Sparatoria Firenze, ex calciante in stato di fermo: "Non volevo fare male a nessuno"

rolando scarpellini
(foto gonews.it)

Aggiornamento di mezzogiorno: l'ex calciante Rolando Scarpellini si trova nella questura di Firenze, negli uffici della squadra mobile, in stato di fermo. Sarebbe stato lui stesso a far sapere dov'era, e l'informazione è giunta fino a un ispettore della polizia postale. Rolando Scarpellini era in un appartamento di via Canova, sempre nella zona dell'Isolotto dove ieri ha scatenato il panico. Si è mostrato tranquillo con gli agenti che sono venuti a prelevarlo.

Il racconto della giornata

Proseguono senza sosta le ricerche dell'ex calciante 48enne di Firenze Rolando Scarpellini che ieri ha sparato dei colpi di pistola in aria dopo aver minacciato una donna in un bar di Firenze. Si pensava che l'uomo si fosse barricato nella sua casa del quartiere dell'Isolotto ma nella serata di ieri la polizia ha fatto irruzione nell'appartamento, trovandolo vuoto. Il condominio al momento è presidiato nel caso in cui l'uomo si facesse vivo. La squadra volante e la squadra mobile della polizia sta proseguendo nelle ricerche, che hanno puntato anche nel magazzino della sua impresa di imbiancature. Nella sparatoria di ieri non ci sono stati feriti. "Ancora ricercato il cittadino italiano, identificato, che stamani ha minacciato con un'arma la sua ex compagna a Firenze. Numerose le pattuglie che operano garantendo il controllo del territorio". Questo il tweet di ieri della Polizia di Stato.

La cronaca della giornata di ieri

"Ti ammazzo": la minaccia nel messaggio vocale

La fidanzata dell'uomo ha ricevuto un inquietante messaggio vocale al cellulare, dove il 48enne artigiano l'ha minacciata di morte. Ha anche detto di sapere di essere ricercato e di essere pronto a morire. Le sue intenzioni erano di andare a casa di lei e "sparare da tutte le parti". Dell'uomo non vi è traccia. Pare che in un altro messaggio vocale intercettato avrebbe detto di essere braccato e di aver paura che nella nottata sarebbe morto.

I precedenti

L'uomo nel 1999 era rimasto coinvolto nel tentato omicidio di un calciante azzurro (Scarpellini è di parte Bianca ma in passato è stato schierato con i Rossi). Il reato era stato derubricato in lesioni in fase di processo. Restano anche altri reati relativi alla droga. Questo rende ancora più pericolosa la figura dell'uomo.

"Non volevo fare male a nessuno"

Così si sarebbe giustificato Scarpellini dopo l'azione di ieri. A mezzogiorno era andato al bar dove lavora la fidanzata e avrebbe discusso con lei. Poi ha continuato a litigare con una collega di lei, intervenuta in difesa, fino a tirarle uno schiaffo e mandando a terra alcuni oggetti. Dopo aver cercato la fidanzata senza successo e dopo aver parlato col fratello di lei, casualmente, è iniziata la furia. Ha preso le pistole dal magazzino (una di queste risultava rubata nel 2013 a Montespertoli) ed è tornato al bar, minacciando la collega con la quale aveva litigato. Ha sparato dei colpi d'arma vicino al magazzino.

La fuga

Strisciando dalle siepi di casa dei genitori, è riuscito a scappare all'arrivo della polizia, anche se nella fuga ha perso chiavi della macchina e cellulare. Ha passato la notte lungo le sponde dell'Arno, facendo rientro nella casa dei genitori all'alba. In un giardino ha lasciato la maglia utilizzata durante l'assalto e poi lì ha nascosto le armi.

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