Decreto Minniti, Verdi (Frs-SI): “Una dichiarazione di guerra contro i poveri”


“Il Ministro Minniti dice che c’è una percezione di senso di insicurezza tra le persone soprattutto nelle città ma dice anche che il 2016 segna una diminuzione dei reati rispetto al 2015 e, nello stesso mese di gennaio, –23,2 per cento rispetto al 2016.
E allora cosa significa questo provvedimento, come si giustifica – aggiunge la consigliera di Firenze Riparte a Sinistra – Sinistra Italiana – se non con una rincorsa al populismo per un’amplificata paura diffusa di tutto ciò che è percepito come diverso, perché la povertà fa paura.
Si è scelto di punire chi vive situazioni di marginalità ed esclusione. Chi è povero, chi cade nelle tossicodipenenze e nella tratta, chi cerca nei cassonetti gli scarti dell’opulenza.
Il Ministro ha detto che ha scritto il decreto con i sindaci, da Zedda a Nardella.
E infatti il Sindaco ha detto sì al Daspo urbano perché Firenze deve proteggere il decoro e fare i conti con prostituzione e droga e subito ha ringraziato il Questore all’indomani del primo Daspo a Firenze. In città ormai da tempo l’Amministrazione sta portando avanti azioni massicce contro l’abusivismo commerciale ma senza porre al contempo soluzioni affinché queste persone escano dal circuito dell’illegalità con politiche di inclusione e inserimento pieno nel tessuto sociale e lavorativo e politiche abitative di recupero del patrimonio non utilizzato.
A Firenze l’installazione di più telecamere non risolverà il problema della sicurezza, semmai servirà a spostarlo un po’ più in là.
Non basta dichiarare di tornare alla legalità perché questo non succederà se non si creano le condizioni perché ciò non accada, perché chi non ha mezzi per sopravvivere che cosa fa? Dove va?
Si tratta di un provvedimento di natura populista volto a parlare alla pancia e non alla testa delle persone tanto è vero che ha trovato subito l’apprezzamento dei leghisti e di Giovanardi.
E se mettiamo il decreto sicurezza con quello sull’immigrazione ne esce un combinato disposto che rappresenta una scelta chiara e precisa volta alla ricerca del consenso attraverso politiche securitarie dichiarando guerra a poveri e migranti.
Provvedimenti – prosegue Donella Verdi – che non distinguono tra reati e disagio sociale il cui risultato sarà solo quello di trasferire le persone povere dai salotti buoni delle città alle periferie e ghettizzarle in nome del decoro urbano.
Questi provvedimenti non serviranno a dare più sicurezza ma ad aumentare la marginalizzazione delle fasce più deboli e più disagiate.
Minniti e Nardella affermano che il Piano di sicurezza è di sinistra, in realtà – conclude Donella Verdi – è un provvedimento chiaramente di destra che gioca sulla paura e la utilizza per raccogliere consensi al prezzo di un pericoloso arretramento sia sul piano culturale che di civiltà”.

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