Amianto alla Farfalla, cittadini preoccupati. La proprietà rassicura e attende il via per la riqualificazione

La Farfalla
La Farfalla

Riceviamo e pubblichiamo la segnalazione di un lettore di gonews.it in merito allo stato di abbandono della ex fabbrica di laterizi in località ‘la Farfalla’, nella frazione di Casenove a Empoli. Il lettore denuncia la presenza di lastroni di amianto, il quale costituiscono la copertura della struttura, che “nelle giornate di vento e situazioni climatiche avverse rilasciano polveri pericolose nel paese“, precisando come questo sia un problema molto sentito dai cittadini di Casenuove.

Si chiede quindi che intervengano ASL e Comune, invitando la proprietà a mettere in sicurezza l’area così come prevede la normativa che, ricordiamo, obbliga allo smaltimento solo qualora non sia possibile mantenere in buono stato di conservazione del materiale.

“Questo è sicuramente un problema molto grave e sentito da parte dei cittadini di Casenuove – affermano i firmatari – che già da tempo hanno segnalato al Comune di Empoli ma che al momento non c’è nessuna concretezza sulla bonifica. La proprietà deve attivarsi quanto prima con la bonifica dell’edificio e le autorità devono vigilare per tutelare il nostro diritto alla salute.  Quale altra priorità ci dovrebbe essere se non salvaguardare la salute dei propri cittadini ?

Sulla questione gonews.it ha contattato anche la proprietà che, però, smentisce che ci sia un pericolo di dispersione dell’amianto, così come sarebbe stato accertato dai rilievi delle polveri nelle vicinanze dell’azienda effettuati su richiesta dell’Asl da un’agenzia specializzata: i risultati avrebbero infatti dato esito negativo, questo almeno quanto viene comunicato dalla proprietà.

Il futuro dell’area

Al di là dell’amianto, resta il problema del futuro della ex fabbrica di laterizi e del piano di rigenerazione urbana di cui dovrebbe essere oggetto. Alcuni uffici adiacenti sono stati già utilizzati per accogliere immigrati, ma la destinazione della parte più consistente della struttura resta ancora un mistero.

La proprietà, secondo le parole del tecnico Fabio Barsottini che sta curando la vicenda, avrebbe fatto recentemente una proposta, ma sarebbe in attesa di un parere da parte del Comune: “Sono oltre 10 anni – spiega – che vengono presentati alcuni piani. Abbiamo inviato un progetto di riqualificazione circa 7-8 mesi fa ma stiamo ancora attendendo la ripsosta del Comune”. Ma il parere tarda ad arrivare, ora pure perché di traverso si mette il piano urbanistico che dovrà definire la destinazione d’uso dell’area e che, però, è al centro di un difficile iter d’approvazione che ha costretto l’Amministrazione comunale a proporre una nuova variante a causa di alcuni errori dell’ufficio tecnico.

E proprio la mancata approvazione del piano urbanistico, secondo quanto spiegato dalla proprietà, avrebbe generato ritardi: “A frenare il progetto è stata la mancata approvazione del piano urbanistico. Stiamo quindi aspettando che il Comune approvi il piano e definisca la destinazione dell’area“.

Per il momento sarebbe stato respinto il progetto di destinare a scopo abitativo l’intera area. Pare più plausibile che parte di essa venga usata per abitazioni e una parte a scopo commerciale: “Hanno rifiutato la unica destinazione abitativa – spiegano dalla proprietà – a quanto pare dovremo destinare l’area più vicina alle abitazioni per scopo abitativo, mentre l’area interna a piccole attività artigianali”.

“Per quanto riguarda la struttura esistente – conclude la proprietà – una parte sarà demolita in quanto non è recuperabile, mentre una parte sarà recuperata. Sugli ex uffici ora destinati all’accoglienza il progetto sta funzionando molto bene, la struttura che era destinata agli uffici è molto buona“.

L’area è iscritta in quelle che possono essere trasformate con intervento di ‘Rigenerazione urbana’ in quanto classificata di degrado ambientale. L’iscrizione in quel registro comporta una serie di vantaggi e sgravi sulle operazioni riqualificazione

Per approfondimenti sulla rigenerazione urbana dell’area clicca qui.

Giovanni Mennillo ed Elia Billero

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