Consiglio regionale, modifica alle procedure Via. Si parla anche di Sanità

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Si apre il Consiglio regionale, con ancora polemiche in merito all'uso dei cellulari durante le sedute. Tutto era nato da uno scontro tra Jacopo Alberti ed Enrico Rossi, il primo reo di aver pubblicato una foto sfottò sulla sua pagina Facebook, il secondo di aver reagito con veemenza commentando a seduta sospesa "ti metto le mani in faccia". C'è stato ancora motivo di scontro ma il presidente Eugenio Giani ha ancora richiamato all'ordine i lavori dell'assemblea.

Acquacoltura in mare:  procedure più veloci e garanzie di tutela ambientale, sì a nuova legge

Alleggerire i passaggi procedurali per l’avvio delle attività di acquacoltura in mare. Questo l’obiettivo della legge regionale che è stata approvata a maggioranza oggi, martedì 22 maggio, in aula. L’atto che è stato illustrato dal presidente della commissione Sviluppo economico e rurale, Gianni Anselmi (Pd), ha ricevuto il voto favorevole del Partito democratico e di Sì-Toscana a sinistra e l’astensione di Movimento 5 Stelle, Lega nord, Forza Italia, Fratelli d’Italia.

Il nuovo provvedimento, come ha spiegato Anselmi, modifica la disciplina della commissione consultiva regionale della pesca e dell’acquacoltura, assicura l’operatività della commissione e la normativa sulla programmazione degli interventi regionali alle sopravvenute norme generali in materia. Tra le modifiche introdotte, per velocizzare l’insediamento si prevede la segnalazione di inizio attività attraverso la segnalazione certificata di inizio attività (scia). Si ‘regionalizza’ la procedura, in precedenza di carattere ministeriale: sarà la Regione a rilasciare l’autorizzazione secondo un quadro di precise garanzie collegate alla qualità dell’ambiente marino. Il nuovo impianto normativo dovrà favorire la celerità degli investimenti. Le concessioni ai Comuni vengono rilasciate in aree ben definite e per ogni autorizzazione richiesta viene istruita la Conferenza dei servizi con la partecipazione di soggetti come Asl, Arpat, capitanerie per salvaguardare gli aspetti ambientali. Il Comune sarà anche competente per le eventuali sanzioni in materia. “Ricordo – ha detto Anselmi – che su alcune porzioni del territorio costiero questo settore porta una buona dose di occupazione, di innovazione, di capacità di integrazione e un buon contributo al prodotto interno lordo”.

Secondo , Gabriele Bianchi (M5S)  è “positivo che si cerchi di snellire l’apparato burocratico, certo è  – afferma Bianchi – che la fretta non deve essere cattiva consigliera ai danni della tutela ambientale”. Le preoccupazioni espresse da Bianchi riguardano il possibile inquinamento ambientale degli impianti, il loro impatto e “i corretti controlli sull’uso di mangimi e gli antibiotici”.

Anche Tommaso Fattori, capogruppo di Sì-Toscana a sinistra, ha espresso condivisione riguardo alla nuova procedura amministrativa, che definisce “convincente”. Invita però alla “cautela” per “regolare e monitorare la pesca nel settore dell’acquacoltura che può essere anche fortemente inquinante”. Il ragionamento di indirizzo, secondo Fattori “andrebbe fatto sul tipo di acquacoltura che si desidera implementare se di tipo estensivo, semintensivo o intensivo”, “se con pesci erbivori” o “allevamenti integrati”.

Sostegno alla proposta di legge anche da Monica Pecori (gruppo misto-Toscana per tutti) che ha evidenziato la necessità di porre attenzione alle tutele ambientali.

Roberto Salvini (Lega nord) si è detto dispiaciuto per non aver potuto ascoltare dai diretti interessati le problematiche che riguardano questo settore. “La Toscana – afferma Salvini – sente l’esigenza di aumentare la produzione di pesce, per questo si fa una legge per velocizzare le pratiche burocratiche”. Secondo il consigliere regionale “il problema è individuare quelle aree che permettono di fare allevamenti di qualità, che dipende dalla localizzazione e dai mangimi”.

Acquacoltura in mare, Anselmi (PD): “Modifiche importanti che sostengono il settore e tutelano l’ambiente”

Alleggerire i passaggi procedurali per l’avvio delle attività di acquacoltura in mare. Questo l’obiettivo della proposta di legge approvata oggi dall’aula del Consiglio regionale.

“Quello dell’acquacoltura è senza dubbio un comparto rilevante per l’economia costiera, in particolare in alcune aree della Toscana come quella livornese e quella grossetana e in alcune porzioni delle acque interne – spiega Gianni Anselmi, presidente della commissione Sviluppo economico –; un settore che ha un suo valore, una buona tensione innovativa e un certo impatto occupazionale. Per questo era necessario rivedere la norma esistente aggiornandola alle recenti prescrizioni e alle mutate condizioni del contesto, così con la norma appena approvate si va a disciplinare l’avvio dell’attività e modificare la composizione della commissione consultiva della pesca e dell’acquacoltura. L’obiettivo è rendere più semplice la procedura e al contempo garantire tutela e protezione ambientale attraverso la regionalizzazione delle autorizzazioni”.

La proposta di legge modifica la disciplina della commissione consultiva regionale della pesca e dell’acquacoltura ampliando il numero di membri con la partecipazione di rappresentanti di ogni associazione. Tra le modifiche introdotte, per velocizzare l’insediamento, si prevede la segnalazione di inizio attività attraverso la scia; le concessioni ai Comuni vengono rilasciate in aree ben definite e per ogni autorizzazione richiesta viene istruita la Conferenza dei servizi a garanzia della qualità ambientale degli insediamenti.

Legge 194, Serena Spinelli (Art. Uno Mdp): “Fu una conquista di civiltà. Oggi più che mai in Toscana la difenderemo”

Giovedì 24 maggio in Consiglio regionale è stato convocato il Tavolo per l’applicazione della 194.

“Nei giorni in cui ricorrono i 40 anni della legge 194/78, una normativa che segnò una straordinaria conquista di civiltà, abbiamo deciso di riattivare il Tavolo regionale per l’applicazione della 194, non solo in maniera simbolica ma per ridare impulso a un’azione politica e istituzionale per la piena applicazione di questa legge che anche nella nostra regione riscontra delle difficoltà – spiega Serena Spinelli, capogruppo Articolo Uno Mdp in Consiglio regionale – In Toscana, secondo i dati del Ministero della Salute del 2016, il tasso di medici obiettori è intorno al 56 per cento. Un dato meno allarmante rispetto a regioni come la Sicilia, il Molise o la Basilicata dove si supera il 90 per cento, ma a fronte del quale dobbiamo essere in grado di garantire a tutte le donne e in tutti i territori la piena applicazione della legge. In Toscana, presso l’Iot di Careggi, è stata avviata la sperimentazione della Ru486, un percorso all’avanguardia che ha bisogno di essere rafforzato; poiché così come sancisce la legge spetta alle Regioni ‘promuovere l’aggiornamento del personale sanitario (…) sull’uso delle tecniche più moderne, più rispettose dell’integrità fisica e psichica della donna e meno rischiose per l’interruzione della gravidanza’.

La legge del 1978 è considerata tra le migliori normative in materia al mondo. Questo perché garantisce alle donne la libertà di scelta e pone l’interruzione di gravidanza come ultimo passo di un percorso a tutela della libertà di scegliere della donna e per una sessualità consapevole. La legge prevede, infatti, consultori familiari quali luoghi di assistenza nel periodo della gravidanza, di formazione e di sostegno. È con preoccupazione che assisto all’escalation di strumentalizzazione in difesa della vita, ad esempio, con campagne pubblicitarie mistificatorie, apparse in diverse città italiane, che tentano di associare il femminicidio all’aborto. Non solo, leggo di probabili esponenti del sedicente governo del ‘cambiamento’ che partecipano a marce che chiedono di abrogare la 194 e di revocare i fondi che permettono alle donne di accedere alla ospedalizzazione gratuita, preannunciando una stagione non proprio felice per i diritti delle donne nel nostro Paese.

Per garantire che il desiderio di avere un figlio possa essere realizzato è necessario investire in politiche sociali e di conciliazione adeguate. Per assicurare di vivere la propria sessualità in piena libertà, invece, serve agire sul fronte della contraccezione. Il nostro Paese è rimasto indietro su questo terreno – conclude Spinelli - Per questo, credo sia fondamentale che da regioni come la Toscana, da sempre in prima fila nella difesa dei diritti, nella promozione della salute e nella difesa dell’innovazione scientifica, sostenere la libertà di scelta delle donne garantendo la piena applicazione della 194, andando a integrare positivamente il lavoro già svolto da questo Consiglio regionale e dalla Giunta attraverso l'approvazione di specifici atti sul tema”.

Il Tavolo regionale per l'applicazione della 194 è stato convocato presso al Sala degli Affreschi del Consiglio regionale giovedì 24 maggio alle ore 12.00. Parteciperanno il Coordinamento difesa 194, composto da Coordinamento donne CGIL Toscana, Comitato toscano Diritto alla Salute, Libere Tutte, Laboratorio per la laicità; l’assessorato al diritto alla Salute della Regione, la presidente e alle componenti della Commissione Pari Opportunità regionale; consiglieri regionali, rappresentanti della rete dei consultori, medici delle Ausl e avvocati. La giornata sarà suddivisa in tre gruppi di lavoro: Proposte organizzative per incremento interruzione farmacologica gravidanza RU486; Proposte per il contrasto alla carenza di ginecologi non obiettori L.194/78; Attività consultoriali legate alla L.194; Educazione sanitaria per la prevenzione interruzione volontaria gravidanza.

Il precedente Tavolo di lavoro nel corso del 2013 e 2014 aveva già svolto un approfondimento sulle tematiche riguardanti: la piena applicazione della legge 194, le criticità determinate dall’obiezione di coscienza, l’utilizzo della RU 486, lo stato dei consultori territoriali e il loro potenziamento.

Ambiente: sì alle modifiche Vas, Via, Aia e Aua

Una legge per intervenire, con ulteriori semplificazioni delle procedure, in materia di valutazione ambientale strategica e di impatto ambientale, trovando un punto di equilibrio tra rispetto del territorio e procedure funzionali. Questo il nucleo delle modifiche alla legge regionale 10 del febbraio 2010 – Norme in materia di valutazione ambientale strategica (Vas), di valutazione di impatto ambientale (Via), di autorizzazione integrata ambientale (Aia) e di autorizzazione unica ambientale (Aua) – in attuazione del decreto legislativo 104 del giugno 2017, che il Consiglio ha approvato a maggioranza. Su 29 votanti 19 hanno votato a favore e 10 si sono astenuti.

Come ricordato dal presidente della commissione Territorio e Ambiente, Stefano Baccelli (Pd), nel corso dell’illustrazione in aula, su tali variazioni sono stati auditi anche i rappresentanti di Confindustria, Ance e Cispel Toscana, concordi nel parlare di una proposta di legge che ha come obiettivo quello di adeguarsi a novità emerse a livello nazionale.

Le modifiche si articolano in due parti: la prima riguarda una serie di limitate correzioni che attengono alla Vas, per introdurre semplificazioni dettate dall'esperienza maturata nell’applicazione della normativa regionale e aggiornare i riferimenti ad altre normative regionali, contenuti nel testo.

La seconda parte, riguardante la Via, contiene modifiche relative al recepimento della normativa nazionale, ma anche disposizioni finalizzate all’ottimale raccordo della normativa regionale in materia di Via con la semplificazione delle procedure.

Tra le variazioni più significative ricordiamo: l’Osservatorio per il monitoraggio e il controllo sulle opere; la disciplina del dibattito pubblico e dell’inchiesta pubblica. In particolare, si prevede che i processi partecipativi si concludano anteriormente alla presentazione dell’istanza di avvio delle procedure di Via e che il dibattito pubblico regionale sia condizione per le procedure di Via, se lo richiede volontariamente il proponente oppure se viene così stabilito nell’atto di assegnazione di un eventuale finanziamento regionale.

Sul fronte dell’adeguamento delle competenze, le procedure di verifica per gli aeroporti minori e gli acquedotti sono diventate di competenza statale.

“Si tratta di una disciplina semplificatoria – ha concluso Baccelli – e di coerenza con la disciplina statale".

Parco Maremma: via libera a bilancio preventivo economico

Via libera a maggioranza (si astengono Lega e Fratelli d’Italia) al bilancio preventivo economico e al Piano di investimenti 2018-2020 del Parco della Maremma, secondo parco regionale istituito in Italia e settimo in generale.

Il Consiglio regionale ha approvato l’atto illustrato dal presidente della commissione Ambiente, Stefano Baccelli (Pd), che ha parlato di un bilancio “assolutamente in ordine” e ha rilevato una nota “particolarmente positiva: il 25 per cento delle entrate sono dovute a ricavi di prestazioni, in particolare la vendita di biglietti”.

Secondo quanto riferito in Aula dal presidente, il valore della produzione risulta in aumento del +0,35 per cento rispetto al 2017 e la previsione è pari a 2milioni 98mila euro. Anche la voce ricavi e vendite è in aumento di circa il 4,84 per cento rispetto all’anno precedente. Per quanto attiene i contributi, quelli in conto esercizio dalla Regione sono pari a 1milione e 304mila euro e per il 2018 rappresentano il 62 per cento delle entrate previsionali. Rispetto al 2017 la posta aumenta del 15 per cento circa. I contributi in conto esercizio da altri enti pubblici risultano invece in forte flessione (-40 per cento) per effetto del venire meno del contributo della Provincia di Grosseto, così come previsto dalla normativa regionale. Il calo dei contributi in conto esercizio da altri enti (-76 per cento) è dovuto al venir meno di quelli relativi a progetti non riproposti nel 2018.

I costi della produzione risultano essere pari a oltre 2milioni e registrano un leggero aumento rispetto al preventivo assestato (circa 4mila euro), in linea con l’aumento dei ricavi. L’acquisto dei beni cala di circa il 19 per cento così come la voce manutenzioni e riparazioni (si passa da poco più di 180mila a circa 81mila 500 euro). Aumentano gli acquisti per servizi (poco più di 731mila euro) per effetto delle spese del contributo finalizzato della Regione per la redazione del Piano integrato del Parco.

Per quanto attiene la proiezione del bilancio economico nel triennio 2018-2020, le annualità 2019-2020 registrano una contrazione del valore della produzione per effetto del venir meno del contributo della Regione e destinato al finanziamento delle attività del parco connesse alla redazione del Piano.

Le spese del personale per il 2018 risultano in linea con le direttive regionali e al livello del 2016 anche per le annualità 2019 e 2020. Nel corso del 2017 la forza lavoro si è ridotta di due unità e al 1 gennaio 2018 risultano, compreso il direttore, 21 dipendenti in servizio.

Per quanto attiene il Piano degli investimenti, nel triennio 2018-2020 si prevedono oltre 97mila euro per la realizzazione della ciclopista tirrenica finanziata interamente con la destinazione degli utili di esercizio 2014 e 2015; 50mila euro per la realizzazione manutenzione straordinaria e messa in sicurezza di una parte dell’immobile situato in località Scoglietto (finanziato con contributo finalizzato del Comune di Grosseto).

In sede di dibattito il consigliere del Movimento 5 stelle Giacomo Giannarelli ha anticipato voto favorevole e parlato di “eccezionalità del Parco della Maremma” proprio per la vendita di biglietti già ricordata dal presidente della commissione Baccelli. “Dobbiamo focalizzare la nostra attenzione su chi non ha ancora le prestazioni della Maremma”ha aggiunto.

Anche il capogruppo di Sì – Toscana a sinistra Tommaso Fattori ha dichiarato voto favorevole al bilancio preventivo economico e parlato di “Parco modello per la pace sociale che è riuscito a trovare tra tutti i soggetti coinvolti”

Gioco dazzardo: Consiglio approva adeguamento legge regionale

Il Consiglio regionale approva a larga maggioranza, con 24 voti a favore e 4 voti di astensione (Lega), una modifica alla legge regionale 57/2013 per la prevenzione del gioco d'azzardo patologico. Si tratta di un adeguamento del preambolo della legge sulla quale l’Assemblea toscana è di recente intervenuta con significativi aggiornamenti all’inizio di quest’anno. La modifica arriva per ragioni di coordinamento tecnico, a seguito di un’eccezione del Ministero dell’Interno sulla formulazione di un comma del preambolo, per una più appropriata esplicitazione delle potestà esercitabili dalla Regione in materia di giochi leciti, al fine di tutelare categorie di persone socialmente a rischio e per la prevenzione della ludopatia. “Una piccolissima modifica di un testo di legge che rimane nella sua interezza”, spiega in aula il presidente della commissione Sanità, Stefano Scaramelli (Pd). “Era importante essere coerenti con la legislazione nazionale e meno generici, per evitare il rischio di un conflitto di competenze, per questo abbiamo accolto le osservazioni del Ministero – aggiunge Andrea Quartini (Movimento 5 stelle) –. La definizione delle competenze della Regione ci lascia lo spazio per una riflessione comune”. Secondo il consigliere della Lega e portavoce dell’opposizione Jacopo Alberti, “al di là del tecnicismo che siamo costretti a correggere, deve rimanere alta l’attenzione della Regione Toscana per prevenire l’abuso del gioco d’azzardo”. Paolo Sarti (Sì-Toscana a sinistra) ritiene che “abbiamo risolto il conflitto tra la legge dello Stato e la legge regionale, ma rimane irrisolto il conflitto di interessi dello Stato, che combatte la ludopatia con poca energia e poco convinto, visto che ne ha un guadagno considerevole”. “Era importante evitare che un elemento semantico potesse comportare problemi alla legge. L’impostazione non cambia”, afferma la consigliera Serena Spinelli (Art.1-Mdp), che è anche presidente dell’osservatorio regionale sul gioco d’azzardo.

Procedure VIA e VAS, ok in Consiglio regionale a modifiche di legge: semplificazione e rafforzamento dei processi partecipativi

Procedure più semplici in materia di governo del territorio, rafforzamento del ruolo dell’inchiesta pubblica nell’ambito della valutazione di impatto ambientale. È ciò che prevedono le modifiche alla legge regionale 12 febbraio 2010, n.10 “Norme in materia di valutazione ambientale strategica (VAS), di valutazione di impatto ambientale (VIA), di autorizzazione integrata ambientale (AIA) e di autorizzazione unica ambientale (AUA)”, approvate nella seduta odierna del Consiglio regionale. Le modifiche si articolano in due parti: la prima riguarda una serie di limitate correzioni che attengono alla VAS, per introdurre semplificazioni dettate dall’esperienza maturata nell’applicazione della normativa regionale. La seconda parte, riguardante la VIA, contiene modifiche relative al recepimento della normativa nazionale, ma anche disposizioni finalizzate all’ottimale raccordo della normativa regionale in materia con la semplificazione delle procedure. Tra le variazioni più significative vanno ricordate la disciplina del provvedimento autorizzatorio unico che reca pronuncia di VIA, l’Osservatorio per il monitoraggio e il controllo sulle opere, la disciplina del dibattito pubblico e dell’inchiesta pubblica. In particolare, su quest’ultimo punto, viene previsto che i processi partecipativi si concludano anteriormente alla presentazione dell’istanza di avvio delle procedure di VIA e che il dibattito pubblico regionale sia condizione di procedibilità per le procedure in questione, se lo richiede volontariamente il proponente oppure se viene così stabilito nell’atto di assegnazione di un eventuale finanziamento regionale. Quanto all’inchiesta pubblica, le disposizioni aggiornate prevedono la formazione di un elenco di soggetti che possono essere indicati dalla Giunta regionale al ruolo di presidenti. Vengono inoltre ridistribuite le competenze tra più livelli istituzionali, in adeguamento alle modifiche normative nazionali, ad esempio le procedure di verifica per gli aeroporti minori e gli acquedotti diventano di competenza statale.

“Si tratta di un dispositivo semplificatorio coerente con la disciplina statale in materia. – ha illustrato in aula Stefano Baccelli, presidente commissione Ambiente e territorio in Consiglio regionale - Rilevante è l’aggiornamento delle disposizioni relative all’inchiesta pubblica, che vanno a prevedere la creazione di un elenco ad hoc dei soggetti che possono essere indicati, da parte della Giunta regionale, al ruolo di presidente nonché più complessivamente a stabilire con maggiore precisione tempistiche e modalità dell’istituto. Novità che producono un rafforzamento delle procedure partecipative quanto mai opportuno per questo settore. Raggiungiamo quindi con questa normativa un efficace punto di equilibrio tra lo snellimento delle procedure e la tutela del territorio, obiettivo che necessariamente va perseguito quando ci si occupa di questo tema, rendendo inoltre più efficaci gli strumenti per la partecipazione, altro elemento fondamentale nei processi decisionali”.

Agricoltura:  Ente Terre Toscane, sì a bilancio 2018 e piano investimenti 2018-20

Via libera in aula al bilancio economico di previsione 2018 e sul piano degli investimenti 2018-2020 di Ente terre regionali toscane. Il bilancio preventivo 2018 presenta un valore della produzione di 3milioni e 555mila euro con costi di produzione per 3milioni e 381mila, un bilancio che chiuderà in pareggio. Sono stati dati in gestione a terzi, tramite bando, l’oliveto, il frantoio e la cantina con 50 ettari di vigneto e ci si è concentrati sulla gestione delle aziende regionali di Cesa e Alberese, del parco stalloni e della fecondazione artificiale delle razze equine, del banco del germoplasma. E’ stata attivata la banca del germoplasma di mare presso le scuderie di San Rossore e realizzato l’app ‘agro diversità’ toscana per valorizzare il patrimonio di razze locali. Il progetto ‘centomila orti di Toscana’ è stato portato quasi a compimento. Per il censimento delle terre incolte, l’Ente ha messo a disposizione dei Comuni alcuni tecnici, ma persistono difficoltà: solo 9 Comuni hanno al momento completato il censimento. Buoni risultati sono stati, invece, ottenuti con i terreni della Regione Toscana: sono stati messi a bando 5mila ettari e attivati 80 concessionari di cui il 50 per cento giovani. Sul piano degli investimenti: per il triennio 2018/2020, sono previsti 90mila euro per recinzioni e 260mila per macchinari e attrezzature agricole.

Il consigliere regionale Roberto Salvini  ha motivato il voto contrario del gruppo Lega nord parlando di una delle attività più importanti attribuite all’Ente, quello della Banca della Terra. “Ha il compito – ha detto il consigliere – di individuare e fare un censimento delle terre incolte e affidarle in conto lavorazione a quei giovani che hanno partecipato a bandi e hanno ricevuto incentivi per iniziare questa attività. La Regione Toscana ha investito 100milioni; questi terreni non vengono concessi perché i Comuni non fanno i censimenti”.

“Il punto debole di Ente Terre – ha detto il capogruppo di Sì-Toscana a sinistra Tommaso Fattori  – è la Banca della Terra con la sua attività di censimento e assegnazione dei terreni incolti. Il censimento delle terre private è indietro, bisognerebbe capire cosa non sta funzionando e provare ad intervenire. L’ente si è limitato ad assegnare solo terreni di provenienza pubblica”.

“Dobbiamo rivedere a 360 gradi questo Ente importantissimo per la nostra Regione  – ha detto Gabriele Bianchi (M5S) – e capire cosa non abbia funzionato”.

Commercio: sviluppo dei rapporti tra Toscana e Ontario

La Regione Toscana si sta attivando per arrivare alla firma del Memorandum con la Provincia canadese dell’Ontario, in modo da sviluppare un percorso di collaborazione già nel corso dell’anno. Lo ha garantito in aula l’assessore Marco Remaschi, illustrando una informativa preliminare all’intesa.

Come spiegato da Remaschi, il Memorandum of understing tra la Regione Toscana e la Provincia dell’Ontario “nasce in un contesto di approfondimento dei rapporti commerciali sviluppati per il settore vitivinicolo, eccellenza territoriale toscana in tutto il mondo”. Da qui l’invito a svolgere una missione conoscitiva in Canada, per promuovere il nostro territorio e valutare le opportunità di promozione dei nostri prodotti. L’occasione ha permesso di approfondire la conoscenza del mercato canadese e delle opportunità per la Toscana.

La politica del governo canadese in campo economico è quella di consolidare il successo delle aziende utilizzando i canali degli scambi internazionali, focalizzati su due accordi: il Ceta (Comprehensive Economic and trade Agreement) con l’Unione Europea e il TPP (Trans pacific Partnership), che si propone di istituire un’area di libero scambio tra dodici paesi dell’area Asia-Pacifico.

In tale contesto si inserisce la missione della Regione toscana a Toronto, dal 14 al 18 novembre 2016, nell’ambito della settimana italiana, per la promozione del nostro agroalimentare e quindi per individuare potenziali controparti interessate al food toscano di qualità.

La trasferta ha fatto emergere un mercato canadese “consapevole” delle nostre produzioni e di alcune nostre denominazioni, con la possibilità di concordare nuove azioni che coinvolgano più direttamente le imprese toscane. Non solo, a margine delle attività principali legate al settore agro, sono emerse altre opportunità connesse ai rapporti stabiliti con la municipalità di Toronto, con quella di Vaughan, con il nostro consolato generale e con l’Istituto Centennial College dove si svolgono studi di scuola superiore e corsi universitari. Tra gli input emersi ricordiamo la proposta di incoraggiare i legami tra il principale polo museale di Toronto e i musei fiorentini, interessati a concedere alcuni pezzi per mostre temporanee nell’unica galleria all’estero dedicata all’Italia e finanziata da italo-canadesi.

I contenuti del memorandum, sostanzialmente, prevedono che le due entità territoriali si impegnano a promuovere: assistenza ad aziende per seminari, mostre e conferenze internazionali; corsi e percorsi di alta formazione; assistenza per l’espansione delle opportunità di scambio per studenti, professori e ricercatori; scambi ed eventi relativi al settore agroalimentare e agricolo; potenziali meccanismi di dialogo congiunto su questioni di ricerca, innovazione e commercializzazione; meccanismi per promuovere la cooperazione scientifica e tecnologica; opportunità per la ricerca industriale congiunta e per lo sviluppo di collaborazioni.

Le attività previste da questa intesa, come sottolineato dall’assessore,  non generano oneri finanziari a carico dello Stato italiano, né della Provincia dell’Ontario né della Regione Toscana, ma danno la possibilità di sviluppare progetti specifici.

Il consigliere Tommaso Fattori (Sì Toscana a sinistra), dopo aver ringraziato l’assessore per l’informativa e per il memorandum, si è soffermato sul “quadro non roseo del Ceta, che non è affatto positivo per l’Italia e a vantaggio del Canada, come confermano i dati del primo semestre di applicazione”.

Sanità : interrogazione su assenza personale al Centro socio sanitario Giovannini di Prato

“Nella giornata in questione si è verificata una riduzione delle attività e degli accessi degli utenti alla struttura per le condizioni climatiche critiche. Oltre alla scarsa affluenza, per tutelare la sicurezza del personale in servizio, è stata disposta la chiusura anticipata di alcune servizi del presidio”. Così l’assessore alla Sanità della Regione Toscana, Stefania Saccardi, ha risposto all’interrogazione presentata dal consigliere del Movimento 5 stelle Andrea Quartini sul video apparso sul web in cui la struttura sanitaria “Roberto Giovannini’’ di Parto, nel giorno dell’ultima nevicata in città (1 marzo), appare essere “deserta e abbandonata a se stessa”.

Secondo quanto dichiarato dall’assessore, la chiusura anticipata è stata “comunicata all’utenza attraverso l’affissione di cartellonistica, all’interno e all’ingresso della struttura”.

Sugli eventuali provvedimenti disciplinari nei confronti dei responsabili della struttura, Saccardi ha specificato che la “criticità si è verificata solo ed esclusivamente in una parte della struttura particolarmente coinvolta dagli esiti delle condizioni climatiche sfavorevoli”.

“I fatti oggetto dell’interrogazione – ha detto ancora l’assessore – sono conseguenti ad una carenza del soggetto incaricato dalla sorveglianza. È stata applicata una penale di 1500 euro per mancato rispetto degli orari di servizio, dei passaggi programmati e mancata chiusura dei presidi. Sono comunque state previste azioni di miglioramento per rendere ancora più evidente il divieto d’ingresso e di passaggio qualora fossero ravvisate le necessità” ha concluso Saccardi.

Parzialmente soddisfatto della risposta si è dichiarato Quartini. “Non abbiamo fatto una bella figura come Toscana” ha detto. “Le criticità nel video sono evidenti. Lasciare a se stesso un presidio senza nessuna vigilanza con il rischio di furto di informazioni sensibili, è assolutamente inaccettabile”.

Sanità: interrogazione di Sì Toscana sulla stabilizzazione di figure precarie

Una interrogazione del gruppo Sì Toscana a sinistra per sapere dalla Giunta se intenda intervenire, nell’ambito delle sue competenze, nei confronti della dirigenza dell’Azienda sanitaria Nord ovest affinché, nell’ottica del Decreto legislativo 75/2017, proceda alla pianificazione e quindi alla integrazione del proprio organico prioritariamente attraverso la stabilizzazione del personale precario esistente, prima di procedere a eventuali nuovi concorsi.

Nel rispondere alla interrogazione l’assessore Saccardi si è soffermata sulla garanzia di adeguato accesso dall’esterno, affermando di dover tener presente che per le stabilizzazioni vale il limite massimo complessivo del 50 per cento delle risorse finanziarie disponibili per le assunzioni, come sottolineato in una specifica delibera di Giunta, la n. 230 del 2018. Questi sono i principi generali ai quali tutte le aziende e gli Enti del Servizio sanitario regionale devono attenersi. “Alla luce di quanto sopra – ha sottolineato l’assessore – non è ipotizzabile un intervento regionale nei confronti dell’Ausl Toscana nord ovest nei termini espressi dai consiglieri, in quanto un intervento del genere risulterebbe non rispettoso del principio di garanzia dell’adeguato accesso dall’esterno”.

Secondo Paolo Sarti (Sì Toscana a sinistra) per il personale precario vedere bandire nuovi concorsi non è certo incoraggiante: da qui la non soddisfazione per la risposta e l’auspicio di una diversa cabina di regia.

Ex-Mabro : mozione Lega chiede sostegno per lavoratrici

“Porre in essere ogni possibile azione di sostegno alle rivendicazioni delle lavoratrici della ex-Mabro di Grosseto, anche favorendone la formazione, la riqualificazione e la ricollocazione nel mondo del lavoro”. È quanto chiede la mozione presentata dal consigliere della Lega Marco Casucci che il Consiglio regionale ha approvato come ultimo atto dei lavori di oggi, martedì 22 maggio.

Nel testo si ricorda che lo storico marchio di abbigliamento è stato uno dei “punti di eccellenza delle realtà industriali riconducibili al Made in Tuscany”. Nel dicembre del 2016, anche a seguito di lunghe vicissitudini, è stata dichiarata fallita dopo due anni di amministrazione straordinaria. Le storiche operaie, le famose ‘vestaglie azzurre’, sono diventate un simbolo nella lotta per la difesa del posto di lavoro e dei diritti dei lavoratori.

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