E-Stati della Cooperazione Empolese, oltre trecento persone all’evento

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Come la riforma ha trasformato il Terzo settore? Quali le nuove opportunità e le sfide?

Per fare il punto sul nuovo impianto legislativo e sullo stato della cooperazione nel territorio, oltre trecento persone hanno partecipato alle E-Stati della Cooperazione, l’evento annuale organizzato dal consorzio CO&SO Empoli, venerdì 22 settembre.

Ad aprire il convegno il sindaco di Empoli e Presidente dell’Unione dei Comuni Circondario Empolese Valdelsa, Brenda Barnini.

“Siete le Facce dei nostri servizi, siete parte integrante della qualità e della programmazione dei servizi che forniamo ai cittadini e la parte più giovane e dinamica di questi. Si aprono da oggi nuove frontiere per sviluppare assieme nuovi percorsi, non solo come gestori ma con prospettive inclusive di medio-lungo periodo”.

Nel suo discorso di saluto Brenda Barnini ha poi lanciato una sfida al Consorzio, che con i suoi 1556 dipendenti è la realtà imprenditoriale più grande del territorio: “Così come esiste un incubatore per il settore tecnologico, ci deve essere un luogo anche per le start up del sociale. La nostra città ha bisogno di nuova linfa e si deve sapere a chi chiedere una mano, vista la competenza e l’esperienza”.

Dei numeri, ma anche dei volti che stanno dietro le 1556 persone lavoratrici della rete ha parlato il Presidente del Consorzio, Claudio Freschi.

Delle 1556 persone lavoratrici nella rete, 1225 sono normodotati e 232 svantaggiate. 604 sono i soci delle cooperative e 1102 i contratti a tempo indeterminato.

“Dietro questi numeri ci sono fatiche, le decisioni coraggiose dei presidenti e dei CdAdi andare oltre l’ostacolo, come ad esempio confermare il lavoro anche alle persone svantaggiate senza sapere se questo lavoro continuerà ad esserci”.

Protagonisti del discorso del presidente i cda delle cooperative, composti da donne e uomini con una percentuale paritaria del 50% e con 22 consiglieri sotto i 40 anni.

Le E-Stati sono state anche l’occasione per lanciare le tre sfide su cui il consorzio sarà impegnato nei prossimi mesi:  la realizzazione di una agenzia sociale per la casa, l‘investimento sulla formazione di due giovani manager di cooperative nell’ambito del welfare aziendale e il laboratorio Lin per e con i giovani.

“Dopo una indagine su territorio, riuniremo queste esperienze per creare un luogo dove i giovani delle cooperative si possano incontrare con gli altri giovani del territorio per intrecciare rapporti e sviluppare idee”.

Un focus sulla riforma del Terzo Settore (definita da tutti i relatori come la prima legge organica sulla materia) e sul suo lato lavorativo è stato fornito da Giuseppe Guerini, Presidente Nazionale di Federsolidarietà-Confcooperative e da Eleonora Vanni, vice Presidente Nazionale di Legacoop Sociali.

“Non possiamo permettere – ha detto Giuseppe Guerini - che le imprese sociali siano controllate da un solo soggetto.Vogliamo promuovere la partecipazione, sociale perché partecipata e democratica che deve avere l’economia. Dobbiamo far sì che le cooperative e i consorzi siano piattaforme per far incontrare esperienze diverse. Il consorzio di domani dovrà infatti essere composto non solo da cooperative, ma anche da imprese sociali, artigiani, e altri che decideranno di scommettere sullo sviluppo del territorio”.

L’intervento di Guerini si è concluso con un dato e una considerazione: “In Italia le cooperative sociali forniscono servizi a 7milioni di cittadini  e danno lavoro a circa 370mila persone. Ma da qualche tempo quando si parla di cooperative si parla solo dal lato dell’accoglienza dei richiedenti asilo. Dei 180mila richiedenti circa 80mila sono accolti dalle cooperative. Ma la rilevanza mediatica si dà solo a questo settore”.

“In tanti territori – ha proseguito Eleonora Vanni - la cooperazione rappresenta l’impresa con più dipendenti, ma non con più alto fatturato. Da qui passa il ruolo fondamentale che gli enti pubblici hanno con noi.

La coprogettazione e la coprogrammazione inserita nella riforma è da riprendere e va in controtendenza rispetto a molte amministrazioni irrigidite sul codice appalti. Si aprono quindi nuove frontiere con la possibilità di partership con enti pubblici per una impresa 4.0”.

A seguire l’intervento Claudia Fiaschi, Portavoce Nazionale del Forum del Terzo Settore.

“La riforma si compone di 17 obiettivi e si fonda sul concetto che per raggiungere il progresso sociale  è necessario che tutti facciano la propria parte. Non solo il terzo settore ma anche l’economia, che in passato non ha dato prova di fornire un modello virtuoso, e tutte le organizzazioni pubbliche.  La riforma dà strumenti nuovi per ampliare il numero delle attività che rientrano nell’interesse generale. Un tratto della riforma è la trasparenza: tutti gli attori sociali, comprese le associazioni dovranno fare un bilancio sociale e una puntuale rendicontazione economica. Credo sia il necessario prezzo da pagare per dotare paese di un sistema affidabile e reputato, in grado di gestire risorse pubbliche. Le parole chiave della sfida futura saranno quindi: giovani, reti, reputazione ed alleanze”.

L'ultimo intervento è stato dell'Onorevole  Dario Parrini che ha riconfermato il suo impegno personale in Parlamento per favorire la realizzazione di progetti di benessere per le nostre comunità e ha condiviso lo stile e la modalità di fare politica sociale e impresa sociale dei nostri territori, dove tutti, danno il meglio di se mettendo in sinergia competenze, esperienze e risorse.

Dopo il convegno la serata è proseguita con la cena sociale alla quale hanno partecipato lavoratori delle cooperative, associazioni, sindacati, amministratori e cittadini e un folto numero di ragazzi richiedenti asilo ospiti delle strutture di CO&SO Empoli e delle cooperative socie.

A preparare la cena e servire ai tavoli all’associazione Noi da Grandi con il supporto del progetto La mente serve a tavola realizzato tramite il fondo URRA dalle cooperative sociali Colori e Minerva.

Fonte: Ufficio Stampa

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