"Serve un nuovo carcere, non uno stadio": la visita di Paolo Hendel e dei Radicali a Sollicciano

Paolo Hendel (foto Fabrizio Fenucci)
Paolo Hendel (foto Fabrizio Fenucci)

"Altro che nuovo stadio, a Firenze ci sarebbe da fare un nuovo carcere. Ci si può capitare tutti nella vita, bisogna fare di tutto affinché in questi luoghi vi siano condizioni dignitose". A ironizzare sulla seria questione del carcere di Sollicciano è l'attore Paolo Hendel, tra i partecipanti della visita organizzata dai Radicali assieme al cappellano don Vincenzo Russo, al presidente della Camera penale di Firenze Eriberto Rosso e al consigliere di Firenze riparte a sinistra Tommaso Grassi. Nel carcere, completamente in cemento ed esposto continuamente al sole, le temperature raggiungono livelli inimmaginabili. La Regione Toscana ha fornito 60 ventilatori (ne servirebbero almeno 200 ma l'impianto elettrico non reggerebbe il carico), però l'Asl Toscana Centro non ha dato l'autorizzazione all'uso. "Mi chiedo come sia possibile recuperare la dignità delle persone qua dentro", ha affermato Massimo Lensi dell'associazione Luca Coscioni, presente assieme al segretario del Partito Radicale Rita Bernardini.

Grassi: "Il carcere è una parte della Città. Il Consiglio comunale svolga una seduta straordinaria al suo interno"

"Una seduta del Consiglio comunale dentro il carcere di Sollicciano alla presenza delle autorità del carcere e della Città": questa la proposta lanciata stamani dal Capogruppo di Firenze riparte a sinistra, Tommaso Grassi, all'uscita della visita che questa mattina ha compiuto insieme all'attore Paolo Hendel, a Rita Bernardini del Partito Radicale, all’avvocato Eriberto Rosso, al cappellano del carcere don Vincenzo Russo e a Massimo Lensi, dell’associazione per l’iniziativa radicale “Andrea Tamburi. "Il carcere è una parte della Città. Per chi fa politica in una Città come Firenze, è indispensabile andare in visita alcune volte all'anno, soprattutto in periodi dell'anno come quello estivo in cui le condizioni a cui sono costretti carcerate, carcerati e agenti della polizia penitenziaria sono davvero dure."

"Si è perso negli ultimi anni quel rapporto che deve esistere tra Città, rappresentata dalle istituzioni fuori dal carcere, e da ciò che avviene dentro: per recuperare questo rapporto, essenziale quando è necessario vigilare sulle condizioni umane dei detenuti e monitorare sulle condizioni strutturali del carcere, crediamo che se il Consiglio comunale si svolgesse al suo interno sarebbe un segnale esemplare. Per questo lanciamo la proposta al sindaco e al Consiglio comunale intero augurandoci che possa essere accolto. Nel passato mandato è stato organizzato con la promessa che potesse diventare un appuntamento fisso ma così non è stato e anche la relazione del garante dei detenuti, prevista annualmente dallo Statuto del Comune di Firenze, da almeno due anni non ha più trovato spazio nei lavori del Consiglio."

"I problemi al suo interno, come abbiamo potuto vedere stamani, non mancano: dalle docce nelle sezioni in gran parte rotte, ad alcune celle chiuse perché inagibili che potrebbero in alcune ali alleviare il sovraffollamento, alle condizioni generali di funzionamento del servizio sanitario e alla vivibilità all'interno anche delle stanze a disposizione degli agenti: speriamo che queste siano questioni di cui il Comune intenda occuparsi nel rispetto del proprio ruolo e che sia l'occasione anche per fare il punto della situazione su progetti innovativi come l'ICAM per le mamme detenute che sembra naufragare nuovamente."

"Certo, oggi siamo contenti che i ventilatori siano arrivati fisicamente ma perché possano essere utilizzati per alleviare il caldo dei mesi estivi è necessario che l'ASL concluda le procedure per l'installazione. Auspichiamo che questo possa avvenire il prima possibile, altrimenti facciamo nostra la battuta di Paolo Hendel, 'speriamo che questi benedetti ventilatori non glieli diano a dicembre perché sennò invece di risolvere il problema del caldo faranno venire il raffreddore ai detenuti'. - conclude Grassi - Speriamo a settembre di poter programmare di concerto con la Presidente del Consiglio, che si è già dimostrata disponibile, e con tutte e tutti i capogruppo consiliari, questa seduta del Consiglio che oggi abbiamo chiesto per riallacciare quel rapporto tra Firenze e il suo carcere".

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