Paolo Vallesi festeggia i 30 anni del Movimento Shalom con un viaggio in Burkina Faso

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È rientrata domenica 14 gennaio la missione guidata da Don Andrea Cristiani, fondatore del Movimento Shalom, recatasi in Burkina per visionare lo stato di avanzamento dei vari progetti e per partecipare ai festeggiamenti del 30ennale di attività dell’associazione nel paese. Della delegazione facevano parte volontari, sostenitori a distanza, simpatizzanti e Paolo Vallesi in rappresentanza della Nazionale Italiana Cantanti.

Al suo arrivo il gruppo si è recato a Nouna, una cittadina situata nella regione di Kossi al confine con il Mali, per l’inaugurazione del Bistrot “L’Incontro”, realizzato dalla sezione Shalom di Prato con l’obiettivo di dare un lavoro dignitoso ai giovani del posto e di creare proventi che aiutino il sostegno del Foyer Saint Joseph orfanotrofio che ospita una media di 30 bambini orfani o abbandonati, realizzato dalla medesima sezione.

Il giorno seguente il gruppo è rientrato a Ouagadougou per la festa del trentennale di attività del Movimento Shalom in Burkina Faso. Nel pomeriggio si è tenuta una conferenza durante la quale il professor Bambara ha tenuto un intervento interessante sulle migrazioni, esortando i giovani presenti (tra i quali gli studenti dell’Istitut Polytechnique Privé Shalom) a scegliere le vie legali delle migrazioni per non cadere nelle reti della criminalità e della prostituzione e augurando un sostegno da parte di governi e istituzioni internazionali per aiutare i giovani a non sentirsi costretti a migrare per realizzare i propri sogni. La serata è proseguita con canti e danze tradizionali ed un concerto italo burkinabé tra Paolo Vallesi e un gruppo locale.

Il giorno successivo è stato inaugurata la Foresteria che accoglierà gli uffici per il Microcredito Shalom e le stanze del dormitorio per i ragazzi dell’IPS, realizzata grazie al contributo dei soci Shalom di Roma, del Nunzio Apostolico e della Conferenza Episcopale Italiana, grazie ai fondi 8xmille.

È stato un viaggio ricco di anniversari importanti: il 7 gennaio infatti si è celebrato il decennale del progetto omonimo che ha permesso la realizzazione del collegio femminile Suudu Andal, dove studiano oggi 300 bambine provenienti da Dori e dai villaggi circostanti, in una regione in cui a causa della povertà sono spesso le donne a dover rinunciare all'istruzione ed a un futuro più dignitoso. Durante la messa di celebrazione nella Cattedrale di Dori, il Vescovo Laurent Birfuoré Dabiré ha celebrato anche la giornata dell'amicizia islamico cristiana: alla celebrazione erano presenti il grande Imam della moschea madre e altri capi religiosi, e al termine della messa i bambini del catechismo hanno offerto un pranzo di amicizia ai bambini mussulmani.

Al rientro in capitale il gruppo ha visitato la Casa Famiglia, un centro di formazione per ragazzi di strada realizzato grazie al sostegno di Italsilva. Il centro include anche un panificio pizzeria che dà lavoro alcuni giovani che hanno terminato la formazione del centro e i cui profitti saranno utilizzati per il sostegno economico del centro stesso.

Il giorno successivo nuova partenza per visitare i panifici Shalom di Fada N’Gourma e di Koupela, realizzati grazie al contributo di Unicoop Firenze, e alla scuola materna di Koupela che, inaugurata quest’anno, ospita circa 30 bambini. Il gruppo ha inoltre visitato il pozzo realizzato grazie ad una parte dei fondi raccolti con la partita della Nazionale Italiana Cantanti del 2016 a Empoli, dove Paolo Vallesi ha ricevuto a nome della squadra i ringraziamenti e i doni di tutto il villaggio.

Dopo questo ultimo viaggio nelle province, la delegazione ha trascorso in capitale i restanti 3 giorni prima del rientro, per visitare la città, le visite istituzionali, e per l’incontro con i bambini sostenuti a distanza presso la missione delle suore SIC di Tampouy.

“E’ stato un viaggio importante che ci ha permesso di visitare molti dei progetti realizzati in questi 30 anni di attività in Burkina Faso, - dice Don Andrea - progetti volti a sostenere in modo concreto la crescita e lo sviluppo della popolazione, e soprattutto ci ha permesso di incontrare i tanti giovani che sono cresciuti nell’ideale Shalom di pace, in cui ognuno si impegna attivamente per diffondere i valori della solidarietà, della giustizia e di condivisione e contribuisce in questo modo alla crescita culturale del proprio paese”.

Fonte: Movimento Shalom

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