Osservatorio di Tavolaia, grandi scoperte sul pianeta nano Haumea: studio pubblicato su 'Nature'

(foto gonews.it)
(foto gonews.it)


Tavolaia fa capolino fra le pagine della prestigiosissima rivista Nature. Se si parla di astronomia, l'osservatorio della frazione di Santa Maria a Monte non è secondo a nessuno e lo ha dimostrato con un'importante aiuto negli studi su Haumea. Si tratta di un pianeta nano ai confini del Sistema Solare, che sta nella medesima fascia di Plutone.

Conosciuto da tempo, Haumea non era ancora stato definito nel dettaglio e proprio uno studio del team di osservazione di Tavolaia ha contribuito a saperne di più. Lo studio adesso è su Nature, è stato guidato all'Istituto di Astrofisica dell'Andalusia (Spagna) e ha coinvolto dieci osservatori in Europa. Per questo tipo di tecnica di studio si parla di occultazione asteroidale.

Si è scoperto, infatti, che Haumea ha un anello, in più adesso si sa che ruota attorno al Sole lungo un'orbita che si completa in 285 anni; 3,9 invece sono le ore che servono al pianeta nano per ruotare intorno al suo asse. Ha una forma appiattita come una palla da rugby e misura circa 2320 km sul suo asse più lungo, una dimensione simile a Plutone. Inoltre la massa è di 4,2±0,1 × 10 alla 21 kg e non sembra esserci atmosfera planetaria. Soprattutto la presenza dell'anello è una rivelazione importante, dato che fino a pochi anni fa si conosceva l'esistenza di anelli solo attorno a pianeti giganti.

Tutto è nato il 21 gennaio 2017 alle 4 di notte, quando Tavolaia era in trasferta dagli amici di Lajatico. I membri dell'osservatorio si erano iscritti per visionare l'occultazione su un'apposita lista che faceva capo al ricercatore andaluso José Luis Ortiz. Hanno scelto Lajatico sia per la grandezza dei telescopi sia perché in Alta Valdera la situazione meteorologica era migliore quella sera.

Mauro Bachini e Giacomo Succi, oltre al socio lajatichese Fabio Martinelli, effettuarono le riprese necessarie. Non fu facile inizialmente, dato che l'occultazione avrebbe toccato solo marginalmente Lajatico. "Eravamo convinti di non aver rivelato il fenomeno, ma su sollecitazione di Ortiz abbiamo elaborato i file con la massima accuratezza e inviato tutto in Spagna" hanno commentato Bachini e Succi. Un aiuto fondamentale da parte del team di Tavolaia, esperti sì ma guidati principalmente dalla passione.

Il risultato è ovviamente entusiasmante per il gruppo di Tavolaia, che ripaga di un lavoro incredibile. Ne è consapevole l'amministrazione comunale di Santa Maria a Monte, il sindaco Ilaria Parrella si è congratulato con Bachini, Succi e gli altri soci: "Santa Maria a Monte ha dato i natali ai parenti di Galileo Galilei, siamo contenti che si continui su questa scia. Siamo fieri del lavoro dell'Osservatorio, soprattutto per la sua preziosa divulgazione".

Gianmarco Lotti

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