Perché l'albero di Natale è un abete?

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Il Natale è alle porte, probabilmente già in ogni casa svetta un albero decorato a tutto punto con luci brillanti. Ma vi siete mai chiesti perchè l’albero di Natale che siamo soliti addobbare è proprio un abete?

Bisogna innanzitutto considerare che l’albero è sempre stato visto da numerosi popoli antichi come simbolo della vita. L’abete in particolare veniva usato già dai Celti come decorazione per celebrare il solstizio d’inverno così come dai Vichinghi che lo addobbavano con frutti per auspicare il ritorno del sole nelle loro terre fredde. Gli Egizi lo ritenevano l’albero della natività, poichè implicato nella nascita del dio Biblo e successivamente i Greci lo consacrarono ad Artemide (dea protettrice delle nascite).

Le tradizioni più recenti arrivano invece dai paesi nordici: sia la città di Tallin (Estonia) che la città di Riga (Lettonia) si vantano di esser state le prime città ad erigere un abete nella piazza del municipio, tra il 1400 e il 1500. Ma la leggenda più diffusa vuole che sia stata la duchessa di Brieg, nobildonna tedesca, a lanciare nel 1611 la tradizione dell’albero di Natale. Durante la vigilia la donna si rese conto di non sapere come addobbare degnamente la sua casa. Così uscì in giardino e guardando il piccolo abete che vi cresceva, decise di portarlo all’interno e adornarlo con dolcetti e fili di seta.

A queste leggende si è affiancata poi quella cristiana. San Bonifacio, missionario in Germania settentrionale nel 600 d.C, abbattendo una quercia che alcuni pagani stavano adorando per propiziarsi un sacrificio al dio Thor, vide materializzarsi al suo posto un abete, sempreverde e perciò simbolo della vita eterna e di Dio.

La fortuna e diffusione di questa tradizione si deve anche allo scrittore Wolfgang Goethe, che amava molto questa festività pur non essendo cattolico. Nella sua opera “I dolori del giovane Werther” l’autore inserisce una descrizione dell’albero natalizio che comparirà per la prima volta nella letteratura.

La tradizione dell’abete è arrivata in Italia a fine 800, quando ormai era già ampiamente diffusa nelle corti europee dell’alta nobiltà. La Regina Margherita, moglie di Umberto I di Savoia, decise di allestirne uno al Quirinale, residenza della famiglia reale e lanciò così la moda anche nel nostro paese.

In Italia in genere per l'albero di Natale si usa un peccio (Picea abies) detto anche abete rosso per via della caratteristica colorazione della sua corteccia, mentre l’uso del genere Abies (Abies alba o Abies nordmanniana) è più diffuso nei paesi nordici. Queste due specie sono associate da sempre all’altezza e al vigore (Abies dal latino abire, andare lontano e Picea da pix, pece, ricavata dalla resina) e si distinguono guardando le pigne, erette in Abies e pendenti in Picea. Certo, se pensiamo all’immagine del povero “Spelacchio”, l’albero che la città di Roma ha dovuto dichiarare defunto, tutto questo vigore l’abete non ce lo ispira davvero, ma dobbiamo considerare che la colpa non è certo dell’albero! Se siete amanti del vero abete di Natale, fate attenzione a comprare alberi interi o in alternativa “cimali” certificati (provenienti dai diradamenti boschivi autorizzati) e se avete spazio in giardino, considerate la possibilità di trapiantarlo. Durante la loro permanenza in casa ricordate di non posizionarli troppo vicino a fonti di calore e di mantenere umido il terreno. Ricordo inoltre che, per chi fosse impossibilitato a tenerli, esistono centri di raccolta indicati dai vivaisti o anche dai comuni stessi.

Vi saluto suggerendovi un documento sugli alberi di Natale redatto dalla Regione Toscana che potete trovare facilmente in rete e ne approfitto per augurare a tutti un felice Natale!

P.s  E il vostro albero di Natale com’è? Condividete con noi le vostre foto più belle!

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Ilaria Mancini

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