Affreschi Liberty a Villa i Cipressi, incerta la paternità delle opere. Sull'immobile c'è il vincolo storico

29314157_10213763009686715_8940316821416837120_n

Una cosa è certa: Villa Cipressi non si trova a Castelfiorentino. È di ieri la notizia che il direttore del sito Italia Liberty, Andrea Speziali, avrebbe attivato una raccolta fondi per salvare dallo stato di abbandono alcuni affreschi di Galileo Chini presenti nella "Villa i Cipressi a Castelfiorentino". La villa, però, si trova nel Comune di Gambassi Terme e su di essa è stato posto nel 1999 il vincolo storico, come spiega il sindaco 'competente' Paolo Campinoti attraverso un lungo post su facebook.

"La cosa non è nota al comune di Gambassi Terme certo da adesso - spiga Campinoti nel post -, ma dalle verifiche e schedature che ha attivato il comune nella metà degli anni ottanta e che hanno portato, nel 1999 alla Emissione del provvedimento di vincolo storico architettonico da parte del Ministero".

La vicenda, però, si è anche trasformata in una 'querelle' sulla paternità dell'opera: secondo il Prof. Massimo Tosi, dell'associazione Millenaria, gli affreschi sarebbero di Adolfo De Carolis. Tosi 'bacchetta' senza mezzi termini il direttore di Italia Liberty: "Non sono di Galileo Chini gli affreschi della villa abbandonata e non sono a Castelfiorentino", poi invita "lo sprovveduto autore" della raccolta fondi ad "informarsi meglio".

Sulla paternità dell'opera, in effetti, ci sono dubbi anche da parte del Ministero dei Beni Culturali, come si evince dalla spiegazione dettagliata della vicenda fornita dal sindaco paolo Campinoti: anche il Ministero, infatti, avrebbe ipotizzato la mano di Galileo Chiti dietro i dipinti, ma poi avrebbe "prudentemente" dato la paternità ad un "autore sconosciuto".

"L'amministrazione - spiega Campinoti - per tramite dell'architetto Ramerini, ricorda perfettamente di aver organizzato ed effettuato un apposito sopralluogo con arch. Teresa Colomo e dott.ssa Medri della Soprintendenza dopo aver visionato le foto degli affreschi effettuate nel 1983 in occasione della redazione degli elenchi degli edifici di valore storico. Proprio in quella occasione, la Medri formulò l'ipotesi di un riferimento alla mano o scuola di Galileo Chini anche se, nella scheda di vincolo, ritenne prudente inquadrare il contesto artistico e fare riferimento, al momento, allo "sconosciuto artista". Considerate che in occasione di una precedente verifica condotta dall' arch. Giacomo Borini nel 1981 per  conto della Soprintendenza non era stata rilevato alcun elemento meritevole di tutela".

Campinoti ribadisce il merito dell'Amministrazione comunale nell'aver preservato quell'immobile attraverso il vincolo storico architettonico che ha permesso di conservarlo e non intervenirvi pesantemente: "Se non era per il Comune di Gambassi Terme che attuava la procedura di vincolo su un edificio che è sempre stato di proprietà privata quel fabbricato a oggi non sarebbe stato sottoposto ad alcuna tutela e poteva anche essere pesantemente ristrutturato o modificato con semplice segnalazione all'ufficio edilizia".

Giovanni Mennillo

Tutte le notizie di Gambassi Terme

<< Indietro

loading...
torna a inizio pagina