Fiorentina, Chiesa: “La chiamata dell’Under 21 è una grande emozione, voglio l’Europeo”

Federico Chiesa (foto da Facebook)
Federico Chiesa (foto da Facebook)

Si definisce un calciatore “atipico” perché poco interessato alla moda dei tatuaggi, ma i sogni poi sono gli stessi di tutti i ragazzi di 19 anni che si affacciano al mondo dei grandi. Federico Chiesa questo mondo lo ha imparato a scoprire da qualche mese, da quell’esordio in Serie A con la Fiorentina alla prima giornata di campionato.

“Ringrazierò sempre Paulo Sousa, ha deciso il mio futuro facendomi esordire contro la Juventus. È stato coraggioso, ha visto in me del potenziale e questo mi ha dato quella fiducia che mi ha permesso di arrivare fin qui”. Ovvero in Under21: la prima convocazione di Chiesa coincide col doppio impegno amichevole che gli Azzurrini di Di Biagio avranno con Polonia (23 marzo a Cracovia) e Spagna (27 marzo all’Olimpico di Roma).

“La chiamata è stata una grandissima emozione. Io sogno anche la maglia della nazionale maggiore – confessa l’esterno viola dal raduno di Roma – ma adesso mi godo questo momento e il traguardo raggiunto sperando di essere poi tra i convocati per l’Europeo di categoria a fine stagione. Questa generazione può puntare a vincerlo, ci sono le basi per un grandissimo futuro”. E a proposito di generazione, Chiesa si sofferma anche su quello che è il mondo al di fuori del rettangolo di gioco: “Il problema dei giovani d’oggi? Si perdono in molte cose poco concrete.

Invece di essere determinati nello studio o nel trovare un lavoro pensano più a stare sui social”. Lui è riuscito a conciliare studio e sport, anche se in passato ha temuto di dover rinunciare al suo sogno: “Nell’anno in cui non ho giocato nei Giovanissimi mi sono preoccupato di più della scuola (ha frequentato la International School of Florence, ndr) perché vedevo che nel calcio non andava tanto bene. Io mi impegnavo sempre al massimo ma il mister preferiva quelli più grossi e quindi finivo sempre in panchina. Ho pensato anche di proseguire gli studi in un college in Inghilterra o America”.

E invece, ora che è arrivo in Under21, gli Stati Uniti li osserva solo per sapere cosa succede: “Mi informo su internet, ultimamente seguo i problemi che stanno affrontando lì col nuovo presidente. Tutti tifavano per Hillary (Clinton, ndr) e alla fine ha vinto Trump, è stato buffo il cambiamento”.

Il suo invece è stato velocissimo: “Sei mesi fa non mi sarei mai aspettato tutto questo, ma col lavoro mi sono conquistato il posto da titolare nella Fiorentina. Sono maturato in maniera esponenziale, e devo ringraziare mio padre (Enrico Chiesa, ndr) che mi ha dato i giusti consigli anche grazie alla sua esperienza. Il futuro? Non ci penso, mi concentro sul presente, sulla Fiorentina e sull’obiettivo Europa League, e poi sull’Under21. Volevo a tutti i costi arrivare in Serie A, adesso viene il difficile: mantenersi a questi livelli”.

Fonte: ANSA

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