La Quintana debutta al Palio della Costa degli Etruschi

Foto Quintana Palio Costa Etrusca

Dal 13 al 15 aprile tre giorni di cavalli, cavalieri, amazzoni, folclore, musica, cultura e mare.

La Quintana debutta al Palio della Costa degli Etruschi. E’ la prima volta che un evento paliesco ospita la storica giostra degli anelli. E’ la grande novità della dodicesima edizione del celebre Palio della Costa Etrusca organizzato dall’Asd “Palio della Costa Etrusca” ed il Comune di San Vincenzo con il contributo del main sponsor Magic, Banca di Credito Cooperativo di Castagneto Carducci ed il patrocinio della Regione Toscana e della Camera di Commercio Maremma e Tirreno in programma sabato 14 aprile (dalle ore 15.00. Ingresso Libero) sulla spiaggia di San Vincenzo, splendida località turistica balneare toscana, appesa tra mare, vigne e natura. A contendersi il torneo di destrezza ed abilità che ha radici nel medioevo otto tra i migliori cavalieri in ciricolazione in rappresentanza degli otto comuni della costa etrusca (Bibbona, Campiglia Marittima, Castagneto Carducci, Cecina, Piombino, Rosignano Marittima, San Vincenzo e Suvereto). Il torneo si svolge su iniziativa promossa dal progetto “Si dia inizio al Tornamento – Giostre, Quintane e Palii d’Italia”. Info, programmi e biglietti su www.paliodellacostaetrusca.com a pagina ufficiale Facebook.

A San Vincenzo (dirige la tenzone Roberto Parnetti, già Maestro di Campo nella giostre di Bagno a Ripoli, Sulmona, Monselice, Calvi dell’Umbria) vedremo in azione Jonathan Anselmicchio di Amelia che fa parte del Terziere Santa Maria di Narni ed ha al suo attivo le partecipazioni al Palio dei Colombi di Amelia, al Palio delle Contrade di Calvi dell’Umbria ed alla Corsa all’Anello storica di Narni; Lorenzo Desimone di Bibiano cavaliere di riserva della Contrada Trinità di San Secondo Parmense e che, nel 2017, ha vinto le Giostre agli anelli di Castell’Arquato e Cavriago “sfiorando” il successo anche nella Giostra dè lo biscione di Grazzano Visconti (PC); Maurizio Frulio di Arezzo cavaliere titolare della Contrada Castell’Aicardi di San Secondo Parmense e che oltre a gareggiare in varie Giostre e Quintane fa parte anche del Gruppo Cavalieri di Arezzo sodalizio che partecipa, in rappresentanza dell’Italia, a tornei internazionali cavallereschi; Guido Gentili di Sarteano cavaliere che ha corso e vinto la Giostra del Saracino di “casa” e partecipa a numerose giostre “non storiche” prossimo protagonista della Giostra dei Rioni di Olmo; Willer Giacomoni di Faenza, cavaliere titolare della Contrada Grillo del Palio delle Contrade di San Secondo Parmense e che ha nel suo palmares numerose vittorie tra cui il Niballo di Faenza e le Quintane di Foligno ed Ascoli; Enrico Giusti, cavaliere titolare del Sestiere di Sant’Emidio di Ascoli Piceno e della Contrada Dragonda di San Secondo Parmense, e che vanta successi nella Giostra del Saracino di Arezzo, nel Palio delle Contrade di San Secondo Parmense e nella Giostra della Stella di Bagno a Ripoli; Alessandro Lombardi di Pistoia, cavaliere pluriesperto di giostre all’anello avendo corso in molte piazze tra cui Pistoia (Giostra dell’Orso), Sulmona (Giostra Cavalleresca Europea) e Monselice (Giostra della Rocca); Alberto Liverani di Faenza che ha al suo attivo la partecipazione alla Bigorda di Faenza, alla Giostra della Rocca di Monselice, il Palio di Mercato Saracino e, nel 2016, ha ottenuto una doppia vittoria alla Giostra dei Rioni di Olmo conquistando il successo e laureandosi anche miglior cavaliere del torneo.

Spettacolo, folclore, cavalieri e dame, amazzoni, sfilate, enogastronomia e cultura sono gli ingredienti del Palio della Costa Etrusca che punta tutto un calendario di eventi ed appuntamenti pensati per appassionati, famiglie, turisti che spaziano dall’incontro con il compositore ed arrangiatore Mogol, alle evoluzioni del cavaliere acrobata Thomas Giampieri accompagnate dalla parata di 50 cavalli coordinata dal Gruppo Equestre di San Vincenzo fino all’attesa corsa dei fantini in groppa ai mezzosangue, alla fanfara dei bersaglieri per le vie del centro di San Vincenzo, alla corsa delle amazzoni, alla cerimonia-sfilata dei gonfaloni degli otto comuni scortati dalla Filarmonica G. Verdi e alla partecipazione straordinaria del Mito Varenne, il cavallo più vincente della storia ippica.

Il gioco della Quintana

Ogni cavaliere, in base all’ordine di partenza che sarà estratto a sorte prossimamente, nella pista della lunghezza di circa 200 metri tracciata nel rettilineo dove il giorno dopo si correrà il Palio, dovrà centrare con la lancia (della lunghezza di 2,20 metri del peso di chilogrammi 3,000 bilanciata) gli anelli appesi, tramite una calamita, a quattro supporti che hanno un altezza da terra di 2,20 metri e distanziati tra di loro di circa 5 metri. Ogni cavaliere corre due tornate e gli anelli avranno un diametro interno di 6 centimetri nella prima, ed il valore di 1 punto, e 5 centimetri nella seconda, per 2 punti. Al termine sarò fatta la somma dei punti e i primi due cavalieri della classifica parziale correranno una terza tornata finale dove gli anelli avranno un diametro interno di 3 centimetri ed il valore di 3 punti.

Le radici della Quintana (fonte Wikipedia)

La denominazione di Quintana deriva dal nome di una via dell'accampamento romano nella quale aveva luogo l'addestramento dei soldati che, armati di lancia, si lanciavano contro un fantoccio cercando di infilare l'anello sospeso ad una mano dello stesso. Una delle prime testimonianze documentate dello svolgimento della Quintana nel folignate risale al 1158 quando l'Imperatore Federico I scese a Foligno, da Coccorone, per celebrarvi un congresso straordinario. Vi fu una giostra vinta dal folignate della Famiglia Elmi contro i cavalieri della scorta imperiale, ed ebbe in dono il permesso di fregiare l'arma della famiglia con tre elmi. . Nel 1613 i Priori cittadini inserirono la Quintana nell'ambito dei festeggiamenti carnevaleschi, modificandone lo svolgimento e lo spirito con i criteri che sussistono quasi del tutto ancora oggi. Organizzatore di quella prima giostra fu Ettore Thesorieri, il quale redasse lo Stimolo Generoso di Virtute, un documento in cui veniva regolamentata la sfida tra i cavalieri che si fossero iscritti. Raccolsero la sfida 5 cavalieri, ognuno identificato da un appellativo: il Moro, il Confidente, il Saggio, il Fidele ed infine il Turco; la vittoria arrise al cavalier Fidele.

Sulla base dei documenti storici che sono arrivati fino ai giorni nostri, nel 1946 La Giostra della Quintana è stata ripristinata per idea di Emilio de Pasquale, originario di Andria e folignate di adozione come lo stesso Ettore Thesorieri. La città fu divisa in 10 rioni autonomi ognuno dei quali portava alla giostra un binomio cavallo-cavaliere, fu deciso di svolgere la sfida all'interno del campo de li giochi e fu istituito il corteo storico, coinvolgendo il più possibile il popolo folignate. A vincere quella prima edizione della rievocata Giostra della Quintana di Foligno fu il Rione Croce Bianca, grazie a GianLivio Sorbi in sella a Isabella, domenica 15 settembre 1946.

 

Fonte: Ufficio Stampa

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