I robot e noi, parla l'ex ministro Carrozza: rivoluzione in 5-10 anni

Maria Chiara Carrozza
Maria Chiara Carrozza

I Robot e noi: presente e futuro di un mondo che è già cambiato. Riprendono con un’ospite di rilievo nazionale e con un tema di grande attualità gli “Incontri con le eccellenze” organizzati dalla Fondazione Banca del Monte di Lucca insieme a Fondazione Lucca Sviluppo e Comune di Lucca, in collaborazione con l’Accademia Nazionale dei Lincei.

Lunedì 22 gennaio alle 18 nell’auditorium della Fondazione Banca del Monte di Lucca (piazza San Martino 7 a Lucca) sarà ospite la professoressa di bioingegneria industriale alla Scuola superiore Sant’Anna di Pisa e deputata Maria Chiara Carrozza, per parlare di Robotica: ricerca e applicazioni tecnologiche.

Docente universitaria di bioingegneria industriale, oltre ad essere stata rettore del Sant'Anna svolge attività di ricerca all’Istituto di Robotica, dove è responsabile dell’Area “Neuro Robotics”, ha partecipato a invenzioni ed alle conseguenti applicazioni tecnologiche abilitanti, specie nel campo della robotica biomedica e chirurgica, e detiene brevetti europei ed internazionali; ha fatto e fa parte di società scientifiche e di Comitati scientifici di vari organismi in Italia (fra cui il Centro Studi di Confindustria) ed in molti altri Paesi.

Nella sua recente pubblicazione, “I Robot e noi”, Carrozza affronta e descrive lo straordinario processo di socializzazione della robotica. “I robot, fino ad oggi semplici supporti industriali, si stanno inserendo nella società e sempre più si connettono, interagiscono e spesso riescono a sostituire gli esseri umani – spiega la professoressa -. Si tratta di una nuova era, uno sviluppo inarrestabile i cui effetti saranno tangibili già nei prossimi cinque, dieci anni”.

In quali ambiti è e sarà più evidente? “La presenza dei robot è già consistente nell’industria – prosegue -, dove svolgono i compiti più ripetitivi e faticosi. Già nei prossimi anni, però, potranno passare a mansioni fondamentali anche nell’ambito della logistica (trasporto di beni, distribuzione) e ruoli base nel settore dei servizi, come il front office o le pulizie di casa. L’interazione tra uomo e robot crescerà sempre più fino a creare una vera e propria simbiosi. Saranno robot con capacità cognitive elevate, utili e capaci appunto di socializzare, robot da compagnia”.

L’ingresso dei robot nella società nasconde aspetti filosofici da non sottovalutare: i bio ingegneri hanno diverse responsabilità verso la società del futuro. Devono essere affiancati da altri profili professionali che si occupano dello sviluppo umano e sociale? Come si evolverà questa figura professionale? “Non ci sarà un vero e proprio cambiamento nella figura e nel lavoro dei bio ingegneri – spiega Carrozza -, ma più una cooperazione con filosofi e sociologi, che dovranno analizzare i cambiamenti e la trasformazione della società al fine di garantire una corretta interazione con i robot. L’ingresso nella società dei robot deve necessariamente essere graduale e in questo processo le indicazioni di figure umanistiche di spicco saranno assolutamente fondamentali”.

La robotica tende a superare i limiti della condizione umana, aprendo scenari sconosciuti e per lo più inesplorati: la robotica sociale rischia di automatizzare ogni aspetto della vita collettiva? “Ogni rivoluzione industriale porta con sé effetti e conseguenze, sia nel mondo del lavoro che nella società. La robotica, ad esempio, modificherà la società nelle attività quotidiane, ma ritengo che non ci sia il rischio di un’automatizzazione della vita. L’utilizzo dei robot non è strettamente legato alla diminuzione di estro, arte e creatività: i nuovi strumenti tecnologici cambiano il modo di esprimere l’arte, ma non la uccidono. Anzi, talvolta la esaltano”.

Le molteplici funzioni e possibili utilizzi dei robot miglioreranno la qualità della vita generale. Ma i giovani devono temere la competizione con i robot? Assisteremo ad una notevole riduzione dei posti di lavoro? “Difficile dirlo adesso. Sicuramente assisteremo ad un periodo di transizione, in cui verranno modificati numeri e livelli di qualità del lavoro. Proprio per questo è fondamentale che la robotica sia accompagnata da una crescita sostenibile, che dovrà passare da istruzione, formazione ed un sistema Welfare adeguato. Governi, enti e associazioni specializzate avranno un ruolo fondamentale nella socializzazione della robotica, un processo straordinario da accompagnare con un percorso di sviluppo adeguato e consono alle esigenze di tutti gli esseri umani”.

L’incontro vedrà l'introduzione di Oriano Landucci, presidente della Fondazione Banca del Monte di Lucca, di Alberto Del Carlo, presidente della Fondazione Lucca Sviluppo e del sindaco di Lucca, Alessandro Tambellini.

Fonte: Ufficio stampa

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