Serve una biblioteca per la scuola di Avane, tutti a cena alla Casa del popolo

avane a cena

Una frazione che si mobilita per i suoi piccoli concittadini, tutti insieme per creare una biblioteca per gli allievi della scuola primaria Galileo Galilei di Avane, nel comune di Empoli.

La casa del popolo di Avane organizza per mercoledì 23 maggio alle 20.00 una cena per raccogliere i fondi necessari per adibire una stanza della scuola a biblioteca, i soldi raccolti serviranno per acquistare gli arredi e i libri.

“L’idea - afferma Angiolo Simoncini, presidente della casa del popolo di Avane - ci è venuta parlando con le maestre della scuola che vorrebbero trasformare un aula adesso adibita a magazzino in una biblioteca accogliente e piena di libri. Abbiamo una comunità che desidera prendersi cura in prima persona dei bambini che frequentano la propria scuola, offrendo a questi un luogo più che adeguato in cui le loro giovani menti possano incuriosirsi e formarsi”.

Le maestre pensano anche a un angolo per la drammatizzazione delle storie narrate, una sorta di palcoscenico per i piccoli attori. Insomma un progetto bellissimo a cui una comunità cercherà di dar vita il prima possibile. Durante la cena sarà anche illustrato il progetto sperimentale Senza zaino, che è ormai diffuso in tutte le classi della scuola elementare e che sta riscuotendo molto successo tra le famiglie avanesi.

Il menù propone: rigatoni ragù e porcini; chiocciole alla pirata, arista porchettata con patate, dolce, spumante, acqua, caffè, vino e pane. La cena avrà un costo di 18 euro, i bambini sotto i 10 anni pagheranno solo 10 euro. Per informazioni e prenotazioni telefonare alla casa del popolo di Avane 057181000.

Il presidente Simoncini lancia un appello: “Speriamo di essere in tanti alla cena del 23 maggio. Avane ha già dimostrato di essere una comunità solidale, come ad esempio con la cena per il Meyer, con la quale sono stati raccolti duemila euro. Ci auguriamo che siano molte le persone che credono in questo progetto e che ci daranno una mano. Del resto investire sui bambini e sulla cultura vuol dire scommettere su un futuro migliore!”.

Fonte: Ufficio Stampa

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