Consiglio comunale a Pisa: no alla vendita di oggetti rievocativi del fascismo

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Approvata all’unanimità, nel Consiglio Comune dell’11 aprile scorso, la mozione – prima firmataria la consigliera Veronica Fichi (PD) –  contro la vendita di oggetti rievocativi del fascismo.  “Sono soddisfatta – ha così commento Veronica Fichi – che anche Pisa come molti altri comuni abbia approvato la mozione per contrastare la vendita di oggetti che inneggiano al nazismo e al fascismo. La mozione che ho proposto ha raccolto grande trasversalità tra i gruppi consiliari, producendo il voto unanime dei presenti. Questo testo impegna il Sindaco e la Giunta a farsi promotori nei fatti, di ogni iniziativa che possa favorire l’approvazione della proposta di legge depositata in Parlamento, che prevede sia che il reato di apologia del fascismo venga inserito all’interno del codice penale, sia che il reato di apologia del fascismo venga integrato con la fattispecie relativa alla vendita di oggetti che riportano immagini e slogan riconducibili a questi regimi. Portare oggi l’attenzione su questo tema è importante, poichè tale fenomeno ha raggiunto proporzioni inaccettabili: quotidianamente vengono venduti accendini, magliette, bottiglie di vino e altri oggetti che si richiamano attraverso immagini e simbologie al disciolto partito fascista. Il volume di affari che ruota intorno a tali prodotti ha raggiunto proporzioni preoccupanti se relazionato alla violenza e alle tensioni sociali che oggi il mondo attraversa. Vi sono casi, seppur isolati, anche nella nostra città, che ricordo ha subìto l’orrore della guerra ed è Medaglia di Bronzo al Valor Militare. Tali oggetti non hanno proprio nulla di storico-militare, pertanto non è ammissibile derubricare come “questione di folclore” ciò che in altri Paesi è considerato un oltraggio. L’ Amministrazione, come ha ricordato il Sindaco, sta lavorando nel merito per promuovere insieme all’ANPI un’iniziativa aperta alla cittadinanza”.

Assistenza sanitaria, Landucci: “Più risorse!”

“In città – così denuncia il consigliere Stefano Landucci (green italia-possibile), nella foto  –  ci sono più di 600  i pazienti seguiti in assistenza domiciliare, tra malati terminali e pazienti affetti da patologie croniche. Questo dato è raddoppiato in poco più di un anno. Sono molti i motivi di questa nuova situazione. Il principale e positivo è legato anche a uno degli obiettivi della Riforma del Sistema Sanitario Regionale, che tende a valorizzare il ruolo dell’assistenza territoriale permettendo, ove possibile, una riduzione a carico dell’attività ospedaliera. La bontà di una corretta e significativa assistenza territoriale in una fase dove si osserva un crescente invecchiamento della popolazione, e un consequenziale aumento di patologie croniche, è quindi di facile lettura. E’ necessario però far corrispondere scelte politiche adeguate almeno in due direzioni: quella della prevenzione, e qui siamo tra i fanalini di coda, se pensiamo che spendiamo meno di 1/10 di quanto spendono Germania e Olanda, e quella di un corretto investimento sull’assistenza di comunità, ma anche qui pecchiamo di investimenti, siamo infatti ultimi tra i paesi Ocse in questa speciale classifica.

Ecco perché se non investiamo in prevenzione e assistenza sul territorio, rischiamo di avere solo effetti negativi.

Come denunciato anche da Daniele Carbocci del sindacato Nursid i pazienti sono passati, in poco più di un anno – da 350 a 600 mentre gli infermieri erano 22 e 22 sono rimasti.

Tutto ciò  – conclude Landucci  – genera un disservizio importante, in primis per le persone seguite in domiciliare, siano esse pazienti terminali, siano persone affette da patologie croniche, ma ovviamente anche per la dignità professionale di chi opera il servizio, costrette a correre da un luogo ad un altro mettendo a rischio la qualità dell’intervento stesso”.

Fonte: Consiglio comunale di Pisa – Ufficio Stampa

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