Global Indentities, a Le Murate le opere di Barthélémy Toguo

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Si apre giovedì 15 febbraio alle 17:30 il primo dei 5 progetti espositivi del ciclo “GLOBAL IDENTITIES. Postcolonial and cross-cultural narratives” che fino a luglio saranno proposti da Le Murate. Progetti Arte Contemporanea, Centro di cultura e arte contemporanea con la direzione artistica di Valentina Gensini, chiamata dal sindaco Dario Nardella a trasformare l'intero complesso delle Murate in un centro sempre più internazionale di esposizione e produzione contemporanea.

La mostra che dà il via al nuovo anno è “Viaggio Immaginario”, personale del camerunense Barthélémy Toguo, che dal 15 febbraio al 15 marzo proporrà tre installazioni complesse, una delle quali - Dustbin – esposto per la prima volta in Italia. La mostra, curata da Janine Gäelle Dieudji e Justin Randolph Thompson in collaborazione con l'Istituto Francese Italia, rientra nel programma del Black History Month Florence, festival dedicato alla produzione culturale “black”, che celebra la diversità delle culture afro-discendenti nel contesto italiano.

L'approccio artistico di Toguo ha un carattere federativo e parte dalla precisa volontà di contrastare il fenomeno da lui costantemente denunciato, della “ghettizzazione”, da parte dell'industria artistica internazionale, degli artisti africani. Con questo progetto di tre installazioni intitolato poeticamente “Il viaggio Immaginario”, l'artista conduce lo spettatore in una riflessione sulle relazioni tra nord e sud affrontando temi diversi.

I lavori in mostra

Come un bagaglio emotivo e fisico, l'installazione “Exodus” punta l'attenzione sull'ineludibile ed irrisolto problema delle migrazioni contemporanee; “Dustbin” è una presa di posizione, un'affermazione chiaramente politica, che grida: “l'Africa non è una spazzatura, non è la discarica d'Europa!”. Infine “Head above water” posiziona l'Italia in una zona di tensioni politiche e sociali, e invita le giovani generazioni ad affrontare il tema dello Ius Soli sollecitando una serie di problemi che li riguardano direttamente.

“L'invito al viaggio di Toguo – spiega la curatrice della mostra Janine Gaëlle Dieudji - più che immaginario, è un invito alla riflessione orientata verso le questioni, molto reali, di identità, sradicamento e adattamento”.

“Il ciclo GLOBAL IDENTITIES, - sottolinea Valentina Gensini - che fin dal titolo evoca un aspetto contraddittorio, quasi un ossimoro, intende aprire una seria riflessione sui grandi temi che attraversano la dimensione presente: è ancora possibile, nella dimensione globale, mantenere e raccontare una identità radicata alla propria cultura di orgine? Come agiscono le Narrazioni in ambito postcoloniale e in dimensioni culturali ibride? In questo contesto l'opera “politica” di Barthélémy Toguo attesta l'impegno consapevole degli artisti africani nel rappresentare l'urgenza di un rinnovato impegno per un Paese che si impone con autentica determinazione e consapevolezza sulla scena artistica internazionale”.

Artista multidisciplinare, Toguo si è formato ad Abidjan in Costa d’Avorio, quindi in Europa (Grenoble, Düsseldorf, Parigi). Ha partecipato ad importanti rassegne internazionali sia in Africa, Biennale di Dakar e Africa Remix. Contemporary Art of a Continent, sia in Europa, alla Biennale di Venezia 2015. In Camerun, suo paese d'origine, ha fondato dal 2008 Bandjoun Station, luogo di residenze artistiche, scambio e creazione, dove vengono proposte esposizioni temporanee.

Fonte: Ufficio Stampa

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