Cava Fornace, maggioranza e opposizione unite per chiedere la chiusura

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La giunta regionale è impegnata verso la chiusura “più celere possibile” della discarica di cava Fornace, presso i comuni di Montignoso e di Pietrasanta. Ed è anche impegnata ad attivarsi per una “contestuale risolutiva realizzazione” di uno “specifico piano di messa in sicurezza e bonifica ambientale dell’area in cui risiede l’impianto per la gestione dei rifiuti. È quanto prevede la mozione unitaria – primo firmatario Stefano Baccelli, Pd, presidente della commissione Ambiente – approvata dal Consiglio regionale. Il testo è frutto di un lavoro congiunto in seno all’assemblea legislativa, ed è stato sottoscritto anche dai gruppi che avevo presentato precedenti mozioni, ritirate e sostituite dal nuovo testo unitario. La mozione è sottoscritta da Elisa Montemagni (Lega), Leonardo Marras (Pd), Giacomo Bugliani (Pd), Giacomo Giannarelli (M5S), Marco Stella (Forza Italia) e da Tommaso Fattori (Sì-Toscana a sinistra).

“Con questa mozione condividiamo una scelta politica che mette insieme le istanze dei cittadini, quelle dei comuni, le risultanze di analisi” e il fatto che davvero si tratta di un “luogo assolutamente non adatto a ospitare una discarica, a prescindere dalla sue modalità di gestione”, ha spiegato Baccelli.

Il testo della mozione ricostruisce gli esiti dell’attività di controllo dell’Arpat nel 2016, che ha riscontrato il mancato rispetto delle percentuali prescritte nei rapporti tra rifiuti inerti e contenenti amianto; le istanze dei cittadini suffragate dagli organismi istituzionali: il Comune di Montignoso ha istituito una commissione controllo per monitorare la gestione; fino ai recenti atti indirizzo degli enti locali (Montignoso, Pietrasanta, Seravezza, Forte dei Marmi) “volti a richiedere la chiusura dell’impianto per problemi segnalati”. In primo piano, nell’illustrazione in aula, anche il contesto ambientale, per la cava che comunque, al di là delle verifiche Arpat, è attigua a centri abitati, ad un habitat naturalistico di pregio e a vigneti, uliveti e zone agricole. La mozione prende in considerazione anche l’attività della Regione Toscana, che sta comunque procedendo con i propri uffici ad una istruttoria non ancora conclusa.

A passare in rassegna in particolare la situazione sul territorio – incluso il debito della società che gestisce la discarica verso il comune di Montignoso, pari a 278mila 426 euro – la consigliera Montemagni. Che ha ringraziato “chi dal territorio ha lavorato per arrivare a questo atto, chi da anni si impegna su questo tema e anche i colleghi, per aver capito l’importanza di arrivare ad un atto congiunto”. Apprezzamento anche da Bugliani che, quale consigliere di zona, ha annunciato il voto favorevole del suo gruppo: “È un risultato grande per il Consiglio, apprezzo la trasversalità e la condivisione di obiettivi per il rispetto della salute dei cittadini e la difesa dell’ambiente”.

"Si tratta di una vittoria di tutta la cittadinanza e del Comune di Pietrasanta, che per primo ha sollevato il problema da un punto di vista amministrativo - sottolinea il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Marco Stella (Forza Italia), tra i primi firmatari della mozione -. Il Comune aveva precisato la propria contrarietà sia all'inserimento di nuovi codici Cer, tra quelli conferibili presso l'impianto, sia all'aumento di potenzialità dello stesso; con nota del Vice Sindaco datata 6.2.2017 il Comune ha sostenuto la riapertura del procedimento di VIA chiesto anche dai comitati di cittadini contro la discarica di Cava Fornace, proprio per avere certezze sul sito e su tutta la filiera di conferimento dei rifiuti".

Inoltre, "dal punto di vista della caratterizzazione geologica esistono pareri negativi e comunque di non conformità del sito - ricorda Stella -. Nel rapporto di ispezione Arpat si evidenziano alcuni parametri riguardanti solfati e cloruri che sono stati sforati, così come i valori del triclorometano che nei pozzi 5 e 10 ha superato la soglia di legge. Il gestore ha disatteso quanto previsto nell’autorizzazione, quasi ribaltando il rapporto tra i rifiuti conferibili, tanto che risulta che nel 2015 la percentuale conferita di materiali di amianto ha raggiunto il 56,62% contro un massimo consentito del 30%, fattore per il quale Arpat ha inviato informativa all'Autorità Giudiziaria".

"Il Comune di Pietrasanta - dichiara l'ex vicesindaco Daniele Mazzoni - è sempre stato in prima fila per la lotta alla discarica, abbiamo preso una posizione ferma per la chiusura sia con una delibera di giunta che con una delibera di consiglio comunale, ma anche con l'azione giornaliera del sindaco Mallegni e del sottoscritto. Ho intrapreso una lotta senza quartiere alla discarica di Cava Fornace, culminata con la diffida alla Regione Toscana e con la preparazione dell'ordinanza di chiusura dell'impianto per la mancata esibizione delle fidejussioni. La lotta alla discarica non ha colori politici, e sono felice che il Consiglio regionale abbia approvato all'unanimità la mozione che chiede la chiusura del sito e la sua successiva bonifica".

“Mai prima della nostra azione Cava Fornace era stata messa in discussione. Ora la giunta dovrà chiuderla nel più breve tempo possibile e assicurare per quel sito bonifica e messa in sicurezza. Due impegni chiari che rappresentano un risultato storico. Monitoreremo il loro rispetto da parte della giunta" commenta Giannarelli.

“Si chiuderà così uno dei capitoli bui del sistema rifiuti toscano - prosegue il Cinque Stelle- quella discarica doveva essere chiusa da tempo e, per dirla tutto, non doveva proprio nascere lì. Il sito è infatti indicato come non idoneo dal Piano Regionale. Eppure per anni chi governa e governava ha fatto finta di niente" sottolinea il Cinque Stelle.

"Il PD si è trovato costretto a questa approvazione: gli atti pro-chiusura nei Consigli comunali di Montignoso, Forte dei Marmi, Pietrasanta e Seravezza hanno rappresentato la svolta per una battaglia fino a quel momento portata avanti solo dai cittadini, comitati e Movimento 5 Stelle. Ennesima dimostrazione che quando i cittadini entrano nelle istituzioni le costringono a scegliere nel reale interesse collettivo" conclude Giannarelli.

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