Bekaert, presidio a Milano: Pirelli non riceve i lavoratori. Incontro con la Regione

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Anche la Sindaca di Figline e Incisa Mugnai, il Presidente Rossi e il consigliere della Città Metropolitana di Firenze Semplici (con tanto di gonfaloni del Comune di Figline e Incisa Valdarno, della Città Metropolitana e della Regione Toscana) questa mattina erano sotto la sede Pirelli, a Milano, nell'ambito della mobilitazione finalizzata a scongiurare la chiusura dello stabilimento ex Pirelli di Figline e a difendere i 318 posti di lavoro degli operai più quelli dell'indotto.

Il presidio di stamani è stato organizzato davanti alla sede della Pirelli, alla Bicocca, dai sindacati Fim, Fiom e Uilm insieme ai lavoratori Bekaert. I vertici Pirelli non hanno voluto ricevere nessun membro della delegazione, neanche le Istituzioni.

I sindacati, quindi, hanno deciso in maniera unitaria di portare anche i  lavoratori a Roma, il prossimo 21 settembre, data di convocazione del prossimo tavolo di crisi presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

IL COMMENTO DELLA SINDACA MUGNAI

"Siamo venuti a Milano davanti alla Pirelli per chiedere all’azienda di assumersi una responsabilità in questo percorso, dando il proprio contributo per mettere in salvaguardia i lavoratori di Figline.

Pirelli ha un obbligo morale nei confronti di questi lavoratori, perché è un’azienda che ha fatto parte della storia di Figline per ben 54 anni e che è diventata grande anche grazie al lavoro e alle competenze di chi lavorava nello stabilimento figlinese.

I vertici aziendali non possono sottrarsi dall’assunzione delle proprie responsabilità in questa vicenda, dal momento  che ancora oggi Pirelli è tra i principali acquirenti Bekaert.

Non possono sottrarsi dalla discussione e non possono sottrarsi dal dialogo con le Istituzioni, né adottare questo atteggiamento di chiusura: stamani a Milano c’ero io, in rappresentanza del nostro Comune, c’era anche il Presidente della Regione Toscana e il consigliere delegato al Lavoro della Città Metropolitana di Firenze, Marco Semplici, ad attendere di esser ricevuti e a sostenere la mobilitazione dei nostri lavoratori. Ma questo non è avvenuto.
I prossimi passaggi saranno fondamentali perché quello che stiamo chiedendo a gran voce, e che continueremo a chiedere anche al tavolo ministeriale del 21 settembre, è di reindustrializzare il sito produttivo e di garantire tutela per questi 318 lavoratori, non uno di meno.
La loro è una battaglia che va oltre la vicenda personale, perché stanno salvaguardando futuri posti di lavoro per la nostra comunità, per chi verrà dopo di loro, per i loro figli e per le generazioni future. Per la nostra città e per il Valdarno.

È fondamentale che quei posti restino a Figline, per garantire lo sviluppo di una vallata intera".

IL COMMENTO DEL PRESIDENTE ROSSI

"So bene che noi non abbiamo nessun titolo giuridico nei confronti della Pirelli, ma questa multinazionale deve sentirsi moralmente impegnata nei confronti dei lavoratori della Bekaert che fino a quattro anni fa producevano per lei. È anche grazie a loro che la Pirelli è diventata grande".

Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, chiama in causa, davanti alla sua sede storica di Milano Bicocca, la multinazionale dei pneumatici, partecipando al presidio dei lavoratori, giunti in buon numero da Figline e che hanno trovato ad accoglierli la RSU di Pirelli e altri operai in lotta per la difesa del posto di lavoro come quelli delle rubinetterie Signorini di Campi Bisenzio.

"Sono qui - ha detto Rossi rivolgendosi ai manifestanti - per abitudine e per passione. Per me é sempre stato normale stare dalla parte dei lavoratori ed occuparmi dei loro problemi perché dove il lavoro e loro stessi sono maltrattati, lì occorre esserci. Chi lotta per difendere il proprio posto di lavoro non deve essere lasciato solo".

Il presidente, che senza successo ha chiesto, insieme alla sindaca di Figline Giulia Mugnai e al rappresehtante della città metropolitana, di essere ricevuto dalla direzione aziendale, ha aggiunto di "pretendere" che il ministro Di Maio mantenga la promessa fatta a Figline e che faccia approvare il decreto che concede la cassa integrazione per cessazione di attività. E che "lo faccia urgentemente altrimenti il 4 di ottobre i licenziamenti diventeranno effettivi e tutto sarà stato inutile".

"Chiediamo - ha precisato il presidente Rossi - più tempo per poter procedere alla reindustrializzazione del sito di Figline. Una reindustrializzazione che deve partire dal riutilizzo di quello stabilimento e dalla riassunzione di tutti i 318 lavoratori. Noi possiamo favorire questo processo, impiegando allo scopo fondi europei, ma ciascuno deve fare la sua parte. Venerdì 21 saremo al Ministero per lo sviluppo economico e mi attendo che ci sia anche Pirelli. Ha perfino aumentato le sue commesse di steel cord, garantendo altri utili alla Bekaert, ha quindi strumenti per farsi sentire e in questa vicenda può giocare un ruolo. "Ci appelliamo dunque - è stata la sua richiesta - alla responsabilità morale e sociale che ogni impresa deve sentire. Chiediamo che la multinazionale Pirelli si senta moralmente impegnata a dare una mano".

Rossi ha detto poi che se vogliamo ricongiungere cittadini, mondo del lavoro e istituzioni occorre essere capaci di lottare insieme perché le istituzioni siano rispettate e messe in grado di rappresentare le istanze dei lavoratori. E a suo giudizio le istituzioni europee devono tornare a discutere di questo, perché è "inaccettabile che i lavoratori italiani siano messi in competizione con quelli rumeni e se l'Europa privilegia i mercati finisce per essere nemica del lavoro, mentre invece dobbiamo puntare a che sia applicato il primo articolo della nostra Costituzione. E in una Repubblica fondata sul lavoro non si possono maltrattare i lavoratori mandando alle loro case le lettere di cessazione attività".

Enrico Rossi ha concluso affermando che la lotta continuerà, che i lavoratori sono determinati e le istituzioni della Toscana, a partire dalla Regione, saranno al loro fianco.

INCONTRO CON LA REGIONE

"Da Pirelli hanno saputo che stamani ero davanti alla loro sede e si sono fatti avanti con me, dicendosi disponibili ad incontrare la Regione e le istituzioni per discutere della vicenda Bekaert e delle prospettive per lo stabilimento di Figline".

Lo ha annunciato il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, che questa mattina ha partecipato davanti alla storica sede della Pirelli a Milano Bicocca, al presidio di due ore, con corteo finale, organizzato dai lavoratori della Bekaert di Incisa Figline in lotta per la difesa del loro posto di lavoro. Durante l'iniziativa Rossi si era presentato all'entrata della direzione aziendale insieme al sindaco di Figline e al rappresentante della città metropolitana, chiedendo di essere ricevuto, ma aveva ottenuto un rifiuto.

"Vedremo - ha aggiunto Enrico Rossi - nei prossimi giorni come ciò sarà possibile. Sul tappeto ci sono più ipotesi per arrivare alla reindustrializzazione dell'area, anche se la continuazione della produzione di steel cord sarebbe certamente la migliore. Intanto noi chiediamo che al tavolo che è aperto al Ministero per lo sviluppo economico partecipi anche la Pirelli, che fino a quattro anni fa era proprietaria dello stabilimento. E alla fine credo che così sarà. Noi siamo infatti intenzionati a trovare una via di uscita da questa difficile situazione, coinvolgendo Pirelli nel processo di reindustrializzazione".

IL COMMENTO UIL

Segretari Generali di Fim Fiom e Uilm Firenze (Alessandro Beccastrini, Daniele Calosi, Davide Materazzi) hanno rilasciato oggi, a margine del presidio dei lavoratori Bekaert di Figline sotto la sede di Pirelli a Milano, il seguente commento:
“Giudichiamo grave il comportamento tenuto oggi da Pirelli che ha negato ogni confronto non solo ai rappresentanti sindacali ma a tutte le istituzioni presenti, dal Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, alla Città Metropolitana e alla Sindaca di Figline e Incisa Valdarno Giulia Mugnai.
Dicendo no alle istituzioni Pirelli ha mancato gravemente di rispetto non solo ai lavoratori, ma alla nostra intera comunità che li ha ospitati per oltre 50 anni.
Ora più che mai è stringente l'approvazione del decreto annunciato che ripristina la cassa integrazione per cessazione di attività. Per richiederlo a gran voce venerdì 21 settembre, al tavolo di trattativa in programma al Ministero dello Sviluppo Economico, ci presenteremo di nuovo accompagnati da tutti i lavoratori”.

Fonte: Ufficio Stampa

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