
E' positivo che in questi giorni si sia tornati a discutere della validità del modello Circondario. Il Circondario è un ente che con zero costi della politica ha permesso di governare più efficacemente l'Empolese Valdelsa portandovi servizi provinciali e regionali.
L'originalità strutturale del Circondario - solo il Circondario Imolese, a livello nazionale, ha fatto altrettanto - è stata un nostro punto di forza negli ultimi anni e lo sarà anche nel prossimo futuro: basti pensare che tanto chi propone di abolire le province quanto chi immagina di sfoltirle cita di frequente gli enti di secondo grado come i Circondari quali leve ottimali per gestire in maniera integrata competenze d'area vasta. La stessa idea di Enrico Rossi, di passare in Toscana da dieci province a tre, va di fatto nella stessa direzione.
Ecco perché qui abbiamo le carte particolarmente in regola per diventare anche Unione di Comuni e istituire nuove gestioni associate di servizi municipali, strumenti di buongoverno che abbiamo iniziato a sperimentare nei primi anni Duemila.
E' grazie al Circondario che nell'Empolese Valdelsa si è raggiunto uno stadio avanzato di programmazione unitaria in settori decisivi: casa, servizi pubblici locali, trasporti, formazione, economia, università, sanità.
Senza il Circondario persino l'Agenzia per lo Sviluppo non sarebbe quel che è: un gioiello di efficienza con un ruolo di punta nel panorama dell'innovazione tecnologica in Toscana.
Né in queste settimane saremmo riusciti, unici nella nostra regione, a discutere di tassa di soggiorno emanando un regolamento valido per undici comuni.
Forti di tali risultati possiamo compiere ulteriori innovazioni istituzionali in condizioni di serenità e solidità.
L'Assemblea del Circondario resta la sede ideale per svolgere su questi temi un confronto fecondo tra le forze politiche. Dovere di quanti la compongono sfruttarne appieno le potenzialità avanzando proposte di spessore strategico.