I giovani toscani, emiliani e calabresi sono i più solidali

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Più sono poveri e più sono solidali; più sono ricchi e benestanti e meno sono disponibili ad accogliere. Lo ha rivelato una ricerca dell’agenzia di comunicazione Klaus Davi &Co realizzata in occasione del Meeting sui Diritti Umani di Firenze, su un campione online di 586 italiani compresi tra i 18 ed i 28 anni.

Il primo dato che emerge è che i figli di operai e impiegati di livello base sono i più disponibili ad accogliere persone bisognose, anche migranti. Il 56% del campione infatti si dice non contrario ad ospitare un coetaneo bisognoso. Più apertura verso gli italiani quindi, mentre scende la disponibilità nei confronti degli stranieri (47%), immigrati o meno che siano.  Salendo il livello sociale e delle professioni delle famiglie di provenienza dei ragazzi, diminuisce la loro disponibilità alla solidarietà tra coetanei.

Infatti i più disponibili sono i figli di genitori operai ed impiegati livello base (56%). Seguono i figli di Commessi, idraulici, elettricisti e muratori (48%). Terzi i ragazzi di famiglie di Piccoli Artigiani e commercianti (42%). Impiegati di primo livello, insegnanti, professori e dirigenti (34%). Professionisti, docenti universitari ed imprenditori laureati (29%). Top manager e banchieri d’affari (20%).

Secondo Monica Barni, Vicepresidente e Assessore alla Cultura di Regione Toscana, nonché tra i principali fautori del Meeting dei Diritti Umani, è importante ascoltare i messaggi dei giovani di fronte al bisogno e alle disuguaglianze: “Utilizzare i linguaggi dei giovani aiuta a comprendere e ad applicare i principi nella vita di ogni giorno. Prima di tutto bisogna rendere consapevoli i ragazzi delle disuguaglianze, facendo riflettere i ragazzi, facendo loro conoscere la Costituzione, magari articoli che non hanno mai letto e sui quali non hanno mai riflettuto, allora si rendono più consapevoli. È attraverso l’educazione, attraverso la conoscenza, che si possono abbattere le disuguaglianze. Tante azioni ‘a sistema’ possono portare a quella svolta culturale di cui abbiamo bisogno e per la quale noi ci battiamo quotidianamente”.

 

Ma cosa saresti disposto a fare per un coetaneo bisognoso?

-       Accogliere in casa un ragazzo migrante della mia stessa età (per il 15% degli intervistati).

-       Inoltre potrei dargli un piccolo aiuto economico (secondo il 12%)

-       Giocare con lui per alleviare i suoi problemi (11%)

-       Aiutarlo ad imparare l’italiano (9%)

-       Introdurre un ragazzo migrante nel mio ambiente (7%)

-       Altro 46%

 

Chi sono i ragazzi più accoglienti e più ben disposti verso i migranti?

Al primo posto della solidarietà troviamo gli emiliani (21%), seguiti a ruota dai toscani (20%). Buoni terzi i calabresi (18%) e quarti i siciliani a pari merito coi campani (16%). Seguono gli umbri (14%), i veneti (12%), i laziali (9%), i pugliesi (7%) e i lombardi (4 %).

 

A cosa saresti pronto a rinunciare?

-       Rinuncerei a parte della paghetta mensile (31%)

-       Rinuncerei al nuovo videogioco (28%)

-       Alla ricarica del mio smartphone (24%)

-       A un paio di serate cogli amici (18%)

-       A un nuovo paio di scarpe sneakers (15%)

 

Quale festività condivideresti ?

-       Natale (27%)

-       Epifania (15%)

-       Pasqua (9%)

-       Capodanno (7%)

-       Altro (42%)

Fonte: Klaus Davi & Co. RP e comunicazione d'impresa

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