Fusione Dicomano-San Godenzo, cittadini chiedono referendum equo

La sp 95 del Castagno
La sp 95 del Castagno

Si avvicina il momento della Delibera del Consiglio Comunale per dare il via all’iter di fusione dei comuni di San Godenzo e Dicomano, (marzo 2018), ma dal comune montano la popolazione chiede più partecipazione.

L’amministrazione comunale di San Godenzo, ha manifestato ai propri cittadini la sua volontà di fondersi con il limitrofo comune di Dicomano in data 2 febbraio 2018 sul capoluogo e in data 15 Febbraio nella frazione di Castagno d’Andrea. A seguito del primo incontro è emerso un dubbio legato alla metodologia dettata dalla Regione per lo svolgimento del referendum che darà voce ai cittadini presumibilmente nel mese di Ottobre: secondo la Regione, infatti, si avrà la fusione se il Referendum avrà esito positivo con il Sì in percentuale del 66% dei votanti complessivi di entrambi i comuni, a meno che, ci sia un voto contrario in uno dei due Comuni del 75%.
“Sono numeri che spaventano una piccola comunità come la nostra, visto che la percentuale dei votanti di Dicomano è decisamente più alta rispetto a quella di San Godenzo”.

Per salvaguardare le imprescindibili regole di democrazia un nutrito gruppo di cittadini ha dato vita a una raccolta firme allo scopo di ottenere un referendum equo, in cui basterà che il NO vinca con il 50%+1 in uno dei due comuni per impedirne la fusione. L’iniziativa, nei primi 15 giorni,ha raccolto circa 400 adesioni di cittadini votanti (circa il 40% degli aventi diritto) e la raccolta continua. Il successo della raccolta delle firme è un passo importante che dimostra quanto i cittadini tengono al proprio paese e al loro ruolo di attori nei procedimenti decisionali.

Nel frattempo l’amministrazione comunale, ha raccolto le perplessità in merito all’equità delle linee guida della Regione Toscana, vincolando l’eventuale fusione alle regole richieste dai cittadini.

Tuttavia: “Un solo mese per una decisione fondamentale per il futuro del nostro paese e delle nostre attività, è veramente poco”. Ci vorrebbe il giusto tempo per far si che i processi partecipativi, il vero e proprio momento di condivisione, informazione e decisione con cittadini, imprese e portatori di interesse, evidenzino i loro esiti; pertanto sarebbe fondamentale che questi ultimi venissero effettuati prima dell’avvio dell’iter e non dopo, come prospettato durante gli incontri.

Un’iniziativa che ha il solo scopo di chiedere partecipazione all’amministrazione comunale e accompagnarla nella scelta: fusione sì o fusione no? Ai cittadini l’ardua sentenza.

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