La Fiom: “Si è fatta strada l’idea che nel nostro sindacato si possa fare ciò che vuole”

(foto gonews.it)
(foto gonews.it)

Da molti anni ormai, prima in Piaggio e poi anche in Continental, si è fatta strada tra alcuni delegati della FIOM, l’idea che si possa militare dentro la nostra organizzazione facendo quello che ognuno vuole e utilizzando la stessa FIOM a proprio uso e consumo!

Le ultime vicende che dimostrano quanto sopra, riguardano l’atteggiamento che questi delegati hanno assunto rispetto al recente rinnovo del Contratto Nazionale dei Metalmeccanici.

Un rinnovo che la stessa FIOM ha definito difficile, con una trattativa che è durata un anno e che vedeva la FIM e la UILM da una parte e la FIOM da un’altra, con due piattaforme diverse, frutto delle forti divisioni del passato che avevano portato alla firma di due contratti separati dai quali la FIOM era stata addirittura esclusa dalle trattative.

Un rinnovo del Contratto ottenuto senza scambi, recuperando almeno in parte ciò che non era stato condiviso nei contratti separati e in primo luogo l’aspetto democratico e la possibilità da parte di tutti i lavoratori di poter decidere sul proprio contratto e sulle proprie condizioni di lavoro.

Sulle questioni economiche la stessa FIOM, con onestà, ha definito “povero” il contratto, ma non per questo meno importante ed innovativo.

Le poche disponibilità economiche hanno indotto tutta la delegazione trattante ha ricercare soluzioni nuove ma che rispondessero alle reali esigenze dei lavoratori; da qui derivano le positive soluzioni che si sono trovate sulla previdenza complementare (aumento del contributo delle aziende), sulla sanità integrativa (gratuita per tutti i lavoratori e per i familiari a carico!) e sul welfare.

Sul welfare in particolare, anche per rispondere all’inaccettabile comunicato a titolo “Buoni spesa: modernità o vergogna?” recentemente diffuso sia in Piaggio che in Continental, ma anche su alcuni organi di informazione, si è cercato di ottimizzare per i lavoratori le poche risorse disponibili facendo in modo che i 450€ previsti nel triennio per il welfare siano netti e di facile utilizzo per tutti.

Ricordiamo inoltre che, per quanto riguarda la FIOM, la soluzione del welfare si è resa possibile in quanto aggiuntiva agli aumenti in paga base legati all’inflazione e che mai un contratto fino ad ora era riuscito a portare aumenti che andassero oltre all’inflazione.

Ma al di là dei contenuti specifici, qui la questione è un’altra: il contratto c’è perchè la FIOM ha chiesto con forza ed ottenuto che l’ipotesi di accordo fosse sottoposta a referendum vincolante tra tutti i lavoratori interessati e che fossero quindi ripristinate quelle normali regole di democrazia che erano andate perse con i contratti separati.

Il referendum ha sancito che l’80,11% dei lavoratori metalmeccanici ha approvato l’ipotesi di accordo sul Contratto (a Pisa i SI sono stati il 64,37%) e quindi la FIOM ha sottoscritto l’accordo. Per questo motivo, le accuse rivolte alla nostra organizzazione sono assolutamente irricevibili; la democrazia non può essere usata solo quando fa comodo: quando i lavoratori hanno votato, tutti quanti in FIOM sono tenuti a rispettare quel voto, piaccia o non piaccia e in questo caso sono tenuti a rispettare il Contratto e a garantirne l’applicazione.

Coloro che scrivono che “chi ha firmato il Contratto Nazionale deve vergognarsi e non ci rappresenta” dovrebbero porsi una semplice domanda: cosa ci stanno a fare nella FIOM se dicono che la FIOM stessa non li rappresenta? E vergonarsi di che? Visto che la stragrande maggioranza dei lavoratori ha approvato il Contratto!

Se c’è qualcuno che si deve vergognare questi sono proprio quei delegati che sistematicamente, da anni, boicottano tutto ciò che la FIOM e la CGIL propongono, non accettano di firmare e rispettare gli accordi nemmeno dopo i referendum, siano essi nazionali od aziendali, ma continuano a restare in FIOM perché così continuano ad avere le agibilità e le disponibilità economiche per fare gli affari loro che fuori dalla FIOM non potrebbero avere.

Ricordiamo una volta per tutte a questi delegati che la FIOM è una sola, che ha delle regole che tutti devono rispettare, a cominciare dalla Democrazia e che la FIOM non è neppure un Bancomat a proprio uso e consumo!

Se non condividono niente di quello che facciamo; benissimo; nel pieno rispetto delle idee di ognuno, traggano le conseguenze di ciò che pensano e di ciò che fanno.

Marco Comparini Segretario Generale FIOM CGIL Pisa

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