Nessuno chiede il corpo del clochard bruciato, lo seppellirà il Comune

senzatetto

Era il 4 marzo, nel cuore della notte un casolare abbandonato in via Livornese prese all'improvviso fuoco mentre all'interno c'erano due persone che, forse per riscaldarsi, avevano acceso qualcosa che poi ne causò la morte. Per i due non ci fu infatti scampo e furono trovati semi-carbonizzati dai primi che accorsero a prestare soccorso dopo che alcuni automobilisti di passaggio avevano dato l'allarme. Le forze dell'ordine fecero il loro lavoro ed indentificarono i due, cittadini rumeni. Uno fu riportato a casa dopo l'iter di legge, mentre l'altro è rimasto da allora, quindi oltre nove mesi, in una cella frigorifera. Nessuno ha chiesto il suo corpo e così il Comune si occuperà fra pochi giorni della sepoltura ridando così una dignità a quella persona finita chissà perchè a Empoli.

La morte è, assieme alla nascita, il momento che accomuna tutti ed è un momento particolare che ferma ogni cosa, anestetizza il passare del tempo, fa dimenticare i rancori, i dissidi, azzera in un attimo quanto una persona ha fatto anche di male nella vita, riunisce famiglie, ispira a tutti un senso di pietà. E fa riflettere il fatto che, proprio in questo momento, nessuno abbia chiesto notizie di questa persona, uno dei tanti senzatetto che purtroppo da qualche tempo abitano la nostra città, persone senza volto se non per carabinieri e polizia, arrivate qui chissà perchè, con alle spalle una storia che nessuno conosce e con un destino che spesso, purtroppo, è tragico. Persone che vivono di espedienti, che riescono ad avere un pasto in qualche mensa popolare salvo poi trovarsi qualche posto dove andare a dormire, sia esso una strada o un angolo riparato quando piove o arriva l'inverno. Fantasmi che diventano persone solo se a loro capita qualcosa e finisce quasi che faccia più notizia a livello nazionale, come nel caso in oggetto, che quel casolare abbandonato fosse riconducibile ad un famoso personaggio dello sport piuttosto che dentro ci fossero morte due persone come noi.

Una vicenda che fa riflettere e che ispira pietà, quella stessa che ha avuto l'amministrazione comunale nel decidere di accollarsi le spese della tumulazione. Se è vero infatti che è questo che la legge stabilisce è anche vero che non sarà solo un semplice atto formale che altrimenti sarebbe stato già compiuto da chi è preposto a farlo, ma un funerale vero e proprio e per questo un bellissimo gesto che, nel momento in cui ogni persona ha diritto ad avere qualcuno che lo piange, gli mette idealmente accanto una città intera, la nostra Empoli. Riposa in pace.

Marco Mainardi

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