Mondiali di adaptive surf, una medaglia per il livornese Massimiliano Mattei

Mattei con Marco Pellizzon di Michelotti Oropedia

Il settimo posto targato 2016 è ormai un lontano ricordo. Quest’anno c’è una medaglia da festeggiare, scaturita dal quarto posto conquistato da Massimiliano Mattei ai Mondiali di adaptive surf appena disputati a San Diego. Nella perla della California, l’atleta disabile livornese ha fatto splendere i colori azzurri e anche quelli amaranto. “Ho consegnato al presidente della ISA (International Surfing Assotiation, ndc), Fernando Aguilera - il gagliardetto del Comune di Livorno che mi era dato dall’assessore allo Sport Andrea Morini prima della partenza. In qualche modo, se possiamo dirlo, ho avvicinato Livorno a San Diego”. Ma soprattutto Massimiliano ha solcato le onde dell’Oceano Pacifico arrivando a giocarsi la finalissima: “Ho gareggiato – racconta il livornese - contro atleti americani ed europei che vivono in contesti dove hanno la possibilità di allenarsi con più continuità rispetto a me, e che inoltre hanno un minimo di sensibilità alle gambe, mentre io no. Ma ancora il movimento non conta un numero sufficiente di concorrenti perché si possano creare delle categorie più specifiche”. Comunque sia, l’Italia ha chiuso al decimo posto complessivo su 30 nazioni partecipanti, e il quarto posto strappato da Mattei è un traguardo che nessuno prima aveva mai raggiunto in questa disciplina. Che effetto fa? “Bellissimo – risponde Massimiliano -, è la prima volta che mi capita. Spero che questo risultato aiuti Surf4all, la nostra scuola di surf che ha base a Tirrenia, a crescere. Vogliamo farci conoscere sempre di più in Italia e all’estero per avvicinare più gente possibile a questo sport, sia a scopo ludico che agonistico. Mi piacerebbe anche collaborare con alcune realtà livornesi per sviluppare progetti assieme”.

Kiko Eclipse è lo shaper della tavola da surf utilizzata a San Diego da Massimiliano, sulla quale è applicato un cuscino modellato su misura che oltre a permettere di sollevare il busto per dare stabilità sull’onda, è appositamente scavato sotto le ascelle per garantire libertà di movimento in mare. “Si tratta di un supporto fondamentale – spiega Mattei – che è nato da un percorso cominciato con Maurizio Regoli dell’Autotappezzeria G.P.R. e poi approfondito nel laboratorio di Michelotti Ortopedia, azienda che al mio ritorno da San Diego sono andato a trovare nel rinnovato punto vendita di Livorno. Grazie al loro intervento ho a disposizione una tavola che mi permette di competere anche con chi non ha bisogno di questo tipo di supporti”. I prossimi obiettivi? “Ho in testa già il Mondiale 2018, anno in cui vorrei trovare i fondi per gareggiare in una competizione che si svolgerà alle Hawaii nel mese di agosto, la Duke’s Ocean Fest”.

 

Fonte: Ufficio Stampa

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