina (foto gonews.it)
L'ingresso principale del municipio di Cascina (foto gonews.it)

L’assemblea dei soci della Società della Salute della zona pisano ha approvato a maggioranza l’adesione al Progetto Sistema di Protezione per i Richiedenti Asilo e Rifugiati per il triennio 2017/2019. Hanno votato a favore i Comuni di Pisa, San Giuliano, Vecchiano, Calci, Vicopisano, Fauglia, Crespina Lorenzana. Contrari i Comuni di Cascina e Orciano Pisano. “A questo punto Cascina per sua scelta gestirà da sola l’accoglienza dei profughi e noi andremo avanti con i nostri piani” ha detto il presidente della SdS di Pisa, Sandra Capuzzi.

Le parole di Ziello e Ceccardi

Nella mattina del 17.02.2017 si è tenuta l’assemblea dei soci della Società della Salute Pisana con un ordine del giorno particolarmente caldo, caratterizzato dalla possibilità per i Comuni consorziati di aderire al progetto SPRAR e al rinnovo della convenzione sulla gestione dell’accoglienza tra Sds e Prefettura di Pisa.

Il Comune di Cascina, per mezzo del proprio Assessore al Welfare, con delega alle Politiche Abitative e Sociali ha espresso e fatto verbalizzare, la totale contrarietà del Comune al rinnovo della convenzione con la Prefettura di Pisa e all’assenza di interesse per la partecipazione alla rete SPRAR.

La convenzione con la Prefettura che i Comuni a guida PD hanno, da poco, approvato, si caratterizza da un rapporto verticistico tendente a favore del rappresentante del Governo locale, a discapito degli Enti locali.

Infatti, la Prefettura si riserva la facoltà di sciogliere la convenzione istantaneamente, mediante risoluzione, nel caso di grave inadempienza, degli obblighi assunti e per la mancata messa a disposizione delle strutture idonee ad allocare gli immigrati nella nostra area: uno stile giuridico curiale che apre ad eventuali scenari caratterizzati dalla costituzione di vere e proprie tendopoli, nel caso in cui i soggetti operanti nel settore non si trovassero più nelle condizioni di reperire alloggi funzionali all’accoglienza.

Inoltre, l’elenco dei servizi che si impegnano ad erogare agli ospiti delle strutture è davvero notevole: si va dal servizio alla linguistica culturale, al servizio di informazione sulla normativa concernete l’immigrazione fino ad arrivare all’orientamento sul territorio, senza contare i servizi di gestione amministrativa, di assistenza generica alla persona, di pulizia e l’erogazione dei pasti, prevedendo, tra l’altro, un apposito menù personalizzato per non urtare alle sensibilità religiose degli ospiti.

Di fronte ai tanti cittadini italiani che vivono di stenti e nella povertà più assoluta che si annida con sempre maggior frequenza nelle nostre periferie in cui l’emergenza abitativa sta, inesorabilmente, attecchendo, non potevamo prenderci la responsabilità di approvare questa convenzione che ha il sapore di un vero e proprio schiaffo alla povertà.

Ci piacerebbe vedere una simile attenzione e vicinanza da parte della Prefettura e dei soggetti coinvolti, nella gestione dell’accoglienza, ai problemi di disagio economico in cui versano i tanti cittadini italiani che non riescono ad arrivare a fine mese.

Il Comune di Cascina oltre ad essere contrario alla convenzione con la Prefettura, ha ribadito il suo ‘niet’ all’adesione al progetto SPRAR.

Nei mesi scorsi abbiamo sentito parlare della famosa ‘clausola di salvaguardia’, che avrebbe dovuto mettere al riparo i Comuni, aventi progetti SPRAR attivi sul proprio territorio, dagli arrivi emergenziali della Prefettura: una modalità di ripartizione delle quote di migranti che ciascun Comune deve accogliere. 

Secondo sempre questa logica della clausola di salvaguardia, il Comune che raggiunge la quota di migranti SPRAR, proporzionale al numero dei propri abitanti, automaticamente, dovrebbe essere esente dall’arrivo prefettizio di altri immigrati, ma così non è stato perché ad es, nel Comune di Prato e in altri Comuni toscani, aderenti allo SPRAR, gli arrivi sono continuati, indipendentemente dall’adesione alla rete SPRAR.

In assemblea abbiamo ribadito che non siamo contrari all’accoglienza degli immigrati che hanno già ottenuto lo status di rifugiato politico, ma finché non verrà fatta chiarezza sulla quantificazione esatta, per ogni Comune, di questa clausola di salvaguardia, rimanendo nella incertezza e nella nebulosità più totale, non ci sentiamo di prenderci la responsabilità di avallare certi progetti.

Le Politiche Sociali di Cascina sono cambiate e stanno continuando a cambiare. Per noi vengono prima gli italiani in difficoltà e poi gli altri. 

Finché non si normerà il fenomeno, con più certezza del diritto, non si vedrà mai la presenza del Comune di Cascina in certi progetti”, concludono il Sindaco, Susanna Ceccardi e l’Assessore al Welfare, Edoardo Ziello.

Fonte: Comune di Cascina

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