Voucher, indietro tutta. Coldiretti: "Le ragioni della politica hanno prevalso sul buon senso"

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Alla fine le ragioni, ma sarebbe più corretto dire le paure della politica, hanno prevalso sul buon senso ed il Consiglio dei Ministri di venerdì scorso ha messo la parola fine sui voucher. “Il nostro auspicio era che sotto la pressione del referendum – commenta deluso Tulio Marcelli, Presidente di Coldiretti Toscana – il Governo elaborasse un provvedimento di revisione delle norme sui buoni lavori, in modo da contrastare eccessi ed abusi e invece ci troviamo di fronte ad una scelta drastica che danneggia imprese e lavoratori con la decisione del consiglio dei Ministri di cancellare i voucher anche in agricoltura dove erano stati per la prima volta introdotti nel 2008 nella vendemmia proprio per le peculiarità dell’offerta di lavoro”.

Alla delusione si somma poi la farsa. Infatti, un non comune zelo burocratico ha fatto si che già in questo fine settimana le tabaccherie hanno sospeso la vendita dei voucher da utilizzare nel periodo transitorio che viene di fatto vanificato. Si tratta di un vero colpo di mano perché - sostiene la Coldiretti - oltre all’utilizzo occorre consentirne l’acquisto, in attesa che venga individuato necessariamente uno strumento ad hoc, che sostituisca i voucher e che tenga conto delle specifiche caratteristiche di stagionalità dell’agricoltura come avviene in tutti Paesi dell’Unione Europea.

Con l’arrivo della buona stagione ed i lavori di preparazione dei terreni e raccolta di ortaggi frutta e vino si mettono a rischio le produzioni agricole e si perdono opportunità di lavoro nei campi per integrare il reddito per 50mila giovani studenti, pensionati e cassa integrati impiegati esclusivamente in attività stagionali che in agricoltura – continua la Coldiretti -ne sono stati gli unici possibili beneficiari. L’agricoltura nell’attività condizionata dagli andamenti climatici sempre più imprevedibili ed ha bisogno – sottolinea la Coldiretti - di strumenti che tengano conto di queste caratteristiche.

“A differenza degli altri settori, dove si è assistito ad una esplosione esponenziale, l’utilizzo dei voucher in agricoltura è rimasto pressoché stabile negli ultimi anni. In Toscana ne sono stati venduti nel 2016 circa 143.000, appena l’1,3% del totale, che  - sottolinea Antonio De Concilio, Direttore di Coldiretti Toscana – hanno aiutato ad avvicinare al mondo dell’agricoltura giovani studenti e a mantenere attivi molti anziani pensionati nelle campagne. Siamo preoccupati da questo “vento di restaurazione” che spira nel nostro Paese, che ha dei “registi” ben precisi, e che intende sotterrare importanti riforme conquistate nei mesi passati. Oggi si perde uno strumento che - conclude De Concilio -  ha consentito nel tempo di coniugare, attraverso un virtuoso alleggerimento della burocrazia, gli interessi dell’impresa agricola con la domanda di lavoro di giovani studenti e pensionati in cerca di un reddito occasionale da percepire in forma corretta”.

Fonte: Coldiretti Toscana - Ufficio Stampa

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