Primo ‘campus’ estivo per ragazzi ciechi a Spazio Reale

Spazio Reale - gli esterni rinnovati

Informatica, sport, ma anche corsi di orientamento, di mobilità e gite culturali. Sono otto i ragazzi non vedenti, tra i 15 e i 25 anni provenienti da tutta l’Italia, che da domenica 9 luglio stanno partecipando a “Campus Firenze 2017: un click verso l’integrazione”, organizzato dall’Unione italiana ciechi e ipovedenti di Firenze con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmiofino a domenica prossima. Grazie alla condivisione dei valori e degli obiettivi del progetto con la Fondazione Spazio Reale, gli impianti sportivi coordinati dal Csi di FirenzeMy Sporting Campus e ilRistorante LesSeRre, è stato possibile organizzare tutte le attività nel grande centro congressuale di Campi Bisenzio.

È la prima volta che, in Italia, viene organizzato un ‘centro estivo’ per ragazzi ciechi, che in una settimana densa di appuntamenti possono sperimentare una formula innovativa di campus in cui le attività ricreative e culturali sono sapientemente dosate con quelle formative. Nessun costo per questi giovani, arrivati a Spazio Reale, Campi Bisenzio, da tutta l’Italia con i loro accompagnatori

Gli obiettivi perseguiti riguardano: la promozione della cittadinanza attiva dei giovani disabili visivi; la solidarietà e la tolleranza tra i giovani disabili visivi e non, al fine di rafforzare la coesione sociale; la comprensione reciproca tra i giovani attraverso opportunità professionali e formative rese possibili dalle ICT (Information and Communication Technologies), l’inclusione di giovani con minori opportunità ed il confronto tra giovani con disabilità visiva su tecnologie indispensabili per il futuro professionale.

Un’esperienza fuori casa per promuovere la cittadinanza attiva dei giovani non vedenti e la loro integrazione e piena autonomia”, come sottolinea il presidente provinciale dell’Uici Niccolò Zeppi.

Anche i ragazzi e le ragazze hanno voluto esprimere l’importanza di queste occasioni per conoscere le strategie per vivere al meglio la vita usufruendo dei supporti che la tecnologia, e non solo, mette a disposizione. Un’opportunità anche per conoscere altre persone e creare nuove amicizie. I partecipanti provengono da varie parti dell’Italia: dalla Toscana al Veneto e dalla Liguria alla Sicilia.

Numerose le attività in programma: corsi di ausili adattati e lezioni per capire quanto la tecnologia possa esser amica di chi non vede. E poi tanto, tanto sport. Perché l’attività sportiva è essenziale per “sentirsi cittadino tra cittadino e provare a superare i propri limiti”, dice Zeppi. Spazio dunque al calcio a 5, alla scherma, al tennis e al judo. Per conoscere il territorio, poi, ecco che i partecipanti al Campus andranno tutti insieme al Museo dell’Arte della lana di Stia.

Fonte: Ufficio Stampa

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