Idy Diene, il giorno del ricordo: funerali prima del rimpatrio

Roberto Pirrone
(foto da Facebook)

Idy Diene, l'uomo del sorriso (come l'ha definito l'imam di Firenze Izzedin Elzir), è stato commemorato questa mattina dei funerali alle cappelle del Commiato, prima del rimpatrio della salma in Senegal. Il 5 marzo il gesto di Roberto Pirrone ha posto fine alla sua esistenza, ma i cuori di moltissimi amici, conoscenti e fiorentini sono stati dedicati al 53enne che da 20 anni viveva in Italia.

L'omaggio si protrarrà anche durante la giornata con il lutto cittadino e il minuto di raccoglimento alle 11.50, orario del decesso di Idy. Per 10 minuti le saracinesche dei negozi di Firenze saranno abbassate per appoggiare la richiesta del sindaco Dario Nardella, presente questa mattina alle esequie assieme all'arcivescovo Giuseppe Betori e al rabbino Amedeo Spagnoletto. Anche nelle scuole di Firenze si terranno momenti di riflessione sulla tragica vicenda.

“Firenze saluta Idy, uomo buono e innocente che amava la nostra città. Firenze era la sua città, dove ha costruito relazioni umane, amicizie e dove lavorava. La comunità fiorentina esprime il proprio cordoglio per la morte di Idy e si stringe al dolore profondo di sua moglie Rokhaya e dei suoi fratelli. Oggi è un giorno di lutto in cui piangiamo Idy, ma anche un giorno in cui troviamo una speranza di comunità e di una vita migliore”. Lo ha detto il sindaco Dario Nardella alle Cappelle del commiato, dove questa mattina si è tenuta la cerimonia funebre per Idy Diene ucciso il 5 marzo scorso sul Ponte Vespucci da Roberto Pirrone. Per la giornata di oggi il sindaco Nardella ha proclamato il lutto cittadino.

Alla cerimonia, che si è svolta alla presenza del Gonfalone della città di Firenze e terminata con lo squillo delle chiarine, hanno partecipato tra gli altri la vicesindaca Cristina Giachi, gli assessori Sara Funaro, Federico Gianassi, Stefano Giorgetti, Lorenzo Perra, Alessia Bettini e Andrea Vannucci, la presdiente del Consiglio comunale Caterina Biti, alcuni consiglieri comunali, la comunità senegalese con la sua presidente dell’Associazione dei senegalesi di Firenze e Circondario Diye Ndiaye.

“Il fatto assurdo e tragico che ha portato alla morte di Idy ha riaperto una ferita che stiamo affrontando tutti insieme - ha continuato il sindaco Nardella -. Firenze in questi giorni ha dimostrato grande dignità, grande senso di umanità e grande unità e compattezza contro ogni tentativo di divisione e di odio”. “Ringrazio in particolare la comunità senegalese che ha dimostrato attaccamento alla città - ha aggiunto - e trovo molto significativa la presenza del cardinale Betori e del rabbino Spagnoletto perché di fronte alla morte c’è solo il valore dell’uomo senza alcuna distinzione. Il rapporto tra la vita e la morte ci rende tutti uguali e ci fa capire quali siano le cose che davvero contano”. “Credo che da questa settimana durissima e dolorosa - ha concluso il sindaco - la comunità fiorentina sia uscita più forte, con più speranza e più consapevolezza dei propri valori”.

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