La tua giustizia non è la mia. Dialogo fra due magistrati in perenne disaccordo, di Gherardo Colombo e Piercamillo Davigo

(foto di Alessio Jacona)
(foto di Alessio Jacona)

Edizioni Longanesi, 2016


E’ un dialogo intenso, incalzante, ricco di affermazioni contrapposte, di modi diversi di vedere e di intendere tra due dei più noti magistrati del pool Mani Pulite.
Tracciano un quadro del sistema giuridico italiano, sottolineano storture e incongruenze, propongono rimedi e soluzioni senza mai nascondere le loro divergenze. I loro interrogativi, le loro diverse opinioni sono l’occasione per riflettere sui problemi della giustizia, per capirne il significato, per riscoprire l’importanza del mondo del diritto, riappropriarsi dell’indissolubile legame tra giustizia e libertà, per riflettere sul grado di civiltà del nostro stato.
Che cos’è la giustizia? Giusto è ciò che è legittimo, ciò che rispetta i principi del diritto convenzionale internazionale (Davigo) ma non prescinde dall’esperienza, dalla cultura, dall’educazione di un Paese (Colombo).
Qual è lo scopo della pena? Quale la funzione del carcere? E’ l’unica soluzione per chi ha commesso un reato? E’ più utile punire o educare? Che cos’è la custodia cautelare? Perché la prescrizione? Il sistema giudiziario va riformato: è solo un problema di risorse o necessita di un modo diverso di organizzare il lavoro?
La mafia esiste ancora? La corruzione si è sistematizzata, si è diffusa in maniera capillare: come intervenire?
A queste domande Colombo e Davigo danno risposte diverse, spesso contrapposte a dimostrazione della loro diversa filosofia dell’essere umano e a conferma del significato necessariamente problematico del concetto di giustizia.Tutte le notizie di Empoli


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