Posta a giorni alterni a Montaione, Pomponi più che indignato

Paolo Pomponi
Paolo Pomponi

Poste Italiane ha deciso che anche il comune di Montaione vedrà la consegna delle missive a giorni alternati. Duro il messaggio lasciato su Facebook dal sindaco Paolo Pomponi, dopo che gli strascichi della questione erano stati portati avanti fino allo scorso anno. Ecco quanto ha riferito

"Ieri mentre consultavo la posta del giorno ho trovato un “avviso ai cittadini” di Poste Italiane con cui si annuncia che da Aprile anche a Montaione il postino consegnerà la posta a giorni alterni: lunedì, mercoledì e venerdì una settimana, martedì e giovedì quella dopo. 'Ovviamente' il sabato si fa festa.

Purtroppo non è una sorpresa, è tutto coerente con quanto scoprimmo a febbraio 2017, è la cosiddetta III Fase di un processo di riorganizzazione che coinvolge migliaia di comuni italiani. Verrebbe da dire che siamo fortunati visto che noi siamo coinvolti solo a partire dalla terza fase!

Da amministratore pubblico ribadisco che sono indignato, anzi inca**ato! E parecchio.

Come scrissi un anno fa è tutta una questione di costi, e da amministratore capisco bene le problematiche economiche, le vivo ogni giorno, ma ci sono dei servizi per i quali non può, non deve, valere solo l’aspetto economico. Allora chiudiamo gli asili nido pubblici, il trasporto scolastico, le mense scolastiche, e tanto altro, in quanto servizi a grande rimessa (le entrate dagli utenti sono spesso abbondantemente sotto il 50% del costo sostenuto).

Poste Italiane, nonostante la partecipazione al capitale di altri soggetti, è comunque una società controllata dallo Stato (Cassa Depositi e Prestiti e Ministero dell’Economia hanno più del 50% del capitale).

Ribadisco quello che scrissi un anno fa: scegli di vivere in un piccolo centro di campagna, fai il pendolare fin da bambino per scuola o lavoro, per raggiungere un ospedale, una stazione, un qualsiasi servizio pubblico ormai accentrato in grandi centri, devi fare tanti chilometri, e allora sai cosa, la posta te la portiamo a casa 5 volte in quindici giorni. Ma come si fa a non inca**arsi.

Aggiungo che il trasposto, lo smistamento e la distribuzione degli invii postali rientra in quello che viene definito “servizio universale postale”, un servizio di pubblica utilità che la legislazione italiana definisce uno di quelli in cui il gestore non può avere un equilibrio economico, ma trattandosi di un servizio che si ritiene necessario garantire alla collettività, sono previsti meccanismi di compensazione finanziaria pubblica.

Ed è proprio sulla base di una rivisitazione della “compensazione finanziaria pubblica” che è stato ritenuto che anche consegnando la posta 5 volte in quindici giorni siano comunque soddisfatti i requisiti del “servizio universale”.

E chi lo ha deciso? L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM), autorità pubblica che risponde del proprio operato al Parlamento, che ne stabilisce i poteri, definito lo statuto ed eletto i componenti, con una delibera del 2015 (AGCom395/15/CONS).

Come Sindaci dell’Unione dei Comuni Empolese-Valdelsa eravamo intervenuti sulla questione ad aprile 2017, appellandoci al Ministro dello Sviluppo Economico per sospendere il Piano e attivare un tavolo di confronto tra Comuni, Regione e Poste. Il risultato è questo!

Inoltre questo nuovo sistema porterà ad una diminuzione degli occupati, per la consegna a giorni alterni in migliaia di comuni ci sarà ovviamente bisogno di meno postini (e tanti dei giovani postini che attualmente operano sono dei precari e non credo a molti di loro verrà rinnovato il contratto).

Leggo poi di alcune zone anche della Toscana (Prato), dove era già attivo il recapito a giorni alterni, che dopo un confronto fra Poste e sindacati si sarebbe tornati indietro ripristinando la consegna giornaliera. Se fosse vero ci sarebbero pure due pesi e due misure.

Onestamente su questa tematica mi sarei aspettato una presa di posizione forte anche dalle principali forze politiche, compresa la mia".

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