Morte Duccio Dini. Giani: "Case popolari, fuori da liste assegnazione chi ha carichi pendenti"

Eugenio Giani
Eugenio Giani

“Fuori dalle liste di assegnazione chi ha carichi pendenti. Chi alloggia in case popolari deve esserne degno. Chi dispregia i valori della comunità non deve accedere alle graduatorie”. È tranchant il commento del presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani, che torna sulla tragica morte di Duccio Dini e “pretende” una “riflessione” sulla proposta di legge attualmente all’esame della commissione Sanità e politiche sociali presieduta da Stefano Scaramelli (Pd).

“La morte di Duccio è semplicemente inaccettabile. Chi sta in Italia deve rispettare le leggi della Repubblica italiana e deve essere punito severamente se le viola” dichiara il presidente ricordando che i rom che hanno investito e ucciso Duccio in viale Canova “non vivono in un campo nomade, ma in case popolari”. “Decideremo come modificare la legge, ma pretendo che una riflessione ampia sia fatta. Chi è assegnatario di case pubbliche deve avere le condizioni morali ed etiche per poter accedere alle apposite liste”. Ed è così che il presidente dell’assemblea legislativa lancia la proposta: “Decadenza automatica” per chi matura carichi pendenti, ma anche “prevenzione” per non arrivare a quello che “sta già avvenendo nei complessi di San Bartolo a Cintoia – spiega – dove a causa di comportamenti assolutamente irrispettosi e irriguardosi della convivenza civile e delle leggi italiane, si sta scardinando la vita di famiglie che lì vivono da decine di anni”.

Il presidente torna poi sulla necessità di demolire il campo nomadi del Poderaccio, elogia il sindaco Dario Nardella che parla di “smantellamento entro 18 mesi” e parla di “lutto regionale”. “Domani (giovedì 14 giugno ndr) listeremo le nostre bandiere a lutto perché la morte di Duccio non riguarda solo Firenze e la città, ma tutta la Toscana”. Anche per questo Giani inviterà tutti i sindaci a unirsi al ricordo del giovane morto così tragicamente.

Fonte: Consiglio regionale

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