Lavoratore clandestino in stamperia con macchinari non a norma

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Alla Camera di Commercio la ditta aveva dichiarato di svolgere come attività principale l’attività di vendita, sia in forma ambulante, che a posto fisso, di abbigliamento; in realtà aveva aperto anche una unità locale dove esercitava l’attività di finissaggio dei tessili senza aver ancora ottenuto la preventiva autorizzazione ambientale e dove era impiegato anche un cittadino in stato di clandestinità.

Per questo motivo l’unità operativa di Polizia Ambientale della Municipale, congiuntamente a personale del dipartimento Arpat ha sottoposto a sequestro penale due macchinari (calandre) dai quali si generavano le emissioni espulse mediante tubature nell’ambiente circostante, non autorizzate.

L'accertamento eseguito presso una stamperia a conduzione cinese situata nel Macrolotto uno è di pochi giorni fa e si inserisce nell’ambito dei controlli interforze volti a verificare le attività produttive con impatto ambientale sul territorio.

Gli investigatori hanno ricostruito l'intero ciclo produttivo dell’azienda, arrivando ad accertare che, nonostante la domanda di autorizzazione ambientale fosse stata presentata nel mese di marzo 2018, l’azienda aveva già cominciato ad esercitare l’attività lavorativa a fine del mese di Dicembre del 2017.

Al momento dell’accesso sono stati rinvenuti al lavoro numerosi operai, tra i quali uno è risultato privo di documenti. Quest'ultimo è stato foto segnalato e denunciato dalla Polizia Municipale per lo stato di clandestinità sul territorio italiano. L’ispettorato del lavoro, dal canto suo, ha rilevato la presenza di tre lavoratori a nero, procedendo pertanto con la sospensione dell’attività imprenditoriale.

E' risultato assente il registro di carico e scarico dei rifiuti, motivo per il quale la Polizia Ambientale ha proceduto ad elevare specifica sanzione, procedendo con il sequestro amministrativo di tutti i macchinari.

Nel piazzale della ditta è stata rinvenuta una situazione di degrado generale, con rifiuti urbani e di varia tipologia accatastati, il che ha comportato l’emissione di un’ulteriore sanzione e l’obbligo di ripristino dello stato dei luoghi da parte del titolare dell’azienda.

Accertate anche violazioni circa la normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro e antincendio da parte dei vigili del fuoco e degli ispettori ASL.

Fonte: Arpat

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