X-Factor, lo show 'riciclato': il progetto Scart fa il bis

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Si rinnova il sodalizio tra il progetto SCART e X Factor, programma prodotto da FremantleMedia per Sky, in onda questa sera alle 21.15 su Sky Uno HD. Anche per la puntata di oggi, il progetto del Gruppo Hera, che mira a contribuire allo sviluppo di un approccio comune orientato al riuso, ha contribuito alla realizzazione di alcuni abiti di scena dei ballerini attraverso materiali di recupero.

Un appuntamento che arriva a sette giorni dal grande interesse e dalla rilevante eco mediatica dell’ultima puntata, caratterizzata dal tema “Un mare da salvare”, la campagna che il gruppo Sky sta portando avanti per la salvaguardia delle acque marine.

Per accendere i riflettori sui gravi danni provocati dell’abbandono dei rifiuti di origine plastica nei nostri oceani, tutte le esibizioni di cantanti e ballerini, dirette da Luca Tommassini (in collaborazione con la costumista Claudia Tortora e lo scenografo Luigi Maresca), sono state caratterizzate dalla presenza in scena di materiali plastici provenienti dagli impianti di selezione del Gruppo Hera in Toscana (Waste Recycling) e a Granarolo dell'Emilia (Herambiente) e da elementi riciclati provenienti da Aliplast, azienda entrata nel Gruppo bolognese nel 2017.

L’effetto è stato di grande impatto e ha suscitato numerosi commenti da parte dei protagonisti in gara, ma anche del pubblico attraverso i social network. Una curiosità giustificata dalla complessità di realizzazione delle grandi installazioni che hanno solcato il palco di X Factor.

A cominciare dalla prima esibizione della scorsa puntata, in cui alle spalle del cantante toscano Enrico Nigiotti ha fatto capolino una pioggia di sacchi trasparenti riempiti con cellophane riciclato. Quindi è stata la volta della grande aquila, che faceva da sfondo alla performance di Gabriele Esposito. Di rilevanti dimensioni è stata realizzata con ottanta coperchi di contenitori per la raccolta di materiale tecnico (per le ali), pneumatici, paraurti, tubi del comparto edile (per il corpo) e anche una piccola cisterna per la raccolta dei reflui liquidi (per il piedistallo). Da un animale all’altro, la foca che ha accompagnato Andrea Radice sul palco era composta da otto otri in plastica uniti a paraurti, cavi elettrici e tastiere di computer. Anche il Babbo Natale riverso ai piedi di Rita Bellanza si è rivelato parecchio “tecnologico”, grazie a una composizione di computer, stampanti, hard disk, film di colore rosso, insieme a pneumatici e numerosi flaconi di plastica. Duemila bottiglie in plastica, tenute insieme da film in polietilene riciclato e da una lastra in Pet, invece davano forma alla grande balena utilizzata per l’esibizione dei Maneskin.

Ma la plastica riciclata proveniente dagli impianti del Gruppo Hera non ha trovato spazio solo nelle scenografie, diversi cantanti la portavano anche addosso, secondo la formula ormai consolidata del progetto SCART, lanciato quasi 20 anni fa con l’obiettivo di contribuire a sviluppare e diffondere comportamenti orientati al recupero e al riuso. Il film in polietilene riciclato e le lastre in Pet bianche hanno infatti permesso di comporre i costumi di scena del gruppo Sam & Stenn e della frontwoman dei Ros.

La visibilità e il sostegno offerti da Sky al tema dell’inquinamento delle nostre acque ha permesso così di promuovere nell’opinione pubblica la necessità di un rapido cambio di visione verso un modello di economia circolare, che porti a considerare i rifiuti non materiale di scarto da buttar via, ma nuove risorse continuamente riutilizzabili. Per il bene del nostro pianeta.

Fonte: Waste Recycling - Ufficio stampa

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