
“Studi recenti sul pubblico giovanile ci dicono che i ragazzi vogliono imparare mettendosi in gioco personalmente, contribuire alla costruzione della propria cultura, sollecitata per esempio dalla visita ad un museo, con le loro emozioni, le loro esperienze personali: non essere fruitori passivi, ma parte attiva nella costruzione dell’esperienza culturale che deriva dalla visita al museo”. Lo ha affermato l’assessore regionale alla cultura Cristina Scaletti, intervenendo alla sessione dedicata ai giovani e ai loro rapporti con le strutture museali che si è svolta oggi pomeriggio nell’ambito di Lu.Be.C (Lucca Beni Culturali) 2011 a Lucca.
“Dagli stessi studi emerge che i giovani chiedono di incrementare la presenza di apparecchiature interattive e funzionali, di spazi di riposo e riflessione, di audio guide, di posti a sedere per ammirare le opere, accanto ad una esplicita esigenza di essere più direttamente coinvolti, divertiti, anzi stupiti – ha proseguito l’assessore Scaletti -. In sostanza un approccio innovativo verso il patrimonio culturale, che non è più quello esclusivo di ammirazione ‘reverenziale’, ma di interazione, di partecipazione emozionale, oltre che intellettuale e conoscitiva”.
Il pubblico giovane usa quotidianamente le tecnologie più d’avanguardia, è molto esigente da questo punto di vista e viene spesso deluso dall’arretratezza di molti dei musei del nostro paese, per questo non li frequenta quanto si vorrebbe. “La scommessa che dobbiamo vincere è quella di portare nei musei gli adolescenti, i giovani, al di là delle costrizioni che vengono dalla scuola. Si tratta – aggiunge Scaletti – di costruire e proporre un’offerta che faccia venire la voglia ai ragazzi di frequentare il museo per scelta autonoma, dando alla visita il significato dell’esperienza condivisa, dell’apprendimento informale non imposto autoritariamente. Si dovrebbe provare a formulare proposte in linea con le esperienze della musica e del cinema, forme di espressione culturale cui i ragazzi sono più abituati, creando occasioni di conoscenza e approfondimento del significato dei musei, delle loro collezioni, della loro storia. Dobbiamo porci l’obiettivo – conclude l’assessore alla cultura – di fare nei musei un vero salto di qualità sul fronte delle tecnologie innovative, dell’uso della rete e dei social-network per dialogare con i giovani utilizzando i loro linguaggi”.
“Investire in cultura, anche in momenti difficili come questi paga e lo fa in termini di turismo e, quindi, anche di economia locale” con queste parole il sindaco Mauro Favilla è intervenuto all’apertura del Lubec.
“Le città d’arte come la nostra – ha ribadito il sindaco Favilla – hanno nella conservazione dei loro beni architettonici e artistici una grande possibilità da cogliere. Quello nella cultura è per le città come Lucca un grande investimento che ripaga da una parte, garantendo la conservazione dei beni monumentali per il futuro, dall’altra creando un indotto capace di favorire l’economia locale e di dare occupazione alle nuove generazioni. Gli sforzi che l’amministrazione comunale ha compiuto in questi quattro anni, continuando ad investire nella valorizzazione e nella promozione del nostro patrimonio culturale e tradizionale, hanno premiato Lucca con una crescita di turismo che lo scorso anno ha superato il 6% e quest’anno è praticamente raddoppiata sfiorando il +12,%. Tutto questo mentre le altre città toscane attraversano invece un momento di crisi di visitatori. Il rischio da evitare è quello di trasformare le città d’arte in un vuoto museo, noi invece lavoriamo perché Lucca, pur rispettando i propri monumenti, prosegua nell’essere viva e vivace come in questi ultimi tre anni, tanto che abbiamo anche realizzato un calendario invernale di manifestazioni, perché la città abbia attrattive tutto l’anno”.