Liberazione, Rossi: “Ideali di allora fondamento delle sfide di oggi”

Enrico Rossi
Enrico Rossi

C’è un filo che collega coloro che che si batterono e morirono per liberare l’Italia e il nostro presente. Quel filo sono gli ideali di libertà, di pace, di giustizia sociale, sono i diritti ottenuti allora e da difendere oggi e nel futuro, grazie anche all’impegno di una generazione di giovani.
Così il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha voluto sottolineare la piena continuità tra la lotta per la resistenza e la liberazione dal nazifascismo e le battaglie di oggi intervenendo alla Nuovo Pignone di Firenze alla manifestazione indetta come ogni anno dalla Rsu alla vigilia del 25 aprile e in particolare per ricordare i lavoratori della fabbrica, che all’indomani dello sciopero per la pace e la libertà indetto nella primavera del 1944 furono deportati e uccisi nei lager nazisti.

“Questo episodio – ha detto Rossi rivolgendosi alle maestranze riunite nella sala mensa dello stabilimento – fu parte di un grande movimento di resistenza che dette un contributo decisivo alla liberazione del nostro Paese e che fu quindi alla base della nostro Repubblica democratica che nacque con la Costituzione. Oggi gli ideali alla base dell’impegno di allora sono ancora attuali ma, alla luce della globalizzazione, vanno giocati innanzitutto in una dimensione non solo nazionale, ma europea e poi mondiale. La risposta ai gravi problemi di oggi, il lavoro, la tutela delle persone, la pace, non può arrivare da atteggiamenti di chiusura, di egoismo, di protezionismo, ma con un impegno dentro l’Europa, dentro una Europa rinnovata, che non sia attenta solo all’economia, ma inclusiva, solidale, che riconosca i diritti dei lavoratori”.

“Tuttavia voglio dirvi che io sono ottimista – ha concluso Rossi – “perché vedo che c’e’ una generazione di giovani che si sta impegnando. Penso a Gabriele Del Grande che si è impegnato a dar voce a chi non ha voce, e che e’ stato arrestato in Turchia, da un regime che ha ormai tratti fortemente autoritari. Penso anche a Giulio Regeni che si occupava dei diritti dei lavoratori in Egitto, penso a tanti giovani che hanno una visione mondiale e credono che la lotta per un mondo migliore sia un motivo forte di impegno per la loro vita. A queste persone dobbiamo dare tutto il nostro sostegno”.

Fonte: Regione Toscana

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