Società di Certaldo compra 50 bare, ma è una truffa. Indagato un 54enne di San Miniato

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Hanno inviato una cinquantina di bare, dal valore di circa 15mila euro, ad una ditta funebre di Certaldo, ma si trattava di una truffa. Le trattative erano state condotte da due persone sotto falso nome, gli assegni erano scoperti e infine la beffa: le bare sarebbero sparite. Ad indagare sulla faccenda è la procura di La Spezia, in quanto i due venditori sono società con sede legale in Val di Vara. La notizia è apparsa sul quotidiano La Nazione.

Al momento ci sarebbero due indagati: un 54enne sanminiatese, che ha condotto direttamente le trattative di acquisto, e una 40enne di origine romena risultata la titolare dell'azienda compratrice. Pare che l’uomo si fosse presentato come emissario dell'azienda di Certaldo, sotto falso nome, nel marzo del 2017. Il sospetto degli inquirenti è che la società "sia stata costituita appositamente per commettere reati e non svolgesse alcuna effettiva attività". Agli indagati si contestano due aggravanti: quella di aver arrecato un anno di rilevante gravità e di aver abusato di un rapporto di prestazione d’opera. Ora la procura vuole assicurarsi che gli spezzini siano stati l’uniche vittime di questo traffico.

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